Interpellanza urgente per la discarica Ca’ Filissine di Pescantina

     


Ambiente: Pd, governo si scorda di ambiente e salute per fini elettorali.
Dopo un anno nessuna risposta su bonifica Ca’ Filissine.
“Ancora una volta nessuna risposta dal governo per spiegare le ragioni dei ritardi per apporre una firma all'accordo di programma per la bonifica della discarica di Ca’ Filissine. Dopo un anno le cause si trovano o nell’incapacità o nel dolo”.Lo dichiarano i parlamentari veneri Diego Zardini e Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, che questa mattina hanno interpellato il ministro dell’Ambiente.
“Sono anni che vi sono i finanziamenti, nonostante le falsità dette dai detrattori oggi in maggioranza. Nella scorsa legislatura, - spiegano i deputati Dem - grazie al lavoro dei governi a guida PD, sono state trovate le risorse necessarie a presentare un progetto di bonifica a rifiuti zero, con uno stanziamento di 65 milioni di euro, ed è stato avviato un tavolo tra comune, regione, Arpav e Ministero competente per giungere alla definizione di un accordo di programma per la bonifica e la salvaguardia della salute dei cittadini di Pescantina e dei comuni limitrofi della Valpolicella.
È da novembre dello scorso anno, cioè da 6 mesi, che - aggiungono - la regione Veneto ha inviato, per la firma, al Ministero dell'ambiente il testo dell'accordo di programma stilato con il comune e gli enti istituzionali interessati. Da allora si è persa ogni traccia, nonostante i successivi solleciti formali e informali”. “Dopo che per anni il progetto è stato boicottato, neppure una firma è stata apposta. È evidente che il governo non ha a cuore la salute dei cittadini che da anni aspettano che il percolato venga rimosso e che non ci siano più rifiuti. Dopo un anno le cause possono essere solo l’insipienza dell’esecutivo o la malafede. Oggi scopriamo che, forse, questa firma non deve essere apposta prima del 26 maggio proprio per non far comprendere dove stava la verità. - concludono Rotta e Zardini - Con buona pace dell’ambiente e della salute di chi vive in quel territorio”.

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Scuola: al LAST di Verona primo premio del Miur

     


SCUOLA Al Last di Verona primo premio del Miur Zardini: «Risultato meritato per un’eccellenza della città»
Roma, 14 maggio 2019
L’istituto LAST di Verona, specializzato in logistica, ha vinto il primo premio del monitoraggio sugli istituti tecnici scolastici 2019 del Miur, il ministero dell’Istruzione.
La consegna del premio è avvenuta oggi a Roma nella sede del ministero. Alla cerimonia ha partecipato il presidente della Fondazione ITS Academy LAST Verona, Silvano Stellini. Nel suo intervento, Stellini ha ricordato i tre punti di forza dell’istituto: il raccordo con il sistema delle imprese, la formazione a 360 gradi la connessione con il sistema universitario, soprattutto in termini di docenze e la capacità di innovare i propri percorsi di studio.
«Quello della Fondazione ITS Academy LAST è un ottimo e meritato risultato», commenta il deputato veronese Diego Zardini. «Spero segni un sentiero che deve essere perseguito con la stessa determinazione da altri istituti e accenda un faro su questa realtà per le istituzioni cittadine in un settore strategico e determinante per l’economia veronese».

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Adunata alpini di Milano: sfilerò con la sezione di Verona

     



ADUNATA ALPINI MILANO Sfilerà con la sezione di Verona Non ringraziamo mai abbastanza queste persone
Verona, 11 maggio 2019
Il deputato veronese Diego Zardini parteciperà domani a Milano alla novantaduesima adunata nazionale degli Alpini. Insieme agli altri parlamentari e alle autorità cittadine, Zardini sfilerà in testa alla sezione di Verona, associazione cui è particolarmente legato.
«Come ogni anno, rendiamo omaggio a queste persone, unite da ideali forti di solidarietà e di spirito di servizio», afferma Zardini. «Da molto tempo, gli Alpini costituiscono inoltre la spina dorsale della nostra protezione civile. Hanno saputo infatti abbinare allo spirito di corpo una serie di competenze tecniche e organizzative che ne fanno una delle associazioni più preparate ed efficaci per affrontare le situazioni di emergenza, sia essa naturale o meno».
Non ringraziamo mai abbastanza gli Alpini, conclude Zardini, «quando c’è stato bisogno, dal Vajont ai terremoti in Friuli, Irpinia, l’Aquila, Emilia, dalle alluvioni agli altri eventi catastrofici, l’unica risposta che abbiamo avuto da loro è stata la presenza immediata e il lavoro»

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Polveri sottili: continuano gli sforamenti in tutto il Veneto

     


Polveri sottili: continuano gli sforamenti in tutto il Veneto
Zardini: «L’Europa finanzia progetti per promuovere la mobilità sostenibile e ridurre l’inquinamento. La Regione faccia un piano»
Verona, 30 aprile 2019
Serve con urgenza un piano di azione per promuovere la mobilità sostenibile in ambito urbano ed extraurbano di tutto il Veneto. L’Europa può finanziarlo, a patto che i Comuni e la Regione del Veneto si attivino. Anche in queste settimane di pioggia sono continuati gli sforamenti dei valori di polveri sottili rilevati dalle centraline dell’Arpav, in tutte le zone dell’area centrale del Veneto.
«Treviso, Venezia e Padova sono le province più colpite», riferisce il deputato veronese Diego Zardini, «con almeno due o tre degli ultimi dieci giorni in cui i valori di PM10 hanno superato la soglia limite giornaliera di 50 microgrammi».
Nonostante le piogge e i venti forti. Se continua così, il 2019 potrebbe rivelarsi un anno ancora peggiore del 2018 quando in alcune città capoluogo ci sono stati due mesi di aria pesantissima, con concentrazioni di polveri sottili ben oltre la soglia limite. 63 giorni a Venezia e Padova, 57 a Este, 53 a Treviso, 49 a Rovigo, 48 a Vicenza, 45 a Verona.
Di fronte a queste cifre, propone Zardini, «i comuni capoluogo e la Regione Veneto devono attivarsi come stanno facendo altre amministrazioni in Italia e in Europa. Non è vero che le risorse non ci sono, stanno in Europa e bisogna solo attrezzarsi per chiederli. Come ha fatto la Regione Marche, capofila del progetto europeo TRAM cofinanziato dal programma Interreg-Europe 2014-2020. Si tratta di azioni di sostegno allo sviluppo del sistema di bigliettazione elettronica e di supporto allo sviluppo della mobilità elettrica multimodale».
TRAM (Towards new Regional Action plans for urban sustainable Mobility-verso nuovi piani di azione per la Mobilità urbana sostenibile) è un progetto della durata di cinque anni, iniziato nel 2016, con un budget di 1.264 milioni di euro cofinanziato per l'85 per cento dal Fondo europeo per lo Sviluppo regionale. La Regione Marche è partner capofila del progetto con partner di la Regione della Andalusia (Spagna), la Regione del Blekinge (Svezia), la Municipalità di Miskolc (Ungheria), l'Agenzia di Sviluppo Regionale Nord ovest (Romania).
«Credo che solo un grande piano per rivedere l’intera mobilità regionale e per lo spostamento dalla gomma al ferro di quote significative di utenti e di merci, possa nel lungo periodo ridurre il tasso di inquinamento e gli enormi problemi di salute collegati», conclude Zardini.
I dati degli ultimi giorni: http://www.arpa.veneto.it/arpavinforma/bollettini/aria/rete_pm10.php I dati e le statistiche annuali: http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria/pm10_statistiche-annuali

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Ospite di Oltre il Tg di TeleArena del 15 aprile

     

la puntata di Oltre il Tg di TeleArena

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L’Adige: estendere area SIC

     


L’ADIGE Zardini: estendere area SIC Riportare la naturalità nel corso d’acqua
Verona, 17 aprile 2019
«L’intervento di Averardo Amadio ci ricorda quanto il fiume Adige sia stato artificializzato e industrializzato, pur a fin di bene in alcuni casi. Ora è tempo di pensare a un’estensione dell’area SIC al tratto urbano a Verona e, come propone il WWF, di approvare il ‘contratto di fiume’». Lo sostiene il deputato Diego Zardini favorevole a un «processo di rinaturalizzazione del corso d’acqua che favorisca la rivitalizzazione della flora e della fauna lungo le sue sponde. L’area SIC – Sito di Interesse Comunitario, consentirebbe di far ricrescere la vegetazione, di ricreare un habitat naturale intorno all’Adige e di proteggerlo in futuro. Inoltre ritengo necessario garantire un minimo deflusso vitale per il sostentamento della fauna ittica e dell’ambiente naturale. Negli ultimi decenni siamo intervenuti in modo molto pesante sugli argini e in tutti gli ambiti del fiume. È tempo di fare qualche passo indietro e ridurre l’impatto dell’uomo che sta distruggendo l’Adige».

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