Coronavirus: solidarietà ai vigili del fuoco

     


CORONAVIRUS Zardini: Solidarietà ai vigili del fuoco «Intollerabile aggredire chi lavora e rischia la salute per tutti noi»
Verona, 22 aprile 2020
«Solidarietà ai Vigili del Fuoco che hanno subito l’aggressione dei richiedenti asilo all’hotel Monaco di Verona, dove erano intervenuti per la sanificazione dell’area. Il lungo periodo di isolamento a cui siamo costretti rende tutti più nervosi. Ma, a maggior ragione non sono giustificabili comportamenti aggressivi nei confronti di chi è costretto a lavorare e a rischiare la propria salute per assicurare a tutti noi di evitare il contagio e di riprendere prima possibile le nostre attività. Dobbiamo tutti essere grati e riconoscenti ai componenti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari». Lo afferma in una nota il deputato veronese Diego Zardini.




fonte foto vincenzodarienzo.it

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Coronavirus, Zardini e Rotta a Lega: ecatombe in case riposo venete

     



Coronavirus, Zardini e Rotta a Lega: ecatombe in case riposo venete "Sincera volontà di collaborazione con la Regione" Roma, 19 aprile 2020

"La regione finge di non capire così da fare confusione e continuare a non occuparsi del problema. Quanto sta accadendo nelle nostre case di riposo è un'ecatombe: sono i numeri a dirlo non il PD o il Governo. Sono le famiglie degli ospiti, i sindaci, gli operatori. Troviamo sconvolgente che rispetto a un problema tanto grave e tangibile la risposta sia una rissa dentro la quale menare mazzate, dall'alto di un'autoproclamata superiorità, per ingannare l'opinione pubblica e lasciare che le persone si ammalino o perdano la vita". I deputati veneti del PD, Alessia Rotta e Diego Zardini rispondono alle accuse dei parlamentari della Lega, chiedendo di non ricorrere alla tecnica di spostare il piano della discussione su altri temi. "Temi sui quali avremmo diverse cose da dire. Se il governo ha fatto poco, la Regione finora ha fatto zero tondo. Con la differenza che il 'poco' del governo è già arrivato nei conti correnti dei cittadini, mentre la Regione ha milioni di euro di arretrati che non paga ai propri fornitori. Ma di questo ne riparleremo a partire proprio dalle risorse che metterà la Regione Veneto". Vogliamo richiamare la questione delle case di riposo, spiegano i deputati del PD. "Lo facciamo a seguito delle segnalazioni e abbiamo richiesto ispezioni per il bene della comunità e degli ospiti ed eventualmente il commissariamento della gestione delle Case di riposo non dell'intera sanità. Chiediamo infine alla Lega di abbandonare ora e per sempre le modalità intimidatorie con cui sta gestendo questa crisi. Che ci siano dei problemi è evidente a tutti e nessuno pretende che gli amministratori abbiano la bacchetta magica, ma non neghino le difficoltà e le affrontino. Due semplici esempi: i tamponi non vengono fatti neppure alle persone che presentano sintomi e le guardie mediche non fanno visite domiciliari perché, per loro stessa ammissione, non gli vengono forniti né i camici né i dispositivi di protezione individuale. Al governo della Regione si chiede di intervenire, come può e con le risorse che ha, e non di stilare elenchi di medici e operatori sanitari che osano evidenziare errori o problematiche". "Ribadiamo la più sincera volontà di collaborazione con la Regione, con le istituzioni sanitarie e con il governo. Noi non siamo contro la Regione. Siamo per la tutela degli ospiti, delle loro famiglie, dei lavoratori e della sanità", concludono Rotta e Zardini.

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Emergenza Covid-19 nelle Case di riposo, il ministro commissari il Veneto

     



Emergenza Covid-19 nelle Case di riposo, il ministro commissari il Veneto
La richiesta dei deputati Zardini e Rotta: «Dati catastrofici sui decessi. Crescono i timori che la situazione sia fuori controllo»
Verona, 18 aprile 2020

«Il ministro della Salute commissari la Regione Veneto per la gestione delle case di riposo». Non usano mezze misure i deputati veneto Diego Zardini e Alessia Rotta, sempre più preoccupati per il moltiplicarsi del numero di focolai di coronavirus e di decessi nelle case di riposo della regione.
«È un’emergenza nell’emergenza», affermano Zardini e Rotta. «Nel Veronese ci sono case di riposo dove in pochi giorni la metà degli ospiti sono morti. In questi luoghi temiamo che il virus si stia diffondendo in maniera incontrollata e nonostante le numerose segnalazioni degli operatori sanitari, dei dipendenti delle strutture, dei sindaci e alcune interrogazioni in consiglio regionale, la situazione non migliora».
A oggi i casi che destano maggiore preoccupazione, anche se con dati ancora parziali e in costante aggiornamento, sono gli istituti di Villa Bartolomea (36 decessi su 68 pazienti), Sommacampagna (15 decessi su 70 pazienti), Lazise, Legnago, Pescantina e in molte altre strutture della provincia dove alte percentuali di operatori sono contagiati.
In un bollettino del 14 aprile la Regione Veneto ha comunicato il decesso di 110 ospiti e 464 Covid-positivi con una letalità del 19,2%. «Chiediamo l’intervento del governo perché la situazione è grave ed è necessario tornare a garantire la sicurezza degli ospiti e degli operatori delle case di riposo del Veneto», continuano Rotta e Zardini.
«I test rapidi messi in atto non danno risultati corretti sugli anziani poiché spesso accade che i primi test siano negativi», ricordano Zardini e Rotta, «ma già dopo qualche giorno si manifesta la positività a causa del rallentamento del sistema immunitario degli anziani che non evidenzia l’immediata formazione di immunoglobine seppur in presenza del virus».
Zardini nei giorni scorsi ha presentato anche un’interrogazione al ministro della sanità, Roberto Speranza, chiedendo «se non ritenga opportuno l’invio immediato di ispettori per constatare, valutare e indirizzare l’operato a tutela e sostegno di pazienti e operatori nel campo delle case di riposo in provincia di Verona».

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Europa: parliamo di MES

     

Guarda il video per alcune importanti informazioni riguardo il MES e le fake news dell'opposizione.

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Verona molto peggio delle altre Province. Perchè? Domande rimaste senza risposta.

     


La provincia con più deceduti Al 14 aprile la provincia di Verona ha più di un quarto dei morti di tutto il Veneto (259 su 906). A Verona sono morte 2,5 persone ogni 10.000 abitanti. Verona conta molti più morti di Padova (169 morti, pari a 1,7 persone ogni 10.000 abitanti), di Venezia (132 morti, pari a 1,5 persone ogni 10.000 abitanti) e persino di Treviso (165 morti, 1,8 persone ogni 10.000 abitanti). La provincia con più positivi Verona è la provincia veneta con più casi di positivi dall'inizio dell'emergenza (3572). Sono di più rispetto a Padova (3407) e quasi il doppio rispetto ad altre province parimenti popolose (2032 a Treviso e 2008 a Venezia). La provincia con più ricoveri e terapie intensive Al 13 aprile a Verona risultavano ricoverate 533 persone, delle quali 73 in terapia intensiva. Quasi il doppio che nelle altre province venete. A Padova 255 ricoveri dei quali 38 in terapia intensiva. A Treviso 254 ricoveri, dei quali 39 in terapia intensiva. A Venezia 235 ricoveri, dei quali 39 in terapia intensiva. (dati al 13 aprile) La provincia con meno persone in isolamento domiciliare Verona è la provincia del Veneto, tra quelle più popolose, con meno soggetti in isolamento domiciliare: 2226 rispetto ai 4882 di Padova, 3531 di Venezia, 3087 di Treviso. È peraltro l'unica provincia ad avere più soggetti attualmente positivi (3014) rispetto ai soggetti in isolamento. La provincia con meno negativizzati sierologici A Verona risultano 299 soggetti negativizzati. Circa la metà che nelle altre province più popolose. A Padova sono 763, a Treviso 425, a Venezia 650.
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Perché queste enormi diversità nei dati riguardanti Verona rispetto alle altre province venete? Si potrebbero abbozzare delle risposte più precise se si conoscesse il numero dei tamponi eseguiti in ciascuna provincia veneta. Purtroppo nè l'assessore regionale Lanzarin né il direttore generale Mantoan, né il dg ASL 9 Girardi sono stati in grado finora di fornire tale dato, nemmeno a domanda diretta dei consiglieri regionali. Per questo torniamo a chiedere con forza: quanti tamponi sono stati eseguiti a Verona rispetto al numero regionale? Quale capacità di analizzare tamponi esiste nella provincia di Verona rispetto alle altre province venete? Come funziona il controllo delle persone positive e dei contatti stretti? Perché a Verona sono di più i positivi che i soggetti in isolamento? È meno efficace che altrove l'individuazione ed il monitoraggio dei contatti stretti? Oppure si hanno meno persone in isolamento domiciliare perché si effettuano meno tamponi che nelle altre province? È in grado la Regione di assicurare che tutti i contatti stretti di soggetti positivi siano sottoposti a isolamento domiciliare, a verifica delle condizioni e a tampone finale prima di essere "rimessi in libertà"? Quanti dei positivi sono stati contagiati durante il ricovero negli ospedali o nelle case di riposo? L'elevato numero dei contagi su Verona è legato alla mancanza di DPI per il personale sanitario in ospedale e case di riposo più volte denunciato dai Sindaci e dai sindacati? Quanti sono i tamponi eseguiti su personale medico e sanitario? Quanto tempo impiegano ad arrivare i risultati dei tamponi sul personale medico e sanitario? Quale percentuale di

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Coronavirus: grazie alla Farnesina per il rientro dei cinque alpinisti veronesi

     

CORONAVIRUS Zardini, (PD): «Grazie alla Farnesina per il rientro dei cinque alpinisti veronesi»
Verona, 8 aprile 2020
«Grazie all’ottimo lavoro della Farnesina, cinque scialpinisti veronesi bloccati da inizio marzo in Tajikistan sono rientrati oggi in Italia. Mentre continua l’impegno del ministero degli Esteri per rimpatriare tutti gli italiani fermi all’estero per mancanza di voli, desidero ringraziare la vice ministro agli Affari Esteri, Marina Sereni, per essere riusciti a riportare in Italia Giuliana Steccanella, Giorgio Bona fini, Andrea Micheli, Anna Paola Perazzolo e Fabio Bullo». Lo afferma il deputato veronse del Pd, Diego Zardini.
I cinque scialpinisti della sezione Cai “Cesare Battisti” di Verona erano partiti a febbraio per una spedizione umanitaria in Afghanistan. Erano rimasti bloccati in Tajikistan da inizio marzo dove sono stati messi in quarantena per la cancellazione di tutti i voli. Ora potranno finalmente trascorrere la Pasqua a Verona con le proprie famiglie.

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