Sostenibilità: Giornata importante per il futuro dei nostri figli

     



Sostenibilità: Giornata importante per il futuro dei nostri figli. Zardini saluta l’inserimento della tutela ambientale nella Costituzione.

Roma, 7 luglio 2021 La Commissione affari Costituzionali ha approvato la modifica della Costituzione che prevede l’inserimento dell’ambiente e della sostenibilità quali principi fondamentali dell’ordinamento italiano. Il provvedimento modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione ed è atteso in aula a settembre, una volta pervenuti i pareri dalle altre commissioni. «Oggi è un giorno speciale», dichiara il deputato del Partito democratico Diego Zardini che ha partecipato ai lavori della Commissione. «Le leggi ordinarie dovranno d’ora in avanti tenere conto degli aspetti ambientali e di sostenibilità che saranno introdotti tra i principi fondamentali della nostra Carta fondamentale. Abbiamo in mano il destino del Pianeta Terra, non in eredità dai nostri avi ma in prestito dai nostri figli ed è alle future generazioni che con responsabilità dobbiamo consegnare un ambiente che consenta le stesse o maggiori opportunità che abbiamo avuto noi. Ora l’Aula della Camera approvi velocemente questa modifica così importante per il nostro futuro, come ha già fatto il Senato».

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Inquinamento: Raddoppiare verde urbano a Verona

     



Inquinamento: Raddoppiare verde urbano a Verona Cogliere sollecitazioni di Coldiretti

Verona, 1 luglio 2021 La disponibilità di verde per abitante nelle città italiane è ancora ridottissima, a Verona è addirittura sotto la media nazionale, già bassa di suo. Per questo il Partito democratico con tutto il centro sinistra si sta mobilitando per convertire l’ex scalo merci della città in un grande parco urbano. «I dati elaborati dall’Istat nel suo rapporto annuale sulle città sono impietosi», ricorda il deputato veronese Diego Zardini. «Ogni italiano ha a disposizione 33,8 metri quadrati di verde, a Verona la quota scende a 31,4 metri quadrati. Stiamo parlando di una delle città che maggiormente patiscono l’inquinamento da polveri sottili in autunno e inverno con un numero di sforamenti giornalieri ben oltre i limiti di legge e che più si scaldano d’estate. Non è però una situazione ineluttabile. È possibile agire e contrastare sia l’inquinamento sia le ondate di calore con politiche precise e accurate». Lo ricorda in proposito anche la Coldiretti nazionale secondo cui un parco di grandi dimensioni può abbassare il livello di calore da 1 a 3 °C rispetto a zone del centro o comunque prive di piante o ombreggiature verdi. Il caldo urbano è considerato la calamità meteorologica più letale al mondo, considerato che, dice Coldiretti, le ondate di calore sono responsabili di circa 12 mila decessi ogni anno. E quanto sta accadendo nella costa occidentale del Canada in questi giorni, con temperature di 50 gradi e centinaia di morti è lì a ricordarcelo. A Verona, dice Zardini, «non può essere sprecata l’occasione dell’ex scalo merci, la sfida del cambiamento climatico deve essere messa al centro dell’agenda. Oltre a nuovi parchi urbani occorre rimboschire le città e Verona non può non raccogliere le sollecitazioni di Coldiretti e fare la propria parte per arrivare a piantare 50 milioni di nuovi alberi in Italia nei prossimi 5 anni. Raddoppiare il numero di piante in città contribuirà ad abbattere le temperatura ma anche le polveri sottili. Infine ricordo che ogni albero trattiene fino a 200 litri di pioggia sul fogliame aumentando la resilienza contro eventi atmosferici estremi».

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Libertà di Stampa: Sboarina incontri Tornago

     



Libertà di Stampa. Zardini: Sboarina incontri Tornago

Verona, 29 giugno 2021 «Federico Sboarina dovrebbe convocare pubblicamente in municipio Andrea Tornago e dimostrargli solidarietà per gli attacchi subiti dal giornalista dell’Espresso. Nella sua veste di sindaco di Verona e di tutti i cittadini, Sboarina dovrebbe fare questo gesto simbolico di difesa della libertà di stampa. Sarebbe tanto più forte e apprezzato proprio per il fatto che l’Espresso e il giornalista in questione mai sono stati teneri con l’amministrazione veronese. Pur avendo di recente aderito ad un partito di destra che tradizionalmente non ama la stampa critica, il Sindaco renderebbe un grande servizio alla libertà e alla città di Verona perché occorre essere espliciti nel professare la libertà della stampa, come scrisse Evelyn Beatrice Hall, ‘Disapprovo quel che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo’». Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini.

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Confindustria: Avviamo insieme la discussione sul futuro di Verona e del suo territorio

     



Confindustria: «Avviamo insieme la discussione sul futuro di Verona e del suo territorio» Gli auguri del deputato al neo presidente degli industriali Raffaele Boscaini

Verona, 19 giugno 2021 «Nell’attesa di incontrare il neo presidente di Confindustria Verona, desidero augurargli buon lavoro e offrirgli il supporto e la collaborazione di cui avrà bisogno. Le sfide che ha di fronte sono rilevanti, come del resto lo stesso Raffaele Boscaini ha la forza di riconoscere». Il deputato veronese Diego Zardini, membro della commissione Attività Produttive della Camera, guarda con attenzione al cambio dei vertici dell’associazione industriali. «Resto a disposizione per lavorare insieme a favore della città e di tutta la provincia», dichiara Zardini. «Purtroppo, negli ultimi quindici anni, Verona è arretrata, ha perso centralità in campo bancario e assicurativo, ha mancato gli appuntamenti con le partecipate che gestiscono servizi fondamentali e per uno sviluppo dell’aeroporto coerente con l’economia del territorio». «Le potenzialità del capoluogo e della provincia rimangono in gran parte preservate», continua il deputato, «e va dato atto della dinamicità dei tanti settori imprenditoriali che non si sono mai fermati davanti alle difficoltà. Tuttavia, per tradurle in atto serve uno scatto per modernizzare Verona da sviluppare in un forte rapporto tra istituzioni e impresa dove le istituzioni possano recuperare il ruolo di programmazione, regolazione e controllo, ma poi sappiano fermarsi e lasciare la gestione ai privati, meglio attrezzati ad affrontare le complessità contemporanee». «In questo ambito desidero porre all’attenzione un tema che è centrale per il Veneto e per Verona», conclude Zardini. «Rispetto alle zone contermini, restiamo un’area scarsamente attrattiva nei confronti di persone, capitali e centri decisionali. Uno dei punti da cui ripartire è l’attenzione al territorio, non in chiave campanilistica, ma con un piano chiaro di reshoring, ovvero di ritorno delle produzioni e dei centri di comando a Verona. Per attuarlo potremmo partire dalla proposta di Marco Bentivogli sulle retribuzioni minime e dal ragionamento che per essere competitivi sulla qualità e alternativi alla Cina e ai paesi dell'Est bisogna essere attrattivi di talenti, cioè pagare bene i lavoratori e avere un ecostistema adeguato in cui la qualità della vita è determinata da numerosi fattori come ambiente, cultura, libertà, opportunità di scambio e di lavoro, sanità, mobilità. Forse non saremo d’accordo su ogni aspetto, ma sono certo che una discussione su questi temi, aperta e libera da pregiudizi, sarà salutare per tutti».

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PFAS: la Regione non avalli il fiume ‘chimico’

     


PFAS: la Regione non avalli il fiume ‘chimico’ Zardini e Rotta interrogano il ministero: «Accordo sul Fratta Gorzone rimasto lettera morta». A Cologna Veenta cittadini mobilitati a difesa dell’ambiente

Roma, 20 maggio 2021 L’inquinamento del fiume Fratta Gorzone va fermato adesso. Prima di qualsiasi intervento sugli impianti che porterebbe ad un incremento dello scarico nel corso d’acqua dei residui delle lavorazioni della conceria è necessario ridurre i reflui a monte e migliorare la qualità delle acque. Lo chiedono la presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, e il deputato veronese Diego Zardini in un’interrogazione al ministero della Transizione ecologica con cui chiedono l’attuazione di un accordo tra Stato e Regione del Veneto risalente al 2017 e rimasto lettera morta. «Dopo lo scandalo dei Pfas, la Regione non può favorire un altro disastro ambientale con ricadute dirette sulla salute e sulla vita di migliaia di cittadini e sulla catena alimentare», dicono i due deputati. «Non tollereremo che vengano favorire le aziende conciarie senza considerare gli interessi vitali degli abitanti di Cologna Veneta. La Regione Veneto non può avallare la trasformazione del Fratta in una discarica di rifiuti speciali e pericolosi». Da tempo un gruppo civico Colognese si batte per la bonifica dell’ecosistema fluviale del Fratta dove aziende senza scrupoli hanno depositato per anni sedimenti inquinati da numerose sostanze chimiche. Di fronte alla richiesta del consorzio ARICA di prolungare il collettore di 3,6 chilometri che scaricherebbe i rifiuti direttamente nel fiume, i cittadini chiedono che il progetto sia sottoposto a procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Con lo spostamento a valle del punto di consegna gli abitanti temono che il consorzio abbandonerà nel letto del fiume Fratta fanghi e sedimenti accumulati in 15 anni di versamento quali: cloruri, solfati, cromo, azoto, fosforo, arsenico, cadmio, rame, nichel, piombo, zinco, mercurio, vanadio, diossine e da ultimo i Pfas, senza provvedere alla bonifica degli stessi, comportamento già verificatosi nel passato quando il medesimo consorzio ha lasciato il precedente punto di consegna e non ha bonificato i milioni di chilogrammi di fanghi e sedimenti depositati nel letto del fiume Rio Acquetta. Rotta e Zardini chiedono al ministero di chiarire la situazione con gli enti interessati - Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Cologna Veneta, Acque Veronesi, Arpav ed Unione dei comuni Adige Guà - e di dare piena attuazione all’accordo di programma quadro sottoscritto nel 2017 per il disinquinamento del fiume Fratta attraverso l’implementazione di nuove tecnologie nei cicli produttivi, nella depurazione e nel trattamento fanghi del distretto conciario vicentino.

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Bilanci Comunali: impegno del Governo a rivedere la normativa

     


Bilanci Comunali: impegno del governo a rivedere normativa Zardini: «Accogliamo le richieste dell’Anci. Lo stop ai servizi è un rischio che non possiamo permetterci di correre»
Roma, 19 maggio 2021 Dare certezza normativa ai Comuni e consentire agli enti locali di chiudere i bilanci 2020. La Camera dei deputati ha approvato oggi un ordine del giorno che impegna il governo a intervenire, con prossimi provvedimenti aventi forza di legge, per rivedere in maniera strutturale l'intera disciplina della finanza locale. Ne dà comunicazione il deputato veronese Diego Zardini, componente della commissione parlamentare per le questioni regionali dove questa mattina c’è stata l’audizione dell’Anci. I rappresentanti dell’associazione dei comuni italiani hanno chiesto, riferisce Zardini, «un intervento normativo urgente per assicurare la tenuta degli equilibri di bilancio e il ripristino delle condizioni di ordinaria gestione finanziaria. Serve inoltre una norma che ponga le basi per un programma di sviluppo soprattutto in chiave di recupero della capacità di spesa per investimenti dei Comuni». Se da un lato infatti dai Comuni è arrivato il plauso al governo e al parlamento per la tempestività con cui nel corso del 2020 sono stati erogati 7 miliardi di euro agli enti locali con l’obiettivo di far fronte alla pandemia e alle mancate entrate, dall’altro permangono le incertezze legate all’evoluzione delle norme per il saldo dei debiti. Nel 2013 l’allora governo Monti introdusse una deroga al patto di stabilità per accelerare il saldo dei debiti maturati fino a tutto il 2012. Le successive modifiche legislative, nel 2015 e nel 2017 avevano ampliato lo spettro degli interventi possibili in deroga, ma sono state bocciate dalla Corte Costituzionale. «Si è verificata una vacanza di legge che di fatto impedisce a centinaia di Comuni di redigere i bilanci», spiega Zardini, «il che comporterebbe di fatto lo stallo per le amministrazioni e il rischio di stop all’erogazione dei servizi. Una situazione che non potremmo permetterci in tempi ordinari, figuriamoci in mezzo alla pandemia e con l’emergenza sanitaria ancora attiva. Per questo ci siamo attivati immediatamente con il governo, che ci ha dato parere favorevole, per un’ordine del giorno e perché questa norma-ponte venga redatta nel prossimo decreto legge, presumibilmente già domani sera con il Sostegni-bis». L’ordine del giorno, presentato da deputati di tutti i partiti della maggioranza e dell’opposizione, è stato approvato all’unanimità.

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