Sicurezza: la Questura di Verona passa in prima fascia

     


Sicurezza: la Questura di Verona passa in prima fascia Aumento agenti frutto lavoro del governo Verona, 15 Gennaio 2020

La questura di Verona è entrata nell'elenco delle città italiane di ‘Prima fascia’, con a capo un Dirigente generale di Pubblica sicurezza e con un incremento consistente di personale: la riorganizzazione delle questure prevede per Verona circa 70 agenti di polizia in più. «La riorganizzazione è stata decisa in autonomia dal Ministero dell’Interno», precisa il deputato veronese Diego Zardini, «ma l’aumento del numero di agenti è possibile grazie alle maggiori risorse per la sicurezza stanziate dal governo nella legge di bilancio appena approvata». L’iniziativa del Ministero ha come obiettivo dare maggiori strumenti e risorse alle forze dell’ordine per sostenere la tendenza in atto di diminuzione dei crimini. La questura di Verona verrà potenziata con un aumento consistente di personale e con servizi di controllo del territorio, prevenzione e contrasto al crimine e tutela dell'ordine pubblico. Un progetto complessivo che coinvolge diverse città italiane presentato ieri a Verona dal direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli. Il regolamento che ridisegna i presidi di Polizia in tutta Italia è stato approvato dal consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Il provvedimento parla di novità "numerose e significative", a partire proprio dalle questure che vengono riorganizzate con l'obiettivo di potenziare i servizi che vanno ad incidere più direttamente sulla vita dei cittadini. «Come ha spiegato il sottosegretario Matteo Mauri», afferma il deputato veronese Diego Zardini, «vengono inoltre istituiti i centri logistici interregionali, che andranno a sostituire gli uffici sul territorio, oltre alle novità che riguardano anche la polizia scientifica, in modo da mettere gli uffici in grado di affrontare le sempre più complesse tecniche di analisi».

Leggi tutto

Sicurezza: aumento agenti frutto lavoro del governo

     

Sicurezza. Aumento agenti frutto lavoro del governo. La Questura di Verona passa in prima fascia
Verona, 15 Gennaio 2020
La questura di Verona è entrata nell'elenco delle città italiane di ‘Prima fascia’, con a capo un Dirigente generale di Pubblica sicurezza e con un incremento consistente di personale: la riorganizzazione delle questure prevede per Verona circa 70 agenti di polizia in più.
«La riorganizzazione è stata decisa in autonomia dal Ministero dell’Interno», precisa il deputato veronese Diego Zardini, «ma l’aumento del numero di agenti è possibile grazie alle maggiori risorse per la sicurezza stanziate dal governo nella legge di bilancio appena approvata».
L’iniziativa del Ministero ha come obiettivo dare maggiori strumenti e risorse alle forze dell’ordine per sostenere la tendenza in atto di diminuzione dei crimini. La questura di Verona verrà potenziata con un aumento consistente di personale e con servizi di controllo del territorio, prevenzione e contrasto al crimine e tutela dell'ordine pubblico. Un progetto complessivo che coinvolge diverse città italiane presentato ieri a Verona dal direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli.
Il regolamento che ridisegna i presidi di Polizia in tutta Italia è stato approvato dal consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Il provvedimento parla di novità "numerose e significative", a partire proprio dalle questure che vengono riorganizzate con l'obiettivo di potenziare i servizi che vanno ad incidere più direttamente sulla vita dei cittadini.
«Come ha spiegato il sottosegretario Matteo Mauri», afferma il deputato veronese Diego Zardini, «vengono inoltre istituiti i centri logistici interregionali, che andranno a sostituire gli uffici sul territorio, oltre alle novità che riguardano anche la polizia scientifica, in modo da mettere gli uffici in grado di affrontare le sempre più complesse tecniche di analisi».

Leggi tutto

Fondo solidarietà: dal Governo 100 milioni per rimediare agli squilibri

     

Fondo solidarietà. I costi standard svantaggiano Verona. Rotta e Zardini: «Dal governo 100 milioni per rimediare agli squilibri» Roma, 15 Gennaio 2020 «Il governo è già a lavoro per stabilire i criteri di distribuzione dei 100 milioni stanziati nella legge di bilancio a favore dei comuni che risultano ‘sfavoriti’ dal meccanismo del fondo di solidarietà comunale. Una pronta risposta agli squilibri venutisi a creare che vedono anche Verona tra i comuni penalizzati». Lo annunciano i deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini. «Va tuttavia precisato», spiegano i deputati «che le responsabilità di questo squilibrio hanno una precisa paternità nel federalismo fiscale della cui attuazione questo è l’esito. Gli squilibri derivano dalla prevalenza del criterio dei fabbisogni standard sulla spesa storica. Per decenni la Lega Nord ha sostenuto che i fabbisogni standard avrebbero favorito i comuni del Nord. La dimostrazione è che i calcoli della Lega erano sbagliati». L’attuale governo e il Partito democratico stanno correggendo l’effetto e diluendone la portata in dieci anni per arrivare a normalizzare la situazione. Aggiungendo peraltro i 100 milioni reperiti proprio per attenuarne l’effetto. «È per questo che non possiamo prendere lezioni da chi prima mette nei guai i comuni e poi si lamenta del latte versato», affermano Rotta e Zardini. «Da ultimo vorremmo chiedere se è lo stesso governo definito ‘killer’ dal sindaco di Verona, quello che lui stesso ringrazia dopo l’incontro con il capo della polizia Gabrielli per la promozione della questura di Verona e l’aumento di organico. Una contraddizione che svela l’attacco strumentale del sindaco. Quest’ultimo bene farebbe ad attuare il proprio impegno nei confronti della città. Dotarla ad esempio rapidamente di un trasporto pubblico efficiente, terminare il filobus con i fondi messi a disposizione del governo, e dotarla di un nuovo parco mezzi ecologici, anche qusta una misura rifinanziata dallo stesso governo killer».

Leggi tutto

Inquinamento: 150 milioni per nuove piste ciclabili

     



Inquinamento: 150 milioni per nuove piste ciclabili Finanzieranno al 50 per cento gli interventi di Comuni

Roma, 11 Dicembre 2019 Arrivano risorse per costruire piste ciclabili nelle città italiane. Grazie a un emendamento di Eugenio Comincini e Donatella Conzatti approvato in queste ore in commissione bilancio al Senato, nei prossimi anni ci saranno 150 milioni di euro destinati a cofinanziare le piste ciclabili urbane.
Le risorse costituiranno un fondo a cui i comuni potranno accedere con modalità di erogazione che saranno stabilite dal ministero delle Infrastrutture e dal ministero dell’Economia entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.
«Con questo provvedimento prosegue l’impegno della maggioranza a sostegno della mobilità alternativa e al contrasto all’inquinamento», dichiara il deputato veneto Diego Zardini. «Pur nella ristrettezza di risorse e con una manovra di bilancio, sterilizza le clausole di salvaguardia, riduce le tasse sul lavoro e introduce sostegni consistenti per le famiglie, riusciamo a ritagliare una misura di carattere ambientale che avrà un impatto reale sulle nostre città».
Il fondo servirà a finanziare al 50 per cento del costo complessivo degli interventi di realizzazione di nuove piste ciclabili urbane realizzate dai Comuni e dalle Unioni di Comuni.

Leggi tutto

Inquinamento: 1.500 euro per chi rinuncia all’automobile

     



Inquinamento: 1.500 euro per chi rinuncia all’automobile Buono mobilità alle famiglie per abbonamenti del trasporto pubblico Roma, 5 Dicembre 2019

Un ‘buono mobilità’ di 1.500 euro per ogni automobile rottamata, 500 euro nel caso di motocicli, con cui i residenti dei Comuni italiani che sforano i limiti di emissioni potranno acquistare abbonamenti del trasporto pubblico locale o regionale. È quanto prevede la legge di conversione del decreto con le misure urgenti per il rispetto della normativa europea sulla qualità dell’aria.

«Abbiamo inserito questa modifica al decreto», spiega il relatore del provvedimento, il deputato veneto Diego Zardini, «per incentivare la transizione modale dal traffico privato a quello pubblico. Erano anni che chiedevamo una misura per premiare chi decide di rinunciare all’auto privata».

Il ‘buono mobilità’ è inserito nell’articolo 2 tra le misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane. In particolare, viene istituito un fondo denominato "Programma sperimentale buono mobilità. Fino a esaurimento della dotazione, i residenti nei comuni italiani interessati a procedure di infrazione a causa dell’inquinamento atmosferico potranno ottenere un “buono mobilità” pari a 1.500 euro per le autovetture e a 500 euro per i motocicli. Il provvedimento riguarda le auto fino alla classe Euro 3 o di motocicli fino alla classe euro 2 ed euro 3 a due tempi e devono essere rottamati entro il 31 dicembre 2021. Il buono potrà essere utilizzato entro i successivi tre anni per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale o per l'utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale o l’acquisto di biciclette anche a pedalata assistita. Il buono può essere utilizzato anche a favore di persone conviventi.

«Questo incentivo è molto importante», conclude Zardini, «soprattutto per le città della pianura Padana, in particolare del Veneto, afflitte da inquinamento e traffico. Ed è una misura che va incontro concretamente ai nuclei familiari, favorendo e premiando l’eventuale transizione ecologica. Un segno completamente opposto rispetto a quanto fatto l’anno scorso dal governo francese che invece aveva varato misure punitive nei confronti dei possessori di automobili inquinanti, gran parte dei quali sono rimasti senza alternative, scatenando proteste e manifestazioni di piazza durate quasi un anno».

Leggi tutto

Chi vuole l’autonomia si confronti nel merito

     



CHI VUOLE L'AUTONOMIA SI CONFRONTI NEL MERITO Zardini: «Unanimità delle Regioni è indicativa del cambio di clima» Verona, 1 Dicembre 2019

«L’unanimità con cui la Conferenza Stato Regioni ha approvato la bozza di legge quadro sull’autonomia è indicativa del cambiamento di clima. Questa può essere davvero la volta buona per dare compimento a una riforma istituzionale avviata quasi 20 anni fa». Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini ricordando il lavoro con cu il ministro Francesco Boccia ha portato l’autonomia fuori dalle secche in cui era finita dopo le elezioni del 2018 a causa della contrapposizione tra regioni del nord e quelle del sud: «c’è stata un’opera di ricucitura molto intelligente», commenta Zardini. «Un lavoro improntato all’inclusione delle regioni più avverse ad accettare il percorso avviato da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e a dimostrare i vantaggi collettivi nel completare la riforma. Boccia ha chiarito, anche attraverso la legge quadro, che l’autonomia alza il livello di responsabilità delle amministrazioni, aiuta a ridurre le disuguaglianze non solo tra settentrione e regioni meridionali ma anche al nord, tra aree interne e realtà urbane e, soprattutto, non si basa sulla spesa storica, ovvero sulle sole risorse economiche».

La volontà di definire i livelli essenziali delle prestazioni, quindi i servizi minimi a cui ogni cittadino ha diritto indipendentemente dal luogo in cui vive, ricorda Zardini, «è la riprova della serietà di questa riforma che mantiene il cardine dell’unità nazionale e dà agli enti locali strumenti reali per amministrare il territorio secondo le peculiarità di ciascuno. Ora a bozza di legge quadro rappresenta un banco di prova per tutti, perché il lavoro non è certo terminato: chi vuole l’autonomia si siederà al tavolo per confrontarsi ed eventualmente migliorare il provvedimento. Chi, al contrario, è pronto a sacrificare le esigenze dei veneti per altri anni di inutile propaganda, eviterà con cura questa opportunità».

Leggi tutto

Iscriviti alla Newsletter

I testi presenti sul sito, in assenza di altre indicazioni, sono scritti da Diego Zardini o suoi collaboratori. Sono riutilizzabili riportando la fonte.

© Diego Zardini 2017