Adunata alpini di Milano: sfilerò con la sezione di Verona

     



ADUNATA ALPINI MILANO Sfilerà con la sezione di Verona Non ringraziamo mai abbastanza queste persone
Verona, 11 maggio 2019
Il deputato veronese Diego Zardini parteciperà domani a Milano alla novantaduesima adunata nazionale degli Alpini. Insieme agli altri parlamentari e alle autorità cittadine, Zardini sfilerà in testa alla sezione di Verona, associazione cui è particolarmente legato.
«Come ogni anno, rendiamo omaggio a queste persone, unite da ideali forti di solidarietà e di spirito di servizio», afferma Zardini. «Da molto tempo, gli Alpini costituiscono inoltre la spina dorsale della nostra protezione civile. Hanno saputo infatti abbinare allo spirito di corpo una serie di competenze tecniche e organizzative che ne fanno una delle associazioni più preparate ed efficaci per affrontare le situazioni di emergenza, sia essa naturale o meno».
Non ringraziamo mai abbastanza gli Alpini, conclude Zardini, «quando c’è stato bisogno, dal Vajont ai terremoti in Friuli, Irpinia, l’Aquila, Emilia, dalle alluvioni agli altri eventi catastrofici, l’unica risposta che abbiamo avuto da loro è stata la presenza immediata e il lavoro»

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Polveri sottili: continuano gli sforamenti in tutto il Veneto

     


Polveri sottili: continuano gli sforamenti in tutto il Veneto
Zardini: «L’Europa finanzia progetti per promuovere la mobilità sostenibile e ridurre l’inquinamento. La Regione faccia un piano»
Verona, 30 aprile 2019
Serve con urgenza un piano di azione per promuovere la mobilità sostenibile in ambito urbano ed extraurbano di tutto il Veneto. L’Europa può finanziarlo, a patto che i Comuni e la Regione del Veneto si attivino. Anche in queste settimane di pioggia sono continuati gli sforamenti dei valori di polveri sottili rilevati dalle centraline dell’Arpav, in tutte le zone dell’area centrale del Veneto.
«Treviso, Venezia e Padova sono le province più colpite», riferisce il deputato veronese Diego Zardini, «con almeno due o tre degli ultimi dieci giorni in cui i valori di PM10 hanno superato la soglia limite giornaliera di 50 microgrammi».
Nonostante le piogge e i venti forti. Se continua così, il 2019 potrebbe rivelarsi un anno ancora peggiore del 2018 quando in alcune città capoluogo ci sono stati due mesi di aria pesantissima, con concentrazioni di polveri sottili ben oltre la soglia limite. 63 giorni a Venezia e Padova, 57 a Este, 53 a Treviso, 49 a Rovigo, 48 a Vicenza, 45 a Verona.
Di fronte a queste cifre, propone Zardini, «i comuni capoluogo e la Regione Veneto devono attivarsi come stanno facendo altre amministrazioni in Italia e in Europa. Non è vero che le risorse non ci sono, stanno in Europa e bisogna solo attrezzarsi per chiederli. Come ha fatto la Regione Marche, capofila del progetto europeo TRAM cofinanziato dal programma Interreg-Europe 2014-2020. Si tratta di azioni di sostegno allo sviluppo del sistema di bigliettazione elettronica e di supporto allo sviluppo della mobilità elettrica multimodale».
TRAM (Towards new Regional Action plans for urban sustainable Mobility-verso nuovi piani di azione per la Mobilità urbana sostenibile) è un progetto della durata di cinque anni, iniziato nel 2016, con un budget di 1.264 milioni di euro cofinanziato per l'85 per cento dal Fondo europeo per lo Sviluppo regionale. La Regione Marche è partner capofila del progetto con partner di la Regione della Andalusia (Spagna), la Regione del Blekinge (Svezia), la Municipalità di Miskolc (Ungheria), l'Agenzia di Sviluppo Regionale Nord ovest (Romania).
«Credo che solo un grande piano per rivedere l’intera mobilità regionale e per lo spostamento dalla gomma al ferro di quote significative di utenti e di merci, possa nel lungo periodo ridurre il tasso di inquinamento e gli enormi problemi di salute collegati», conclude Zardini.
I dati degli ultimi giorni: http://www.arpa.veneto.it/arpavinforma/bollettini/aria/rete_pm10.php I dati e le statistiche annuali: http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria/pm10_statistiche-annuali

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Ospite di Oltre il Tg di TeleArena del 15 aprile

     

la puntata di Oltre il Tg di TeleArena

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L’Adige: estendere area SIC

     


L’ADIGE Zardini: estendere area SIC Riportare la naturalità nel corso d’acqua
Verona, 17 aprile 2019
«L’intervento di Averardo Amadio ci ricorda quanto il fiume Adige sia stato artificializzato e industrializzato, pur a fin di bene in alcuni casi. Ora è tempo di pensare a un’estensione dell’area SIC al tratto urbano a Verona e, come propone il WWF, di approvare il ‘contratto di fiume’». Lo sostiene il deputato Diego Zardini favorevole a un «processo di rinaturalizzazione del corso d’acqua che favorisca la rivitalizzazione della flora e della fauna lungo le sue sponde. L’area SIC – Sito di Interesse Comunitario, consentirebbe di far ricrescere la vegetazione, di ricreare un habitat naturale intorno all’Adige e di proteggerlo in futuro. Inoltre ritengo necessario garantire un minimo deflusso vitale per il sostentamento della fauna ittica e dell’ambiente naturale. Negli ultimi decenni siamo intervenuti in modo molto pesante sugli argini e in tutti gli ambiti del fiume. È tempo di fare qualche passo indietro e ridurre l’impatto dell’uomo che sta distruggendo l’Adige».

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Chiusure domenicali: rischio aumento disoccupazione e tasse

     


CHIUSURE DOMENICALI Rischio aumento disoccupazione e tasse Zardini: «In bilico 41 mila posti di lavoro e minori imposte per 4,6 miliardi»
Roma, 17 aprile 2019
La chiusura dei centri commerciali la domenica rischia di avere un impatto negativo molto pesante in termini di occupazione e di gettito fiscale. L’audizione in commissione attività produttive alla Camera del Consiglio nazionale dei Centri Commerciali ha lanciato un allarme sugli effetti del progetto di legge attualmente in discussione che prevede la chiusura dei centri commerciali in tutte le festività e in gran parte delle domeniche, con deroghe possibili, a seconda delle situazioni, da 6 a 30 aperture l’anno.
Secondo un rapporto del Consiglio c’è il rischio concreto di perdere fino a 41 mila posti di lavoro e una riduzione delle entrate fiscali per lo Stato pari a 2,1 miliardi di imposte dirette e 2,5 miliardi l’anno di imposte indirette.
«Se il provvedimento passasse così come è impostato oggi», afferma il deputato Veneto Diego Zardini, «sarebbe necessario aumentare ulteriormente le tasse. Noi siamo favorevoli a una regolamentazione del settore, ma non tale da allargare la platea dei disoccupati e da creare i presupposti per ulteriori imposizioni fiscali. Restiamo favorevoli alla chiusura dei centri commerciali nelle 12 festività comandate e a una regolazione di massima rispetto alle domeniche, ma pensiamo che la strada giusta per difendere i negozi di vicinato stia in primo luogo nelle scelte urbanistiche delle città e in secondo luogo da strumenti di sostegno che il governo, le regioni e i comuni possono attuare».

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Autonomia: meno enfasi e più mediazioni per ottenerla

     


AUTONOMIA – COMMISSIONE QUESTIONI REGIONALI Meno enfasi e più mediazioni per ottenerla Zardini: «Escludere il Parlamento equivale ad affossare l’intesa. La richiesta di 23 materie solleva molti timori. L’attenzione sulle risorse rafforza i contrari»
Roma, 10 aprile 2019
«Se c’è la volontà di ottenere una buona autonomia differenziata per le regioni bisogna allentare la pressione, diminuire l’enfasi e lavorare sulle mediazioni possibili». Il deputato veneto Diego Zardini è intervenuto questa mattina in commissione bicamerale sulle Questioni regionali durante l’audizione dei presidenti di Lombardia e Veneto, Fontana e Zaia.
«Premesso che si sono persi diciassette anni con alcuni attori impegnati nella secessione prima e nella devolution poi, ora dobbiamo provare a lavorare per avere una buona autonomia differenziata», afferma Zardini al termine della seduta. «Perché non si faranno passi avanti escludendo il Parlamento dalla partecipazione e dalla possibilità di intervenire sui contenuti. Le bozze dell’intesa devono essere trasparenti, note, conosciute e dibattute. Altrimenti quella è una strada che ci porta dritti al fallimento. Al contrario, visto anche l’indirizzo del presidente della Repubblica, le Regioni condividano con i presidenti di Camera e Senato un percorso che consenta di intervenire sui contenuti».
In secondo luogo, aggiunge Zardini, «la propaganda e l’eccesso di comunicazione di questo anno e mezzo non aiutano a raggiungere l’obiettivo, in particolare perché concentrate sulle risorse invece che sul progetto complessivo di autonomia differenziata. Alzano le aspettative da un lato, ma mortificano e impauriscono molti attori istituzionali e politici e in definitiva accrescono le possibilità di compattare un fronte unitario e, temo, maggioritario indisponibile a qualsiasi accordo di delega di nuovi poteri al livello regionale».
Infine, e questo vale per il Veneto, «la richiesta di tutte e 23 le materie è certamente stata fatta nell’alveo della Costituzione, ma secondo me è inopportuna. In questa che è la prima vera fase di decentramento, è percepita come arroganza e quindi isola e indebolisce le ragioni del Veneto. Inoltre aumenta i timori di perdere il controllo di settori strategici per il Paese come l’energia e le infrastrutture. Ne faccio squisitamente un fatto di opportunità politica. Oggi in Veneto c’è una giunta che pur senza prendere grandi decisioni, non è contraria alla realizzazione della ferrovia. Delegare completamente le infrastrutture alle regioni darebbe tuttavia il potere a eventuali forze antisistema temporaneamente alla guida di bloccare un corridoio europeo, con danni irreparabili per tutto il Paese. Un rischio che nessun politico di buon senso se la sente di correre».
Tutte motivazioni che, conclude Zardini, «consigliano di limitarsi, di non aver paura delle mediazioni e di ricercare gli accordi più che gli scontri muscolari».

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