Progetto Bellezz@: quasi 22 milioni ai comuni veronesi

     


PROGETTO BELLEZZ@ Quasi 22 milioni ai comuni veronesi
Zardini: «Iniziativa del governo Gentiloni. Temevamo li togliessero»
Verona, 16 Novembre 2018
21 milioni 837 mila 600 euro. È l’ammontare dei finanziamenti ottenuti da Verona e altri otto comuni della provincia per il progetto “Bellezz@ - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”. Nei giorni scorsi la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato l’istituzione della Commissione per l’attuazione del progetto e l’elenco dei soggetti attuatori. Si tratta in gran parte dei Comuni che dovranno firmare le convenzioni con il governo e ricevere i finanziamenti.
«Un’ottima notizia», commenta il deputato veronese Diego Zardini, «anche perché dopo la vicenda del bando periferie, questo era il progetto su cui avevamo più timori che l’attuale governo a trazione leghista facesse marcia indietro, per recuperare soldi da destinare al reddito di cittadinanza. Per fortuna ci sono state pressioni forti da parte dell’opposizione e, a quanto ne so, anche i dirigenti del ministero si sono opposti a possibili tagli».
Per Verona sono questi i nove progetti finanziati:
Casaleone Teatro ex Pisciotta 335.000,00
Negrar Villa Albertini 535.000,00
Brenzone sul Garda Villa Romana di Castelletto (area archeologica) 560.000,00
Albaredo d'Adige Parco storico “dell’Antico campo fiera” 777.600,00
Lavagno Forte di San Briccio 1.360.000,00
Verona Torre del Mastio 1.400.000,00
Povegliano Veronese Villa Balladoro 1.740.000,00
Soave Cinta medievale 2.700.000,00
Valeggio sul Mincio Ponte visconteo 12.430.000,00
TOTALE IMPORTO FINANZIATO PER LA PROVINCIA DI VERONA 21.837.600,00

L’iniziativa promossa dai governi Renzi e Gentiloni ha messo a disposizione 370 milioni di euro per restaurare parte del grande patrimonio culturale italiano fatto di ville, chiese, parchi, aree archeologiche.

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Zardini all’iniziativa di Giovani Confindustria: per sviluppare il lavoro bisogna investire sul lavoro

     



GIOVANI CONFINDUSTRIA Zardini: «Per sviluppare il lavoro bisogna investire sul lavoro»

Verona, 15 Novembre 2018

«Se vogliamo lavoro, dobbiamo investire sul lavoro, in tutte le sue aree». Il deputato veronese Diego Zardini è appena uscito dalla riunione dei Giovani di Confindustria a Verona. «C’è una preoccupazione crescente perché l’economia rallenta, i debiti salgono e i rapporti con i partner europei si fanno tesi», dice Zardini. «L’aumento della disoccupazione e dei contratti a tempo determinato in questi mesi sono segnali di attenzione. Stiamo cercando di correggere la rotta di questo governo con pacchetto di emendamenti alla legge di bilancio che tiene insieme lavoro ed esigenze economiche del paese».

Le richieste del Partito democratico al governo riguardano il ripristino del programma industria 4.0 per sostenere l’innovazione tecnologica nelle imprese del nordest, lo stop al blocco della defiscalizzazione alle attività formative dei lavoratori e l’avvio o la conclusione delle opere strategiche non solo per il territorio ma per l’Europa.

«Ci tengo soprattutto a Industria 4.0», afferma il deputato. «Perché dobbiamo introdurre innovazione tecnologica, ma soprattutto dobbiamo preparare le professionalità che la sapranno gestire, dall’operaio, all’impiegato al dirigente. Sono gli strumenti indispensabili per un paese e un territorio che deve competere a livello globale. E migliorare questa competizione, rendere più integrati i nostri prodotti significa anche costruire le infrastrutture. Con il piano banda larga del precedente governo la fibra ottica sarà alla portata di tutti entro il 2020. Ora servono le ferrovie per mettere in rete le città, gli aeroporti e i poli industriali con connessioni veloci, sicure e a basso impatto ambientale, come previsto dai corridoi europei».

«Movimento 5 Stelle e Lega stanno varando misure di assistenzialismo puro che nulla ha a che vedere con lo sviluppo del paese sotto l’insegna di una ‘decrescita felice’ che presto si tramuterà in povertà infelice per molti italiani».

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Collettore del Garda: ora la responsabilità è tutta della maggioranza

     



COLLETTORE DEL GARDA Zardini: «Ora la responsabilità è tutta della maggioranza»

Roma, 15 Novembre 2018

Dopo anni di diatribe e di scontri, finalmente anche gli esponenti locali del Movimento 5 Stelle hanno dovuto riconoscere che la realizzazione del nuovo collettore del Garda è l’unica soluzione praticabile per risolvere i problemi di inquinamento del lago. Anche grazie all’impegno di deputati e senatori del Partito democratico, il progetto del collettore - già finanziato da due anni con 100 milioni di euro - non è stato accantonato come invece chiedeva il ministro Toninelli.

La mozione firmata da esponenti della maggioranza che impegna il governo a trovare una destinazione per il nuovo depuratore sulla riva bresciana è effettivamente un segnale positivo, perché riconduce l’attività di amministratori locali, parlamentari e governo allo sviluppo del progetto del collettore e non a fantasiose soluzioni alternative.

Tuttavia, una mozione è sostanzialmente un atto politico e non un provvedimento. La maggioranza e soprattutto i 5 Stelle non possono pensare di aver terminato il lavoro. La strada per concretizzare il progetto è ancora molto lunga e la responsabilità principale ora cade in capo a chi ha le redini del governo nazionale. Starà a loro dimostrare di avere la capacità di mediazione e amministrativa per gestire un progetto complesso che interessa tre regioni, altrettante province e decine di comuni. Da parte nostra la maggioranza si aspetti collaborazione per finalizzare un progetto a cui abbiamo creduto fin dall’inizio (sei anni fa, non ieri), ma nessuno sconto: noi abbiamo fatto il progetto e trovato le risorse, a loro spetta sostenerne la condivisione ad ogni livello – nazionale, regionale e locale – e portarlo a termine.

Governare è cosa tutt’altro che semplice e non si ottengono risultati concreti con semplici mozioni né con gli slogan.

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I ladri di futuro al governo certificano la possibilità di spargere fanghi tossici sui terreni agricoli

     


Inquinamento: ora è possibile spargere fanghi tossici sui terreni agricoli» La denuncia del deputato veronese Zardini: «La maggioranza innalza i limiti da 50 a 1000 microgrammi per chilo e uccide l’agricoltura di qualità»

Roma, 31 Ottobre 2018

«Dopo il condono tombale sugli abusivismi di Ischia, il decreto Genova redatto da Lega e Movimento 5 Stelle prevede la possibilità di smaltire rifiuti tossici nei terreni agricoli». La denuncia arriva dai parlamentari del Pd, in particolare dal deputato veronese Diego Zardini. «Avevamo preparato un emendamento», riporta Zardini, «per limitare la quantità di Pfas nei fanghi a 1 microgrammo per chilo. La maggioranza non solo lo ha bocciato ma ha addirittura innalzato in modo abnorme il limite di idrocarburi presenti nei fanghi da 50 a 1000 milligrammi per chilo. Per noi veneti è una questione cruciale, visto l’inquinamento che abbiamo subito negli ultimi anni con la vicenda Miteni. Con questo provvedimento certifichiamo la possibilità di spargere sui campi agricoli fanghi tossici».

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Ecosistema Urbano: Verona peggiora di anno in anno

     


Verona, 29 Ottobre 2018
Regressione in tutti i parametri. A Verona si vive peggio rispetto alla media delle città italiane. Quello che ormai da anni è un sentimento comune in città, è ampiamente confermato da Ecosistema Urbano 2018, il rapporto sullo stato di salute e la qualità delle città italiane redatto da Legambiente e dal Sole 24 Ore, presentato questa mattina a Milano.
«La cosa più grave, oltre allo sprofondamento di 22 posizioni nella classifica generale», commenta il deputato veronese Diego Zardini, «è che sembra esserci poca consapevolezza sulla gravità della situazione ambientale. Sollecito la giunta comunale ad affrontare con urgenza questioni cruciali come il trasporto pubblico, le polveri sottili, i consumi d’acqua combinati con una dispersione degli acquedotti superiore al 33 per cento, una capacità di depurazione di appena l’80 per cento, la mancanza quasi totale di isole pedonali, una produzione di rifiuti altissima (529 kg per abitante) non compensata dalla raccolta differenziata, di poco superiore al 50 per cento».
Soprattutto, afferma Zardini, «non sembra ci siano idee e azioni concrete per contrastare il degrado crescente. La qualità della vita si abbassa anno dopo anno e, temo, fra poco cominceranno ad abbassarsi anche i valori immobiliari. Città più grandi e più complesse, in Italia e in Europa, riescono a risolvere almeno una parte dei loro problemi ambientali. Sono convinto che ci riusciremmo anche a Verona».

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Collettore del Garda: ora serve fare subito il progetto e i lavori

     

l'articolo de L'Arena
COLLETTORE DEL GARDA Rotta e Zardini: «Ora serve fare subito il progetto e i lavori» I deputati veronesi oggi alla firma del protocollo di intesa a Lazise
Verona, 26 Ottobre 2018
Procedere velocemente alla redazione del progetto definitivo per il nuovo collettore del lago di Garda». Lo hanno chiesto i deputati veneti Alessia Rotta e Diego Zardini oggi a Lazise, dove c’è stata la firma dell’accordo di programma tra Ato e Provincia di Verona per la realizzazione della nuova opera a salvaguardia del lago.
«Oggi il lavoro dei governi precedenti del Pd e' stato oggetto di apprezzamento, fatto lodevole ancor più perché non di moda, la giornata di oggi a Lazise giunge dopo un lunghissimo lavoro dei parlamentari veronesi», affermano Rotta e Zardini. «Non obbligato da alcuna legge, il governo Renzi prima e Gentiloni poi stanziò 100 milioni di euro per la tutela del lago di Garda, con la collaborazione della unità di missione sul dissesto idrogeologico. Al di là dei finanziamenti e dell’opera, fondamentale, la cosa più importante è che il Garda sia stato messo al centro della politica nazionale. Ora si proceda veloci verso il progetto definitivo, per iniziare presto i lavori. Su questo noi offriamo la nostra collaborazione trasversale e incondizionata», dicono i deputati.

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