Ferrovie: la Verona-Rovigo tra le peggiori d’Italia

     


FERROVIE La Verona-Rovigo tra le peggiori d’Italia Zardini, Crivellari e Businaro: «Servono 30 milioni per l’elettrificazione»
Verona, 13 Dicembre 2018
La tratta ferroviaria Verona Rovigo rimane una delle linee più problematiche in Italia. Lo certifica anche quest’anno il rapporto di Legambiente, Pendolaria 2018. Treni vecchi, servizio a singhiozzo e tempi di percorrenza che si allungano anno dopo anno stanno portando all’esasperazione i pendolari che, non a caso, diminuiscono con costanza.
«La Regione Veneto», spiegano il deputato veronese Diego Zardini, l’esponente del Partito democratico di Rovigo, Diego Crivellari e la consigliera comunale di Rovigo Giorgia Businaro, «avrebbe la possibilità di intervenire e di ridurre i disagi. Uno dei problemi è l’elettrificazione di due terzi dei 97 chilometri e il potenziamento della capacità della linea. Il costo è tutt’altro che esorbitante, circa 30 milioni di euro, ma sembra mancare del tutto la volontà politica. Infatti, non c’è un euro disponibile per il potenziamento della linea».
La Regione Veneto ha rinnovato a gennaio il contratto di servizio assicurando a Trenitalia, senza gara pubblica, quindici anni di gestione delle ferrovie regionali per la cifra di 4,5 miliardi di euro.
Il bacino di utenza della linea, ricordano Zardini, Crivellari e Businaro «è in teoria molto ampio, circa 430 mila persone. La tratta avrebbe le potenzialità per trasportare un numero di pendolari superiore rispetto a quello odierno, con vantaggi enormi sulla sicurezza, sul traffico in ingresso e uscita dalle città di Rovigo e Verona e sulla qualità della vita dei lavoratori».
Negli ultimi anni, però, sottolinea il rapporto di Legambiente, c’è stato un deterioramento del servizio. Quindici anni fa il treno più veloce impiegava 1 ora e 25 minuti, oggi 16 minuti in più. Non c’è poi un sistema di bigliettazione unica che agevolerebbe gli spostamenti tra le diverse località lungo la linea. Il costo del biglietto a fronte di un servizio così inefficace è esorbitante: 2,55€ per 13 km.
Senza gli investimenti infrastrutturali a poco serviranno i nuovi treni che dovrebbero entrare in servizio dall’anno prossimo.
«Poiché l'accordo tra Trenitalia e Regione prevede investimenti in cambio di una concessione di 15 anni nella gestione del servizio (10 + 5 in opzione), la Regione deve utilizzare parte di quelle risorse che, lo ricordiamo arrivano dallo Stato e non dal bilancio regionale, per il potenziamento di alcune linee in particolare dove il servizio è particolarmente deficitario in termini di tempi, continuità e qualità», concludono Zardini, Crivellari e Businaro.

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Finanziamenti per oltre 130 mila euro per le biblioteche venete

     



Zardini: «Finanziamenti per oltre 130 mila euro per le biblioteche venete»
Roma, 30 Novembre 2018
Il Ministero per i Beni e le attività Culturali ha assegnato i fondi per le biblioteche cittadine, provinciali e scolastiche previste da una misura decisa dal governo Gentiloni nel 2017. Lo annuncia il deputato del Partito democratico Diego Zardini. «Sono risorse destinate alla promozione della lettura e alla tutela e valorizzazione del patrimonio librario», spiega Zardini che l’anno scorso aveva presentato un ordine del giorno per sollecitare il governo a investire nelle biblioteche cittadine. «Un impegno che è stato preso in carico dall’allora governo e mantenuto. Ieri in Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la ripartizione dei finanziamenti che per il Veneto ammontano complessivamente a 104 mila 172 euro per i sistemi bibliotecari di città e province e a 27 mila 196 euro per le biblioteche scolastiche». Le assegnazioni sono avvenute sulla base delle richieste presentate dai beneficiari.
Di seguito i dettagli per la nostra regione:
>Sistemi bibliotecari
Sistema Bibliotecario Montebelluna Rete BAM Comune di Montebelluna € 7.184,72 Sistema Bibliotecario del Vittoriese Comune di Vittorio Veneto € 8.082,21 Sistema Bibliotecario Comune di Verona € 8.082,21 Sistema Bibliotecario provinciale padovano Piazzola sul Brenta € 8.980,90 Rete Bibliotecaria Alta Padovana Est Camposanpiero € 8.980,90 Rete Bibliotecaria metropolitana Città metropolitana di Venezia € 9.878,99 Sistema Bibliotecario provinciale di Verona Provincia di Verona € 9.878,99 Venezia - Coordinamento biblioteche Fondazione Giorgio Cini onlus € 10.777,08 Sistema Bibliotecario provinciale di Treviso Provincia di Treviso € 10.777,08 Servizio provinciale Biblioteche di Belluno Provincia di Belluno € 10.777,08 Rete Biblioteche Vicentine Comune di Vicenza € 10.777,08

>Biblioteche scolastiche
Galliera Veneta ICS Galliera Veneta
 
 € 1.325,90 Legnago IIS Silva-Ricci € 1.325,90 Verona IPSEOA Angelo Berti € 1.325,90 Feltre Liceo Scientifico Statale Giorgio dal Piaz € 1.473,21 Vicenza
 ISM Don Fogazzaro € 1.473,21 Vicenza

IIS Almerico da Schio € 1.300,00 Abano Terme IPSEOA Pietro d'Abano € 1.473,21 Venezia IC Don Milani € 1.473,21 Sommacampagna IC Don Milani € 1.473,21 Padova XIII ICS G. Tartini € 1.473,21 Belluno IC Tina Merlin € 1.473,21 Noventa Vicentina ICS Fogazzaro € 1.000,00 Curtarolo

ICS di Curtarolo e Campa San Martino € 1.473,21 Ponte nelle Alpi IC di Ponte nelle Alpi € 1.620,21 Padova IIS Scalcerle € 1.620,21 Padova II IC Ardigò € 1.620,21 Vicenza BS dell'IC n. 6 "F. Muttoni"
€ 1.915,17 Venezia IIS Andrea Gritti
€ 2.357,14

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Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: ripensare il trasporto a Verona

     



PIANO URBANO MOBILITÀ SOSTENIBILE
«Ripensare il trasporto a Verona»
Zardini: «Siamo in ritardo. Servono ciclabili, mezzi pubblici e parcheggi»

Verona, 1 Dicembre 2018

«Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è l’occasione per rivedere completamente l’approccio della mobilità a Verona. In cima alla lista delle priorità dobbiamo mettere l’integrazione tra ferrovie e trasporto urbano. Al secondo posto i parcheggi scambiatori e infine l’introduzione di una ‘congestion charge’, come a Milano e nelle principali città europee». Il deputato veronese Diego Zardini ha partecipato questa mattina al convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti sul sistema della mobilità cittadino.
«Negli ultimi dieci anni», nota Zardini, «il tema è stato affrontato a pezzetti, mancando di una visione complessiva con il risultato che ogni azione risulta slegata da tutte le altre e, infatti, l’impatto sulla città in termini di riduzione di traffico e di tempi di spostamento è praticamente nullo».
«Nessuno ha la bacchetta magica», prosegue il deputato, «ma dobbiamo cominciare a cambiare la modalità di muoverci, dalle auto al trasporto pubblico e alla bicicletta. Servono decine di chilometri di piste ciclabili, un piano realizzabile anche grazie ai finanziamenti statali sugli assi Casa-Scuola e Casa-Lavoro. Allo stesso tempo bisogna intervenire sul progetto di alta velocità del Brennero per costruire un sistema ferroviario metropolitano di superficie. Da anni siamo convinti che il filobus deve essere prolungato fino a Parona. Riaprendo la stazione ferroviaria e realizzando un parcheggio scambiatore, Parona diventerà il punto di collegamento tra la città e la Valpolicella, tra trasporto extraurbano e urbano. E va pensata una linea diretta di trasporto pubblico dal capolinea di Parona a Porta Vescovo, proprio per eliminare la necessità di entrare in città con l’auto».
In prospettiva, conclude Zardini, «una volta rafforzata la mobilità pubblica non trovo scandalosa la proposta emersa di una congestion charge come quella di Milano, se pensata in un disegno organico di mobilità sostenibile per tutta la città».

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Riconoscimento Unesco per i muri a secco della tradizione veronese

     


MURETTI A SECCO
Zardini: «Bene riconoscimento Unesco, ora subito i piani di gestione»
Verona, 28 Novembre 2018
«Verona e le sue colline sono tipicamente terrazzate con muretti a secco. Importante riconoscimento Unesco quale patrimonio immateriale dell'umanità. Ora si proceda immediatamente alla redazione dei piani di gestione delle aree SIC di Verona, per tutelare questo patrimonio che è allo stesso tempo ambientale, culturale e di chiaro richiamo turistico». La sollecitazione è del deputato veronese del Partito democratico, Diego Zardini.

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Martina coglie disagio del nord produttivo che vuole lavoro non assistenzialismo

     

Zardini (PD): Martina coglie disagio del nord produttivo che vuole lavoro non assistenzialismo
Roma, 27 Novembre 2018
«Condividendo il manifesto promosso dal Partito democratico in Veneto, Maurizio Martina introduce la questione settentrionale e quella veneta in particolare come elemento di dibattito del prossimo congresso del Pd». Lo sottolinea il deputato veronese Diego Zardini. «La nostra regione, come molte altre del centro nord di tutto hanno bisogno tranne che delle dosi da cavallo di assistenzialismo che si profilano all’orizzonte della prima finanziaria del governo giallo verde. Gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, i professionisti delle nostre regioni sono oggi in fortissimo disagio, come ha spiegato bene Martina in una breve comunicazione questa mattina. Queste categorie chiedono alla politica italiana di rimanere fortemente collegate con l’Europa. Sia perché il mercato unico è la fonte primaria della nostra economia, sia perché solo nell’Unione europea e in una partecipazione attiva e propositiva troveremo risposte alle questioni più difficili da risolvere come il welfare, i salari, le pensioni e, non da ultimo, la sostenibilità ambientale».
La posizione di Martina «coglie bene il malessere delle nostre forze produttive, incredule nel vedere dissipare le risorse faticosamente raccolte con il proprio lavoro in strumenti di pura sussistenza a favore di chi non produce alcunché, mentre infrastrutture essenziali per lo sviluppo economico e per l’ambiente dei territori, come la ferrovia, restano in ritardo di almeno due decenni. Senza contare l’astio più o meno deliberato di questo governo nei confronti di chi lavora e produce. Non è un caso che il processo di allentamento della burocrazia abbia subito un brusco stop».
In questo quadro, conclude Zardini, «Martina afferma l’importanza di rilanciare la nostra idea federalista a partire dalle regioni e dalla loro autonomia proprio mentre il governo di Lega e Cinque Stelle fatica ad essere coerente con tanti proclami del passato. Una nostra moderna visione del cambiamento dello Stato e delle istituzioni in senso decentrato è non solo necessario per le contingenze, ma soprattutto importante per tenere l’Italia agganciata all’Europa».

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Martina, europeista attento ad ambiente e sociale

     


Zardini: Martina, europeista attento ad ambiente e sociale
Roma, 22 Novembre 2018
«La candidatura di Maurizio Martina esalta la vocazione europeista del Partito Democratico e orienta l’attenzione sugli indici di sostenibilità ambientale e sociale a cui deve puntare il nostro Paese. Come abbiamo sperimentato di recente, non tutto è misurabile attraverso il prodotto interno lordo. Nei prossimi anni le questioni ambientali e la sicurezza sociale devono tornare al centro della nostra agenda. La candidatura di Martina rende credibile e attuabile questo percorso che parte col dibattito congressuale ma deve poi allargare i propri orizzonti con un fronte largo di forze democratiche, progressiste e civiche». Lo afferma il deputato Diego Zardini.

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