COVID: Zaia ha portato il Veneto in arancione UE

     

COVID Zaia ha portato il Veneto in arancione UE Zardini: «A cosa è servito cambiare i parametri per nascondere la diffusione dei contagi?»
Venezia, 23 luglio 2021
«Con il doppio della popolazione la Lombardia conta da giorni un numero di contagi pari alla metà del Veneto. C’è qualcosa che non va nella strategia di Luca Zaia che ha chiesto al governo di cambiare i parametri su cui si basano le decisioni dei colori delle regioni e quindi anche le restrizioni. Ma se in Italia il giochino di rimanere zona bianca gli è riuscito facile grazie a una serie di rapporti privilegiati, con i parametri europei il Veneto è in zona arancione, il che comporta automaticamente che i turisti stranieri se ne terranno alla larga». Il deputato del Partito democratico Diego Zardini stigmatizza l’ennesima «azione superficiale e priva di responsabilità di Zaia che avrebbe invece dovuto prendere misure concrete per limitare i contagi ed evitare l’aggravarsi della pandemia. Fingere che il COVID non ci sia, boicottare strumenti come il green pass che favorisce la vaccinazione non porta che a frutti amari. Ora il conto lo pagheranno tutti i veneti, soprattutto chi vive di turismo».

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Federalismo: il Parlamento va coinvolto prima delle intese

     



Federalismo: il Parlamento va coinvolto prima delle intese Zardini: «La discussione va allargata a tutte le forze politiche e tutti i territori»

Roma, 13 luglio 2021 «Raccogliamo come una sfida possibile e positiva la volontà della ministra di completare il percorso del regionalismo differenziato entro il 2026». Lo afferma il deputato del Partito democratico Diego Zardini al termine dell’audizione di Mariastella Gelmini in Commissione questioni regionali. La Commissione, riferisce Zardini, ha ribadito «la centralità del Parlamento in questo delicato processo» in cui alcune regioni, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto hanno già raggiunto una pre intesa con il governo nel 2018. «Proprio l’importanza del tema e gli effetti che la riforma avrà sugli enti locali e sui cittadini, impone una riflessione articolata e piena di tutte le forze politiche e dei rappresentanti di tutti i territori prima che le intese definitive vengano siglate. Limitare la discussione ai lavori delle commissioni affari costituzionali e bilancio temiamo non sia sufficiente. La via maestra rimane quella di un coinvolgimento delle aule, prima della firma delle intese. Solo così il federalismo differenziato diventerà davvero patrimonio di tutti gli italiani e, sottolineo, sarà possibile portare a compimento riforme attese da ormai 20 anni».

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Sostenibilità: Giornata importante per il futuro dei nostri figli

     



Sostenibilità: Giornata importante per il futuro dei nostri figli. Zardini saluta l’inserimento della tutela ambientale nella Costituzione.

Roma, 7 luglio 2021 La Commissione affari Costituzionali ha approvato la modifica della Costituzione che prevede l’inserimento dell’ambiente e della sostenibilità quali principi fondamentali dell’ordinamento italiano. Il provvedimento modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione ed è atteso in aula a settembre, una volta pervenuti i pareri dalle altre commissioni. «Oggi è un giorno speciale», dichiara il deputato del Partito democratico Diego Zardini che ha partecipato ai lavori della Commissione. «Le leggi ordinarie dovranno d’ora in avanti tenere conto degli aspetti ambientali e di sostenibilità che saranno introdotti tra i principi fondamentali della nostra Carta fondamentale. Abbiamo in mano il destino del Pianeta Terra, non in eredità dai nostri avi ma in prestito dai nostri figli ed è alle future generazioni che con responsabilità dobbiamo consegnare un ambiente che consenta le stesse o maggiori opportunità che abbiamo avuto noi. Ora l’Aula della Camera approvi velocemente questa modifica così importante per il nostro futuro, come ha già fatto il Senato».

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Inquinamento: Raddoppiare verde urbano a Verona

     



Inquinamento: Raddoppiare verde urbano a Verona Cogliere sollecitazioni di Coldiretti

Verona, 1 luglio 2021 La disponibilità di verde per abitante nelle città italiane è ancora ridottissima, a Verona è addirittura sotto la media nazionale, già bassa di suo. Per questo il Partito democratico con tutto il centro sinistra si sta mobilitando per convertire l’ex scalo merci della città in un grande parco urbano. «I dati elaborati dall’Istat nel suo rapporto annuale sulle città sono impietosi», ricorda il deputato veronese Diego Zardini. «Ogni italiano ha a disposizione 33,8 metri quadrati di verde, a Verona la quota scende a 31,4 metri quadrati. Stiamo parlando di una delle città che maggiormente patiscono l’inquinamento da polveri sottili in autunno e inverno con un numero di sforamenti giornalieri ben oltre i limiti di legge e che più si scaldano d’estate. Non è però una situazione ineluttabile. È possibile agire e contrastare sia l’inquinamento sia le ondate di calore con politiche precise e accurate». Lo ricorda in proposito anche la Coldiretti nazionale secondo cui un parco di grandi dimensioni può abbassare il livello di calore da 1 a 3 °C rispetto a zone del centro o comunque prive di piante o ombreggiature verdi. Il caldo urbano è considerato la calamità meteorologica più letale al mondo, considerato che, dice Coldiretti, le ondate di calore sono responsabili di circa 12 mila decessi ogni anno. E quanto sta accadendo nella costa occidentale del Canada in questi giorni, con temperature di 50 gradi e centinaia di morti è lì a ricordarcelo. A Verona, dice Zardini, «non può essere sprecata l’occasione dell’ex scalo merci, la sfida del cambiamento climatico deve essere messa al centro dell’agenda. Oltre a nuovi parchi urbani occorre rimboschire le città e Verona non può non raccogliere le sollecitazioni di Coldiretti e fare la propria parte per arrivare a piantare 50 milioni di nuovi alberi in Italia nei prossimi 5 anni. Raddoppiare il numero di piante in città contribuirà ad abbattere le temperatura ma anche le polveri sottili. Infine ricordo che ogni albero trattiene fino a 200 litri di pioggia sul fogliame aumentando la resilienza contro eventi atmosferici estremi».

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Libertà di Stampa: Sboarina incontri Tornago

     



Libertà di Stampa. Zardini: Sboarina incontri Tornago

Verona, 29 giugno 2021 «Federico Sboarina dovrebbe convocare pubblicamente in municipio Andrea Tornago e dimostrargli solidarietà per gli attacchi subiti dal giornalista dell’Espresso. Nella sua veste di sindaco di Verona e di tutti i cittadini, Sboarina dovrebbe fare questo gesto simbolico di difesa della libertà di stampa. Sarebbe tanto più forte e apprezzato proprio per il fatto che l’Espresso e il giornalista in questione mai sono stati teneri con l’amministrazione veronese. Pur avendo di recente aderito ad un partito di destra che tradizionalmente non ama la stampa critica, il Sindaco renderebbe un grande servizio alla libertà e alla città di Verona perché occorre essere espliciti nel professare la libertà della stampa, come scrisse Evelyn Beatrice Hall, ‘Disapprovo quel che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo’». Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini.

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Confindustria: Avviamo insieme la discussione sul futuro di Verona e del suo territorio

     



Confindustria: «Avviamo insieme la discussione sul futuro di Verona e del suo territorio» Gli auguri del deputato al neo presidente degli industriali Raffaele Boscaini

Verona, 19 giugno 2021 «Nell’attesa di incontrare il neo presidente di Confindustria Verona, desidero augurargli buon lavoro e offrirgli il supporto e la collaborazione di cui avrà bisogno. Le sfide che ha di fronte sono rilevanti, come del resto lo stesso Raffaele Boscaini ha la forza di riconoscere». Il deputato veronese Diego Zardini, membro della commissione Attività Produttive della Camera, guarda con attenzione al cambio dei vertici dell’associazione industriali. «Resto a disposizione per lavorare insieme a favore della città e di tutta la provincia», dichiara Zardini. «Purtroppo, negli ultimi quindici anni, Verona è arretrata, ha perso centralità in campo bancario e assicurativo, ha mancato gli appuntamenti con le partecipate che gestiscono servizi fondamentali e per uno sviluppo dell’aeroporto coerente con l’economia del territorio». «Le potenzialità del capoluogo e della provincia rimangono in gran parte preservate», continua il deputato, «e va dato atto della dinamicità dei tanti settori imprenditoriali che non si sono mai fermati davanti alle difficoltà. Tuttavia, per tradurle in atto serve uno scatto per modernizzare Verona da sviluppare in un forte rapporto tra istituzioni e impresa dove le istituzioni possano recuperare il ruolo di programmazione, regolazione e controllo, ma poi sappiano fermarsi e lasciare la gestione ai privati, meglio attrezzati ad affrontare le complessità contemporanee». «In questo ambito desidero porre all’attenzione un tema che è centrale per il Veneto e per Verona», conclude Zardini. «Rispetto alle zone contermini, restiamo un’area scarsamente attrattiva nei confronti di persone, capitali e centri decisionali. Uno dei punti da cui ripartire è l’attenzione al territorio, non in chiave campanilistica, ma con un piano chiaro di reshoring, ovvero di ritorno delle produzioni e dei centri di comando a Verona. Per attuarlo potremmo partire dalla proposta di Marco Bentivogli sulle retribuzioni minime e dal ragionamento che per essere competitivi sulla qualità e alternativi alla Cina e ai paesi dell'Est bisogna essere attrattivi di talenti, cioè pagare bene i lavoratori e avere un ecostistema adeguato in cui la qualità della vita è determinata da numerosi fattori come ambiente, cultura, libertà, opportunità di scambio e di lavoro, sanità, mobilità. Forse non saremo d’accordo su ogni aspetto, ma sono certo che una discussione su questi temi, aperta e libera da pregiudizi, sarà salutare per tutti».

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