Il futuro del Parco: convocare gli stati generali della Lessinia

     


IL FUTURO DEL PARCO «Convocare gli Stati Generali della Lessinia» La proposta di Zardini, un tavolo con tutti i soggetti per il bene degli abitanti
Verona, 28 gennaio 2020
Dopo la grande manifestazione a favore del Parco della Lessinia, pare che il presidente della Regione stia valutando la proposta di tagliare il Parco. «Si cancellerebbe un errore che ha prodotto cattiva pubblicità ma ha anche acceso i riflettori per un territorio ricco di risorse, potenzialità, imprenditori laboriosi e coraggiosi che necessità di scelte forti, attenzione vera e risorse per rilanciare uno sviluppo forte e sostenibile, di servizi adeguati ad una popolazione residente che vuole e deve poter avere un futuro», commenta il deputato veronese Diego Zardini.
A questo punto è importante cogliere l’occasione per mettere al centro la Lessinia. La proposta di Zardini è di convocare «gli Stati Generali, un tavolo con tutte le istituzioni, la Regione e i consiglieri regionali, parlamentari e governo, sindaci e categorie economiche, associazioni e cittadini. Vero che, come tutti i grandi parchi, anche il Parco della Lessinia ha un territorio che in parte significativa è di proprietà privata, tuttavia i benefici ambientali sono ampi, tanto che al Parco dal 2007 al 2017 sono arrivati, senza contare i fondi comunitari, poco meno di 9 milioni di euro della fiscalità generale per ripagare i benefici ambientali e sollevare i residenti dal peso dei vincoli».
Ora è «tempo di rilanciare e guardare avanti. Investire maggiori risorse, modificare il modello di governance e aggiornare il piano di gestione ambientale puntando alla sburocratizzazione e ad un adeguamento alle esigenze di tutela e sviluppo sostenibile».

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Lessinia: migliaia in marcia per il parco

     

LESSINIA Migliaia in marcia per il Parco Zardini: «Ora stop al taglio e più risorse della Regione per rilanciare lo sviluppo sostenibile e favorire le attività degli abitanti»
Parco della Lessinia, 26 gennaio 2020
Grande successo della manifestazione per salvare il Parco della Lessinia dalle forbici di Zaia e della Lega. Migliaia di persone hanno camminato in corteo tra i sentieri innevati per mostrare l’amore per la Lessinia e per chiedere di non tagliare la zona tutelata. Anzi, a gran voce l’amore per la Lessinia di tantissimi veronesi (e non solo) chiede l’immediato stop alla legge che taglia il Parco, che ha già causato un grandissimo danno di immagine alla Lessinia, ma ha anche mostrato una grande attenzione per un luogo magico ed amato.
Il deputato veronese Diego Zardini ha partecipato alla manifestazione e rilancia: «Ora Zaia fermi lo scempio e rilanci con risorse adeguate le attività sostenibili per favorire la presenza di realtà che promuovono sviluppo, favoriscono l’occupazione e rilanciano una sana economia. Possiamo dare al Parco un ruolo non di museo intoccabile, ma di motore per conservare la biodiversità favorendo attività economiche, turismo sostenibile, occupazione e maggiori servizi ai residenti. Se il Parco non ha ancora espresso tutto le sue potenzialità è colpa della Regione e di alcuni amministratori talvolta poco lungimiranti come quelli che hanno proposto il taglio. La Lessinia e i suoi abitanti meritano di più».
Incentivare le attività economiche, afferma ancora Zardini, «è necessario per ripagare gli abitanti della Lessinia per i SEA, ovvero i Servizi Ecologici Ambientali, che il Parco dona a tutti i veronesi e che talvolta può limitare la libera iniziativa. Ma proprio per questo la fiscalità generale deve sostenere il coraggio di agricoltori, allevatori e imprenditori che restano sul territorio e mantengono un paesaggio, frutto del connubio tra uomo e natura, introducendo anche nei Parchi regionali le Zone Economiche Ambientali, zone economiche speciali con condizioni fiscali favorevoli a chi rimane, come abbiamo fatto in Parlamento per i parchi nazionali».

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Investimenti: dal Governo 6,7 milioni ai comuni veronesi

     



Investimenti: dal Governo 6,7 milioni ai comuni veronesi Roma, 17 gennaio 2020
Nei giorni scorsi il governo ha stanziato con due diversi decreti 6 milioni e 700 mila euro a favore di tutti i comuni della provincia di Verona, capoluogo incluso, per la realizzazione di opere pubbliche. Ne da notizia il deputato Diego Zardini sottolineando l’inversione di tendenza. «Gli investimenti vanno a interessare tutti i comuni della nostra provincia; inoltre c'è un contributo specifico per i comuni più piccoli, per i quali abbiamo approvato un’apposita legge nella scorsa legislatura e che ora possono intervenire per mettere in sicurezza scuole, strade ed edifici pubblici oltre a poter programmare altre opere utili ai cittadini». Ai comuni veronesi con popolazione inferiore a cinquemila abitanti arriveranno 50 mila euro a testa nel 2020. In aggiunta, i cinque comuni veronesi con popolazione fino a mille abitanti riceveranno un ulteriore contributo di 11.597,90 euro ciascuno. È inoltre previsto un contributo di 70.000 euro per i comuni fino a 10.000 abitanti, che aumenta a 90.000 euro per quelli fino a 20.000 abitanti e un contributo di 130.000 euro per i cinque comuni nella fascia di popolazione tra i 20 e i 50 mila abitanti. Infine il capoluogo, Verona, beneficerà di risorse aggiuntive per 250 mila euro, in quanto il comune conta oltre 250 mila abitanti. «Si tratta di misure destinate a investimenti», conclude Zardini, «indipendenti dal contributo di solidarietà per il quale solo nel 2020 il governo ha stanziato altri 100 milioni di euro per tutta Italia che saranno ripartiti nelle prossime settimane».

______________________ Assegnazione ai comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti del contributo per investimenti di messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, per l’anno 2020 - Misura del contributo assegnato 11.597,90 euro

ERBEZZO FERRARA DI MONTE BALDO SAN MAURO DI SALINE SELVA DI PROGNO VELO VERONESE

Assegnazione ai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti del contributo per investimenti destinati ad opere pubbliche, per l’anno 2020 - Misura del contributo assegnato 50.000 euro

ANGIARI BADIA CALAVENA BELFIORE BEVILACQUA BONAVIGO BOSCHI SANT'ANNA BOSCO CHIESANUOVA BRENTINO BELLUNO BRENZONE SUL GARDA CASTAGNARO CAZZANO DI TRAMIGNA CERRO VERONESE CONCAMARISE COSTERMANO SUL GARDA DOLCÈ ERBÈ ERBEZZO FERRARA DI MONTE BALDO FUMANE GARDA ISOLA RIZZA MALCESINE MARANO DI VALPOLICELLA MEZZANE DI SOTTO MINERBE MONTECCHIA DI CROSARA NOGAROLE ROCCA PALÙ PASTRENGO PRESSANA RIVOLI VERONESE RONCÀ ROVERCHIARA ROVERÈ VERONESE ROVEREDO DI GUÀ SALIZZOLE SAN MAURO DI SALINE SAN PIETRO DI MORUBIO SAN ZENO DI MONTAGNA SANGUINETTO SANT'ANNA D'ALFAEDO SELVA DI PROGNO SORGÀ TERRAZZO TORRI DEL BENACO TREGNAGO TREVENZUOLO VELO VERONESE VESTENANOVA ZIMELLA

Assegnazione ai comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti del contributo per la realizzazione di investimenti destinati ad opere pubbliche, per l’anno 2020 - Misura del contributo assegnato 70.000 euro

ALBAREDO D'ADIGE ARCOLE BARDOLINO BUTTAPIETRA CALDIERO CAPRINO VERONESE CASALEONE CAVAION VERONESE COLOGNA VENETA COLOGNOLA AI COLLI GAZZO VERONESE ILLASI LAVAGNO LAZISE MONTEFORTE D'ALPONE MOZZECANE NOGARA POVEGLIANO VERONESE RONCO ALL'ADIGE SAN GIOVANNI ILARIONE SOAVE VERONELLA VILLA BARTOLOMEA

Assegnazione ai comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti del contributo per la realizzazione di investimenti destinati ad opere pubbliche, per l’anno 2020 - Misura del contributo assegnato 90.000 euro

BOVOLONE CASTEL D'AZZANO CASTELNUOVO DEL GARDA CEREA GREZZANA ISOLA DELLA SCALA NEGRAR DI VALPOLICELLA OPPEANO PESCANTINA PESCHIERA DEL GARDA SAN MARTINO BUON ALBERGO SAN PIETRO IN CARIANO SANT'AMBROGIO DI VALPOLICELLA SOMMACAMPAGNA SONA VALEGGIO SUL MINCIO VIGASIO ZEVIO

Assegnazione ai comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 50.000 abitanti del contributo per la realizzazione di investimenti destinati ad opere pubbliche, per l’anno 2020

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Sicurezza: la Questura di Verona passa in prima fascia

     


Sicurezza: la Questura di Verona passa in prima fascia Aumento agenti frutto lavoro del governo Verona, 15 Gennaio 2020

La questura di Verona è entrata nell'elenco delle città italiane di ‘Prima fascia’, con a capo un Dirigente generale di Pubblica sicurezza e con un incremento consistente di personale: la riorganizzazione delle questure prevede per Verona circa 70 agenti di polizia in più. «La riorganizzazione è stata decisa in autonomia dal Ministero dell’Interno», precisa il deputato veronese Diego Zardini, «ma l’aumento del numero di agenti è possibile grazie alle maggiori risorse per la sicurezza stanziate dal governo nella legge di bilancio appena approvata». L’iniziativa del Ministero ha come obiettivo dare maggiori strumenti e risorse alle forze dell’ordine per sostenere la tendenza in atto di diminuzione dei crimini. La questura di Verona verrà potenziata con un aumento consistente di personale e con servizi di controllo del territorio, prevenzione e contrasto al crimine e tutela dell'ordine pubblico. Un progetto complessivo che coinvolge diverse città italiane presentato ieri a Verona dal direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli. Il regolamento che ridisegna i presidi di Polizia in tutta Italia è stato approvato dal consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Il provvedimento parla di novità "numerose e significative", a partire proprio dalle questure che vengono riorganizzate con l'obiettivo di potenziare i servizi che vanno ad incidere più direttamente sulla vita dei cittadini. «Come ha spiegato il sottosegretario Matteo Mauri», afferma il deputato veronese Diego Zardini, «vengono inoltre istituiti i centri logistici interregionali, che andranno a sostituire gli uffici sul territorio, oltre alle novità che riguardano anche la polizia scientifica, in modo da mettere gli uffici in grado di affrontare le sempre più complesse tecniche di analisi».

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Sicurezza: aumento agenti frutto lavoro del governo

     

Sicurezza. Aumento agenti frutto lavoro del governo. La Questura di Verona passa in prima fascia
Verona, 15 Gennaio 2020
La questura di Verona è entrata nell'elenco delle città italiane di ‘Prima fascia’, con a capo un Dirigente generale di Pubblica sicurezza e con un incremento consistente di personale: la riorganizzazione delle questure prevede per Verona circa 70 agenti di polizia in più.
«La riorganizzazione è stata decisa in autonomia dal Ministero dell’Interno», precisa il deputato veronese Diego Zardini, «ma l’aumento del numero di agenti è possibile grazie alle maggiori risorse per la sicurezza stanziate dal governo nella legge di bilancio appena approvata».
L’iniziativa del Ministero ha come obiettivo dare maggiori strumenti e risorse alle forze dell’ordine per sostenere la tendenza in atto di diminuzione dei crimini. La questura di Verona verrà potenziata con un aumento consistente di personale e con servizi di controllo del territorio, prevenzione e contrasto al crimine e tutela dell'ordine pubblico. Un progetto complessivo che coinvolge diverse città italiane presentato ieri a Verona dal direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli.
Il regolamento che ridisegna i presidi di Polizia in tutta Italia è stato approvato dal consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Il provvedimento parla di novità "numerose e significative", a partire proprio dalle questure che vengono riorganizzate con l'obiettivo di potenziare i servizi che vanno ad incidere più direttamente sulla vita dei cittadini.
«Come ha spiegato il sottosegretario Matteo Mauri», afferma il deputato veronese Diego Zardini, «vengono inoltre istituiti i centri logistici interregionali, che andranno a sostituire gli uffici sul territorio, oltre alle novità che riguardano anche la polizia scientifica, in modo da mettere gli uffici in grado di affrontare le sempre più complesse tecniche di analisi».

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Fondo solidarietà: dal Governo 100 milioni per rimediare agli squilibri

     

Fondo solidarietà. I costi standard svantaggiano Verona. Rotta e Zardini: «Dal governo 100 milioni per rimediare agli squilibri» Roma, 15 Gennaio 2020 «Il governo è già a lavoro per stabilire i criteri di distribuzione dei 100 milioni stanziati nella legge di bilancio a favore dei comuni che risultano ‘sfavoriti’ dal meccanismo del fondo di solidarietà comunale. Una pronta risposta agli squilibri venutisi a creare che vedono anche Verona tra i comuni penalizzati». Lo annunciano i deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini. «Va tuttavia precisato», spiegano i deputati «che le responsabilità di questo squilibrio hanno una precisa paternità nel federalismo fiscale della cui attuazione questo è l’esito. Gli squilibri derivano dalla prevalenza del criterio dei fabbisogni standard sulla spesa storica. Per decenni la Lega Nord ha sostenuto che i fabbisogni standard avrebbero favorito i comuni del Nord. La dimostrazione è che i calcoli della Lega erano sbagliati». L’attuale governo e il Partito democratico stanno correggendo l’effetto e diluendone la portata in dieci anni per arrivare a normalizzare la situazione. Aggiungendo peraltro i 100 milioni reperiti proprio per attenuarne l’effetto. «È per questo che non possiamo prendere lezioni da chi prima mette nei guai i comuni e poi si lamenta del latte versato», affermano Rotta e Zardini. «Da ultimo vorremmo chiedere se è lo stesso governo definito ‘killer’ dal sindaco di Verona, quello che lui stesso ringrazia dopo l’incontro con il capo della polizia Gabrielli per la promozione della questura di Verona e l’aumento di organico. Una contraddizione che svela l’attacco strumentale del sindaco. Quest’ultimo bene farebbe ad attuare il proprio impegno nei confronti della città. Dotarla ad esempio rapidamente di un trasporto pubblico efficiente, terminare il filobus con i fondi messi a disposizione del governo, e dotarla di un nuovo parco mezzi ecologici, anche qusta una misura rifinanziata dallo stesso governo killer».

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