Inquinamento: 150 milioni per nuove piste ciclabili

     



Inquinamento: 150 milioni per nuove piste ciclabili Finanzieranno al 50 per cento gli interventi di Comuni

Roma, 11 Dicembre 2019 Arrivano risorse per costruire piste ciclabili nelle città italiane. Grazie a un emendamento di Eugenio Comincini e Donatella Conzatti approvato in queste ore in commissione bilancio al Senato, nei prossimi anni ci saranno 150 milioni di euro destinati a cofinanziare le piste ciclabili urbane.
Le risorse costituiranno un fondo a cui i comuni potranno accedere con modalità di erogazione che saranno stabilite dal ministero delle Infrastrutture e dal ministero dell’Economia entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.
«Con questo provvedimento prosegue l’impegno della maggioranza a sostegno della mobilità alternativa e al contrasto all’inquinamento», dichiara il deputato veneto Diego Zardini. «Pur nella ristrettezza di risorse e con una manovra di bilancio, sterilizza le clausole di salvaguardia, riduce le tasse sul lavoro e introduce sostegni consistenti per le famiglie, riusciamo a ritagliare una misura di carattere ambientale che avrà un impatto reale sulle nostre città».
Il fondo servirà a finanziare al 50 per cento del costo complessivo degli interventi di realizzazione di nuove piste ciclabili urbane realizzate dai Comuni e dalle Unioni di Comuni.

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Inquinamento: 1.500 euro per chi rinuncia all’automobile

     



Inquinamento: 1.500 euro per chi rinuncia all’automobile Buono mobilità alle famiglie per abbonamenti del trasporto pubblico Roma, 5 Dicembre 2019

Un ‘buono mobilità’ di 1.500 euro per ogni automobile rottamata, 500 euro nel caso di motocicli, con cui i residenti dei Comuni italiani che sforano i limiti di emissioni potranno acquistare abbonamenti del trasporto pubblico locale o regionale. È quanto prevede la legge di conversione del decreto con le misure urgenti per il rispetto della normativa europea sulla qualità dell’aria.

«Abbiamo inserito questa modifica al decreto», spiega il relatore del provvedimento, il deputato veneto Diego Zardini, «per incentivare la transizione modale dal traffico privato a quello pubblico. Erano anni che chiedevamo una misura per premiare chi decide di rinunciare all’auto privata».

Il ‘buono mobilità’ è inserito nell’articolo 2 tra le misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane. In particolare, viene istituito un fondo denominato "Programma sperimentale buono mobilità. Fino a esaurimento della dotazione, i residenti nei comuni italiani interessati a procedure di infrazione a causa dell’inquinamento atmosferico potranno ottenere un “buono mobilità” pari a 1.500 euro per le autovetture e a 500 euro per i motocicli. Il provvedimento riguarda le auto fino alla classe Euro 3 o di motocicli fino alla classe euro 2 ed euro 3 a due tempi e devono essere rottamati entro il 31 dicembre 2021. Il buono potrà essere utilizzato entro i successivi tre anni per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale o per l'utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale o l’acquisto di biciclette anche a pedalata assistita. Il buono può essere utilizzato anche a favore di persone conviventi.

«Questo incentivo è molto importante», conclude Zardini, «soprattutto per le città della pianura Padana, in particolare del Veneto, afflitte da inquinamento e traffico. Ed è una misura che va incontro concretamente ai nuclei familiari, favorendo e premiando l’eventuale transizione ecologica. Un segno completamente opposto rispetto a quanto fatto l’anno scorso dal governo francese che invece aveva varato misure punitive nei confronti dei possessori di automobili inquinanti, gran parte dei quali sono rimasti senza alternative, scatenando proteste e manifestazioni di piazza durate quasi un anno».

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Chi vuole l’autonomia si confronti nel merito

     



CHI VUOLE L'AUTONOMIA SI CONFRONTI NEL MERITO Zardini: «Unanimità delle Regioni è indicativa del cambio di clima» Verona, 1 Dicembre 2019

«L’unanimità con cui la Conferenza Stato Regioni ha approvato la bozza di legge quadro sull’autonomia è indicativa del cambiamento di clima. Questa può essere davvero la volta buona per dare compimento a una riforma istituzionale avviata quasi 20 anni fa». Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini ricordando il lavoro con cu il ministro Francesco Boccia ha portato l’autonomia fuori dalle secche in cui era finita dopo le elezioni del 2018 a causa della contrapposizione tra regioni del nord e quelle del sud: «c’è stata un’opera di ricucitura molto intelligente», commenta Zardini. «Un lavoro improntato all’inclusione delle regioni più avverse ad accettare il percorso avviato da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e a dimostrare i vantaggi collettivi nel completare la riforma. Boccia ha chiarito, anche attraverso la legge quadro, che l’autonomia alza il livello di responsabilità delle amministrazioni, aiuta a ridurre le disuguaglianze non solo tra settentrione e regioni meridionali ma anche al nord, tra aree interne e realtà urbane e, soprattutto, non si basa sulla spesa storica, ovvero sulle sole risorse economiche».

La volontà di definire i livelli essenziali delle prestazioni, quindi i servizi minimi a cui ogni cittadino ha diritto indipendentemente dal luogo in cui vive, ricorda Zardini, «è la riprova della serietà di questa riforma che mantiene il cardine dell’unità nazionale e dà agli enti locali strumenti reali per amministrare il territorio secondo le peculiarità di ciascuno. Ora a bozza di legge quadro rappresenta un banco di prova per tutti, perché il lavoro non è certo terminato: chi vuole l’autonomia si siederà al tavolo per confrontarsi ed eventualmente migliorare il provvedimento. Chi, al contrario, è pronto a sacrificare le esigenze dei veneti per altri anni di inutile propaganda, eviterà con cura questa opportunità».

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Razzismo: Solidarietà a Mario Balotelli

     



Razzismo. Zardini: «Solidarietà a Mario Balotelli» Ieri Verona ha fatto una pessima figura per colpa di pochi scemi

Verona, 4 novembre 2019
«Piena solidarietà a Mario Balotelli. Verona ieri ha fatto una pessima figura per colpa di pochi scemi. Per quanto minoritarie, queste frange di tifo sono rumorose e in grado di catalizzare l’attenzione. Anche da tifoso storico dell’Hellas chiedo alla società di intervenire e di recidere qualsiasi rapporto con i razzisti. Sono certo inoltre che le forze dell’ordine abbiano gli strumenti per individuare chi compie reati all’interno dello stadio e di prendere provvedimenti nei loro confronti». Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini.
«La città non è razzista, ma negare l’evidenza di quanto accaduto non aiuta a risolvere il problema dell’estremismo e dobbiamo ammettere che c’è una parte di tifosi che è razzista. C’è un problema culturale grande quanto un palazzo nel calcio italiano e credo che la responsabilità di agire sia di tutti: istituzioni, forze dell’ordine, ma anche delle società calcistiche e degli stessi tifosi. Tutti devono contribuire a debellare comportamenti che rendono tanto arretrato il calcio in Italia».

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Legge di Bilancio: tante misure per le famiglie

     


Legge di Bilancio: tante misure per le famiglie Incentivi alla natalità e investimenti in nuovi asili nido
Roma, 30 ottobre 2019
È cominciato in questi giorni il percorso parlamentare per l’approvazione della legge di bilancio, la legge più importante di ogni anno in quanto indirizza le scelte future del Paese in materia economica, sociale e territoriale. «Con il blocco di tutti gli aumenti Iva, il primo obiettivo del governo è stato raggiunto», rammenta il deputato veneto Diego Zardini. «La Lega, quando era al governo, aveva previsto di recuperare 23 miliardi di euro dai consumi degli italiani, appunto aumentando l’Imposta sul Valore Aggiunto. Noi siamo orgogliosi di aver fermato il salasso nei confronti dei cittadini. Le famiglie sarebbero state colpite e i consumi sarebbero crollati». Proprio alle famiglie e ai bambini sono dedicati due capitoli della Legge di bilancio 2020, fa sapere Zardini. Eccole in sintesi:

Capitolo Famiglia - bonus asilo nido 2020 + incremento da 1.500 euro fino a 3.000 euro per i redditi medio-bassi; - bonus bebè 2020: potenziato ed esteso a tutti viene trasformato nel nuovo assegno unico universale - nuovo bonus bebè 2020 da 80 euro, 120 euro e 160 euro mensili in base al reddito certificato Isee e sarà destinato a tutti i nuovi nati dal primo gennaio 2020 a prescindere dal reddito familiare. - Congedo paternità: sarà rifinanziato ed esteso fino a 7 giorni. - Bonus mamma, ossia il premio alla nascita di 800 euro riservato alle neo-mamme in gravidanza dovrebbe essere trasformato in Assegno Unico Universale. Le risorse messe a disposizione, salvo modifiche parlamentari, sono: - 2 miliardi di euro per l'istituzione del Fondo unico per la famiglia, in cui confluiranno, fra le altre, sia le risorse destinate a strumenti attualmente in vigore, sia 575 milioni aggiuntivi. - 204 milioni di euro del bonus bebè per il 2020; - 330 milioni di euro annuali impegnati a regime per il bonus nido a partire dal 2020; - 400 milioni annuali del premio alla nascita.

L’anno prossimo dovrebbe essere varato l’assegno unico universale, dice Zardini. «Si tratta di un contributo variabile a seconda del reddito, ma per tutte le famiglie. Per ciascun figlio a carico di età compresa tra 0 e 18 anni, la famiglia riceverà dallo Stato un assegno mensile compreso tra gli 80 e i 160 euro. Si tratta di una misura universale, quindi anche i lavoratori autonomi e le partite Iva ne potranno usufruire».

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Autonomia: Veneti presi in giro da chi per 16 anni ha promesso e mai mantenuto

     



Zardini: bene il ministro Boccia. Una riforma che crea divisioni sarebbe controproducente

Roma, 10 ottobre 2019 _ «La volontà dei veneti espressa con il referendum del 22 ottobre 2017 è stata ufficialmente presa in giro da chi ha impiegato 16 anni per formulare una richiesta di attuazione dell’articolo 116 della Costituzione». Il deputato veneto Diego Zardini difende la linea del governo e il percorso disegnato dal ministro Francesco Boccia per ottenere l’autonomia. «Stabilire quali siano i livelli essenziali delle prestazioni è necessario per formare in Parlamento la maggioranza necessaria all’approvazione delle intese. Gli scontri muscolari a colpi di dichiarazioni a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno e mezzo non hanno fatto altro che allontanare l’obiettivo. Le Regioni Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, ma soprattutto i cittadini che vivono in questi territori, devono accettare l’impossibilità di fare una riforma così importante contro il resto del Paese e mettersi nell’ordine di idee che l’autonomia va attuata insieme alle altre regioni con un accordo che soddisfi tutti». Del resto, sottolinea Zardini, «l’aumento delle sperequazioni e delle disuguaglianze colpisce in modo trasversale anche territori all’interno delle regioni del nord. Ci sono differenze sostanziali nell’erogazione dei servizi e nella opportunità tra aree densamente urbanizzate e le aree interne, tra i centri e le periferie, tra la pianura e la montagna. Se non offriamo a tutti le medesime condizioni di partenza, faremmo una riforma per piantare una bandierina e l’autonomia sarà solo una fonte di nuove divisioni e contrapposizioni. Abbiamo bisogno di andare in direzione diametralmente opposta. Dopo tre lustri di dilazioni e promesse mancate, non saranno le poche settimane in più necessarie a definire i Lep a far naufragare l’autonomia».

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