Inquinamento: dal ministero 10 milioni per bus verdi. A Verona serve piano contro PM10

     

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INQUINAMENTO Zardini, (PD): dal ministero 10 milioni per bus ‘verdi’. A Verona serve piano contro PM10
Verona, 4 aprile 2020
Il Comune di Verona riceverà quasi dieci milioni di euro dal Ministero per le Infrastrutture per acquistare autobus elettrici, a metano o idrogeno. I finanziamenti sono stati decisi dal governo nell’ambito di un programma nazionale di riduzione dell’inquinamento e sono stati assegnati ai 38 comuni italiani che nel biennio 2018-2019 hanno registrato i più alti livelli di inquinamento PM10 e biossido di azoto.
«I fondi sono proporzionali al numero di giornate di sforamenti», nota il deputato veronese Diego Zardini. «Verona è la settima città nell’infelice classifica delle città italiane più inquinate e dunque riceverà risorse corrispondenti. Tutti noi auspichiamo che questi 10 milioni vengano prontamente spesi per sostituire i mezzi più vecchi della flotta ATV. Con le risorse del ministero è possibile acquistare da 20 a 30 bus nuovi a seconda del modello. Ancora più importante è però far rientrare il rinnovo delle flotte in una strategia complessiva di contrasto del traffico e dell’inquinamento. A Verona, purtroppo, siamo ancora molto indietro. I ritardi nell’attuazione delle nuove linee filobus, dei nuovi parcheggi scambiatori e di un piano del traffico realmente efficace sono noti. A pagarli è in prima istanza la salute delle persone».
Il piano del governo è valido per il quinquennio dal 2019 al 2023. Questo significa che anche eventuali acquisti di mezzi già decisi l’anno scorso e per l’anno attuale, possono essere rendicontati e finanziati.
«È un’altra occasione offerta dallo Stato a Verona per affrontare seriamente i problemi di inquinamento e di traffico», dice Zardini. «Ricordo che il valore limite giornaliero di PM10 a salvaguardia della salute umana è di 50 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 35 giorni l’anno. A Verona, a causa della somma degli effetti generati dalle diverse sorgenti di emissione in atmosfera e dalle condizioni atmosferiche di elevata stabilità e scarsa circolazione dei venti, si rilevano superamenti ripetuti del valore limite giornaliero per il PM10, soprattutto nel periodo invernale. Nel 2019 la centralina Arpav di Giarol Grande ha registrato 48 giorni di superamento del limite, mentre il punto di rilevamento di Borgo Milano ne ha registrati addirittura 59».

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Coronavirus: dalla Regione 0 risorse per crisi. Polemiche sindaci Lega sono indecenti

     

CORONAVIRUS Zardini, (PD): dalla Regione 0 risorse per crisi. Polemiche sindaci Lega sono indecenti
Verona, 30 marzo 2020
«Quanti soldi ha messo la Regione Veneto per la cassa integrazione? Quanti per gli albergatori la cui stagione è finita prima ancora di cominciare? Quanti milioni per sostenere i piccoli commercianti? Quante decine di milioni per i lavoratori lasciati a casa? Un bello zero tondo su tutto. Ascoltare qualche sindaco leghista lamentarsi dei 400 milioni aggiuntivi stanziati dal governo per i bisogni alimentari delle persone più deboli, sapendo che 28 milioni arriveranno in Veneto, che non è certo una delle aree più povere d’Italia, fa venire il voltastomaco. Invece di lavorare per la propria comunità, gli amministratori della Lega passano il tempo a fare polemiche».

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Coronavirus: stop polemiche, regione veneto stanzi i fondi per lavoratori e imprese

     

CORONAVIRUS Stop alle polemiche, Regione stanzi fondi per lavoratori e imprese RI parlamentari del PD: «Marcato la smetta di inventarsi contrapposizioni»
Roma, 26 marzo 2020
Prima di scatenare inutili polemiche, sarebbe interessante conoscere l’entità delle misure economiche e dei finanziamenti stabiliti dalla Regione del Veneto a sostegno dei lavoratori, tutti, che hanno perso o rischiano di perdere il reddito a causa della crisi sanitaria in atto. Il governo nazionale ha reagito stanziando 25 miliardi di euro, pari a 414,5 euro pro capite per i 60 milioni di abitanti italiani. La Regione quanto ha stanziato fino ad oggi?.
Senatori e deputati veneti del Partito democratico chiedono alla Regione Veneto di «tentare di fare la propria parte. Spiace sentire le parole inappropriate dell’assessore regionale Marcato anche in un momento come questo. La ripartizione delle risorse per la cassa in deroga avviene secondo criteri oggettivi basati sul numero di aziende e lavoratori.
Non c’è alcuna discrezionalità e nessuna penalizzazione del Veneto, confermano i parlamentari. Il vittimismo è il solito modo di scaricare le responsabilità all’esterno quando invece Marcato e la sua giunta dovrebbero pensare a quante risorse, ci auguriamo, metterà la regione Veneto.
Come spiegato dal ministro dell’economia Gualtieri, le misure disposte dal decreto Curaitalia per fronteggiare l’emergenza Covid sono come ‘vasi comunicanti’. Significa che eventuali risorse non assorbite in altre misure potranno essere spostate ad altre voci senza ulteriori provvedimenti di legge, come disposto in clausola dal decreto stesso. Inoltre va ricordato che la Cassa integrazione in deroga è stata estesa anche a chi fino ad oggi non ne ha potuto usufruire.

Sen. Vincenzo D’Arienzo Sen. Gianni Dal Moro Sen. Andrea Ferrazzi On. Roger De Menech On. Nicola Pellicani On. Alessia Rotta On. Alessandro Zan On. Diego Zardini
Misure per fronteggiare l'emergenza: quadro sintesi interventi (clicca qui)

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Protocollo per il contrasto virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

     


Oggi con l’Italia ferma, milioni di lavoratori continuano a lavorare, per offrirci i servizi essenziali. Non solo medici ed infermieri, ma operai, artigiani, impiegati, commessi e cassieri dei supermercati. Un protocollo molto rigoroso e’ stato siglato e deve essere adottato da tutti i datori di lavoro, con il sostegno dei lavoratori e sindacati. Misure indispensabili come misurare la febbre, mantenere le distanze, igienizzare i locali, favorire il telelavoro ogni volta possibile e se NON si può garantire la salute si deve CHIUDERE.
Gli altri, chi non ha obblighi, deve stare a casa, IN CASA, senza scampagnate, senza inutili passeggiate di gruppo, senza brindisi collettivi: dobbiamo farlo in primis per chi ci sta curando, per chi non può non lavorare, per chi è più debole, prima che per noi stessi.
E’ dura, ma facciamo questo sforzo. Possiamo batterlo, insieme.
SCARICA IL PROTOCOLLO CONTRASTO COVID-19 PER AMBIENTI DI LAVORO ---> protocollo_condiviso.pdf

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Regionali: fronte comune per rilanciare il Veneto

     


Richiamo all’unità Zardini per una coalizione larga
Verona, 4 febbraio 2020
«L’intervento delle sardine veronesi è quanto mai tempestivo. Ha ragione Jacopo Buffolo, servono idee, proposte, progetti e una nuova visione, perché a dispetto della vulgata corrente, il Veneto perde ricchezza, risorse umane, competitività e a farne le spese sono e saranno le fasce più deboli, i lavoratori precari, gli anziani che hanno bisogno di assistenza, le famiglie con redditi medio bassi». Il deputato veronese Diego Zardini raccogli l’appello delle sardine, ricordando tuttavia che il Partito democratico da diversi mesi sta lavorando su alcuni punti programmatici qualificanti, come ambiente e sanità. «Proprio sul futuro della sanità è stato elaborato un corposo documento, frutto di mesi di ricerca da parte di un gruppo, in cui vengono delineate le criticità e avanzate molte proposte concrete».
Al di là dei singoli temi, afferma Zardini, «credo sia arrivato il momento di stringere sulla coalizione. Vogliamo un fronte più largo possibile, un’unica squadra che interpreti l’alternativa possibile all’immobilismo della Lega che sta facendo regredire il Veneto. Il Pd sarà centrale in questa coalizione ma lavorerà per un progetto più ampio chiedendo a tutti i soggetti con cui si rapporta di non porre paletti o veti. L’obiettivo è una candidatura unitaria per un progetto di lunga durata - 10-15 anni – a cui sono chiamati a contribuire tutti quelli che pensano a una regione moderna, innovativa, attrattiva e pronta a non lasciare indietro nessuno. E non sto pensando solo a soggetti politici tradizionali. Eventuali corse solitarie sarebbero velleitarie e utili solo a rafforzare i nostri avversari».
L’uscita di Orietta Salemi, eletta nel 2015 nel Pd con 8.984, voti resta «un dispiacere», dice Zardini. «Speravamo continuasse a offrire il suo supporto nel Partito, ma sono certo continueremo a collaborare anche in futuro per il bene del Veneto e di Verona».
Foto di Wolfgang Moroder (fonte wikipedia)

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Il futuro del Parco: convocare gli stati generali della Lessinia

     


IL FUTURO DEL PARCO «Convocare gli Stati Generali della Lessinia» La proposta di Zardini, un tavolo con tutti i soggetti per il bene degli abitanti
Verona, 28 gennaio 2020
Dopo la grande manifestazione a favore del Parco della Lessinia, pare che il presidente della Regione stia valutando la proposta di tagliare il Parco. «Si cancellerebbe un errore che ha prodotto cattiva pubblicità ma ha anche acceso i riflettori per un territorio ricco di risorse, potenzialità, imprenditori laboriosi e coraggiosi che necessità di scelte forti, attenzione vera e risorse per rilanciare uno sviluppo forte e sostenibile, di servizi adeguati ad una popolazione residente che vuole e deve poter avere un futuro», commenta il deputato veronese Diego Zardini.
A questo punto è importante cogliere l’occasione per mettere al centro la Lessinia. La proposta di Zardini è di convocare «gli Stati Generali, un tavolo con tutte le istituzioni, la Regione e i consiglieri regionali, parlamentari e governo, sindaci e categorie economiche, associazioni e cittadini. Vero che, come tutti i grandi parchi, anche il Parco della Lessinia ha un territorio che in parte significativa è di proprietà privata, tuttavia i benefici ambientali sono ampi, tanto che al Parco dal 2007 al 2017 sono arrivati, senza contare i fondi comunitari, poco meno di 9 milioni di euro della fiscalità generale per ripagare i benefici ambientali e sollevare i residenti dal peso dei vincoli».
Ora è «tempo di rilanciare e guardare avanti. Investire maggiori risorse, modificare il modello di governance e aggiornare il piano di gestione ambientale puntando alla sburocratizzazione e ad un adeguamento alle esigenze di tutela e sviluppo sostenibile».

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