Fondo Comuni di confine: visita a Bosco Chiesanuova con Roger De Menech

     

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Il PD veronese presenta la “settimana del lavoro”

     

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Una legislatura per il lavoro di qualità I deputati Rotta e Zardini fissano gli impegni per la prossima legislatura
Verona, 24 Febbraio 2018
Riduzione del 12 per cento del cuneo fiscale per chi assume a tempo indeterminato, estensione della misura degli 80 euro a tutte le partite Iva individuali con un reddito lordo inferiore a 26 mila euro l’anno, formazione permanente per valorizzare il capitale umano, salario minimo garantito per legge. Sono queste alcune delle proposte del Partito Democratico sul versante del lavoro, annunciate questa mattina nella conferenza stampa dalla deputata veronese Alessia Rotta, membro della Commissione Lavoro della Camera e dal deputato Diego Zardini.
«In questi anni», ricorda Rotta, «abbiamo concentrato i nostri provvedimenti per riportare gli italiani a lavorare. Era necessario e urgente in una fase di crisi acuta e lunga. Ora il nostro impegno deve essere focalizzato sulla qualità del lavoro, perché esistono ancora troppe persone con lavori saltuari, precari e sottopagati».
«La ripresa c'è e i suoi effetti finalmente si riversano su chi lavora e produce, ora necessario investire in lavoro “verde”». Il deputato veronese Diego Zardini ricorda così i dati sul mercato del lavoro. «In Veneto in un anno abbiamo aumentato i posti di lavoro dell’1,8 per cento e ci attestiamo a oltre 2 milioni 110 mila occupati. Con la disoccupazione sotto il 6 per cento e il crollo delle ore di cassa integrazione siamo tornati ai livelli pre-crisi».
Ora però, ammonisce Zardini, non c’è tempo per sederci sugli allori. «Dobbiamo investire sull'economia verde. Se avremo la capacità e il coraggio di imboccare con decisione l'abbandono dei prodotti e soprattutto delle modalità di produzione che inquinano, rafforzeremo il know how italiano e veneto nel settore che ci è riconosciuto in tutta Europa e saremo in grado di creare molti più posti di lavoro di quanti ne perderemo. Dobbiamo farlo ad ogni livello e ogni amministrazione deve essere impegnata in questo sforzo, sia essa comunale, regionale o statale».
Lo sforzo della prossima legislatura, conclude Alessia Rotta, «sarà quello di estendere il più possibile le misure ideate per affrontare la crisi. In primo luogo gli 80 euro al mese andranno a tutti i lavoratori individuali che guadagnano meno di 26 mila euro all’anno. C’è poi l’annosa questione del lavoro precario e sottopagata che noi intendiamo affrontare garantendo un salario minimo fissato per legge in almeno 9 euro l’ora».
Il documento contenente i dati del lavoro in Veneto (clicca qui)

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Forze di Polizia: dal PD più soldi e mezzi

     

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PIU SOLDI E MEZZI ALLE FORZE DI POLIZIA
Nell'autunno del 2009 i sindacati della Polizia scesero in piazza per denunciare le scelte scellerate del Governo Berlusconi che in soli tre anni aveva tagliato più di 3,5 laidi ai comparti sicurezza, soccorso pubblico, difesa bloccando le assunzioni inserendo tetti salariali decurtando le risorse per attività organizzative e operative. Nel biennio 2014/2015 invece, il governo PD ha eliminato i limiti alle assunzioni, eliminato i tetti salariali. Nel 2017 abbiamo finanziato il riordino delle carriere, la misura degli 80€ al mese per tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine ed il pagamento degli straordinari arretrati. Per il 2018 abbiamo destinato centinaia di milioni di euro per aumento delle indennità accessorie e per assunzioni straordinarie extra turn over per tutte le Forze di Polizia e per i Vigili del Fuoco. In totale, dunque, per il comparto sicurezza e difesa abbiamo impegnato circa sette miliardi di euro per recuperare quanto il centrodestra aveva tolto e rimettere in moto il sistema.

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Piano antisismico straordinario: oltre 23 milioni per il patrimonio veronese

     

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Oltre 23 mln per il patrimonio artistico veronese Il Governo finanzia un piano antisismico straordinario
Verona, 21 Febbraio 2018
Supera i 23 milioni di euro lo stanziamento del Governo per la messa in sicurezza del patrimonio artistico di Verona e della Provincia. Ville, conventi, chiese, mura urbane, edifici storici e di pregio che saranno restaurati e per i quali saranno fatti interventi di adeguamento alle più recenti normative antisismiche.
«Per oltre 40 anni e dopo ogni terremoto in Italia, esperti, scienziati, accademici, amministratori e uomini di cultura hanno chiesto un piano straordinario a difesa del patrimonio storico e artistico del Paese», afferma Zardini. «Oggi quel piano c’è perché lo abbiamo voluto e mette a disposizione in tutta la penisola quasi 600 milioni di euro. Solo a Verona e Provincia i 23,4 milioni di euro consentiranno la sistemazione e il restauro di 36 edifici».
Il piano di investimenti sul patrimonio culturale italiano approvato dal comitato tecnico scientifico del Ministero dei Beni Culturali ammonta complessivamente a 597.058.875 milioni di euro. Fondi immediatamente disponibili per realizzare interventi in tutta Italia, che comprendono il più importante piano antisismico finora finanziato sul patrimonio museale statale, una serie di azioni per la riqualificazione delle periferie urbane e numerosi restauri di beni culturali segnalati dal territorio. Il piano, che attinge al Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese istituito dalla legge di bilancio 2017, risponde a una visione organica che considera strategico il ruolo del patrimonio culturale nelle politiche di tutela, sviluppo e promozione dei territori.
Questi gli interventi finanziati in provincia di Verona e relativi alla verifica del rischio sismico e alla riduzione delle vulnerabilità.
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