Il treno PD fa tappa a Verona

     


Il Treno PD ha fatto tappa a Vicenza e a Verona. Nel tragitto con Matteo Renzi abbiamo incontrato un comitato delle mamme NoPfas, questione che ci vede impegnati da tempo, con le quali il Segretario ha preso l'impegno di seguire mensilmente lo stato di avanzamento dei lavori per risolvere il più grande e terribile inquinamento che il Veneto ricordi. Durante la fermata a Verona abbiamo visitato, ad Avesa, a pochi passi da dove sono cresciuto, lo stabilimento di Progetto QUID, impresa sociale che assume lavoratrici e lavoratori di categorie fragili e svantaggiate, che recupera stoffe eccellenti ma di scarto realizzando abiti di qualità. Una realtà forte, che cresce, che merita ammirazione e sostegno.

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Disagi sulla tratta Verona-Rovigo

     


Cambio gestione e rimborso ai pendolari Lo chiedono i deputati del PD Crivellari, Narduolo e Zardini
Verona, 17 Novembre 2017
«Se Servizi Territoriali Spa non è in grado di gestire il pur esiguo traffico ferroviario sulla tratta Verona – Rovigo, la Regione imponga a Trenitalia di riprendere la gestione diretta». Tre parlamentari del Partito democratico, a fronte dei continui disagi a cui sono sottoposti lavoratori e studenti che abitualmente utilizzano la linea, chiedono alla giunta regionale di intervenire. Inoltre, sottolineano, Diego Zardini, Giulia Narduolo e Diego Crivellari, «i pendolari devono essere rimborsati con abbonamenti gratuiti». Come riportato dagli organi di informazione nei giorni scorsi, i pendolari che utilizzano la linea ferroviaria tra Legnago e Verona, sono stati lasciati senza mezzi di trasporto nelle mattine di martedì 7 e giovedì 9 novembre. Senza informazioni e senza corse sostitutive, decine di persone hanno dovuto fare affidamento all’improvvisazione per raggiungere la scuola, l’università o il posto di lavoro. La cancellazione di treni a causa di guasti e carenza di materiale rotabile si protrae da ormai molti anni. I treni utilizzati sono vecchi e molto spesso insufficienti a soddisfare la domanda giornaliera. Anche per questo nel 2015 Legambiente ha inserito la tratta tra le 10 peggiori d’Italia. «Sistemi territoriali è partecipata al 99,83 per cento da Veneto Sviluppo», ricordano i deputati, quindi è della Regione Veneto. «Dal 2010 gestisce il traffico sulla Rovigo – Verona per conto di Trenitalia, ma problemi che risalgono alla fine degli anni Novanta non sono mai stati né affrontati né risolti. Anzi, in alcuni casi sono addirittura peggiorati». «Le difficoltà sono denunciate quotidianamente dai pendolari», affermano i deputati Zardini, Crivellari e Narduolo. «La Regione tolga alla propria partecipata la fallimentare gestione della ferrovia e, soprattutto proceda velocemente a rimborsare i titolari di abbonamento (mensile, trimestrale e annuale) offrendo a partire da gennaio 2018 altrettanti abbonamenti con sconti variabili dal 70 al 30 per cento in considerazione dei disagi e dei costi sostenuti dai viaggiatori a causa delle perduranti inefficienze nella gestione della ferrovia». L'Articolo di Rovigo Oggi
Fonte foto L'Arena

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Una colata di cemento incombe su Costermano

     



Previsti nuovi 40 mila metri cubi di edificazioni in aree di pregio e dissestate Il deputato Zardini coinvolge il Ministro dell’Ambiente Galletti

Verona, 30 luglio 2017

Una nuova colata di cemento su Costermano. Il comune veronese ha appena approvato due piani di intervento edilizio per 40 mila metri cubi di nuove costruzioni in aree di pregio ambientale e paesaggistico, ma anche sottoposte a dissesto idrogeologico. «Gli speculatori non si fermano neppure davanti alle zone pericolose», denuncia il deputato Diego Zardini, autore in settimana di un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Galletti chiedendo di tutelare le aree interessate.
«Sembra che i palazzinari abbiano messo le mani sul Comune», accusa il deputato veronese. «Posso comprendere, anche se ovviamente non lo approvo, che di fronte alla prospettiva di realizzare un guadagno immediato, i costruttori non si facciano troppi scrupoli ambientali e relativi alla sicurezza. Ma che l’amministrazione comunale avalli questi piani è contro ogni interesse dei cittadini: l’aumento delle volumetrie è di tali proporzioni da svalutare irrimediabilmente e per diversi decenni il valore commerciale degli immobili esistenti; sono poi esterrefatto dalla leggerezza con cui si permette di costruire in aree sottoposte a dissesto idrico e geologico dove, anche solo il buon senso suggerirebbe di evitare l’edificazione di nuovi insediamenti; infine, le nuove costruzioni distruggeranno per sempre suolo pregiato, essendo previste all’interno di Siti di Interesse Comunitario (zone Sic) come terreni agricoli, zone boschive, naturalistiche e punti paesaggistici di valore, in barba agli esistenti vincoli di destinazione forestale, paesaggistici e idrogeologici».
«Distruggere l’ambiente, depauperarlo e cementificarlo è il modo migliore per affossare una delle principali risorse economiche del territorio, ovvero il turismo», ricorda Zardini. «Mi auguro che il ministro Galletti e il Ministero facciano luce su quanto sta accadendo a Costermano e intervengano almeno per mitigare il devastante impatto ambientale previsto da decine e decine di nuove inutili costruzioni».

Testo Interrogazione

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Sbloccate migliaia di assunzioni nei corpi di polizia

     


SICUREZZA Sbloccate migliaia di assunzioni nei corpi di polizia
Verona, 19 Ottobre 2017
Dopo dieci anni di blocco forzato dalle spending review dei governi Berlusconi e Monti, la Pubblica amministrazione torna ad assumere dipendenti. A beneficiarne saranno in questa prima fase soprattutto le forze dell’ordine. Nei prossimi mesi andrà a regime la riforma del pubblico impiego. Abbiamo lavorato l’intera legislatura per raggiungere questo obiettivo. Uno dei pilastri della riforma è lo sblocco delle assunzioni, ferme da dieci anni. Nelle scorse settimane, i ministri Madia e Padoan hanno firmato i decreti che consentono l’assunzione di 7.903 persone. 5.590 saranno fatte in modo diretto, mentre 2.313 posti saranno messi a concorso. La maggior parte dei nuovi posti è riservata ai corpi di polizia e sono tutte assunzioni dirette che non devono passare da un concorso (pescheranno dalle graduatorie dei concorsi già fatti gli anni scorsi) e quindi saranno avviate nelle prossime settimane o, al massimo, mesi. A beneficiarne saranno i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, la Polizia penitenziaria e i Vigili del Fuoco per un totale di 5.149 nuovi posti in tutta Italia. Per quanto ci riguarda è un risultato molto importante perché il blocco delle assunzioni, combinato con i pensionamenti di questi anni, ha avuto come effetto la diminuzione del personale disponibile nel comparto sicurezza. Ora che il governo è riuscito a trovare gli spazi finanziari e le modalità per ridare equilibrio agli organici è importante che la giunta comunale, la Questura, la Prefettura e i sindacati interessati rappresentino ai ministeri le proprie esigenze di personale. Da più parti arrivano segnalazioni di uffici, stazioni di polizia e comandi in deficit di personale. Verona ha estremo bisogno di incrementare gli organici delle forze di polizia e dei vigili del fuoco. Potremmo anche pensare di raccogliere segnalazioni dalle Circoscrizioni che hanno un contatto diretto con le forze presenti sul territorio, a far emergere le esigenze, le specificità e le rispettive necessità di copertura del personale. Sarà decisivo muoversi velocemente perché le ripartizioni verranno decise dai rispettivi ministeri. E’ un lavoro che va fatto ora, portando all’attenzione del governo numeri e dati e, credo, elaborando un progetto sulla sicurezza che guardi al lungo periodo. Anche perché nei prossimi sei anni il personale a disposizione complessivamente nella pubblica amministrazione cambierà molto. Dal 2018 al 2024 andranno in pensione e dovranno essere sostituiti 450 mila dipendenti in tutta Italia. E’ indispensabile affrontare con preparazione e cognizione di causa questo periodo.

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Il Centro meteo europeo trasferito a Bologna

     


Il Centro meteo europeo trasferito a Bologna La commissione Ambiente ha ratificato l’accordo del governo italiano
Roma, 8 Novembre 2017
Dal 2019 il data centre del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) sarà trasferito dalla Gran Bretagna a Bologna. Oggi la commissione Ambiente della Camera ha ratificato l’accordo tra il governo italiano e il Centro che prevede lo spostamento da Reading (UK) alla ex manifattura tabacchi di Bologna.
«Un importante passo avanti per un tema strategico per il futuro», commenta soddisfatto il relatore del provvedimento, il deputato Diego Zardini. «È un arricchimento per l'Italia che potrà dare un impulso alla ricerca scientifica in campo ambientale e sui cambiamenti climatici. In particolare gli effetti di eventi atmosferici estremi saranno monitorati dal nostro paese, interpretando anche un'opportunità in più per i nostri giovani».
il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine è un'organizzazione intergovernativa con sede nel Regno Unito, istituita nel 1975, e attualmente sostenuto da 22 Stati membri europei, fra cui l’Italia, e da 12 Stati osservatori. Il suo compito principale consiste nel fornire previsioni meteorologiche globali a medio termine ai servizi nazionali di previsioni, per finalità strategico-militari e civili, ed in particolare per segnalare il possibile verificarsi di condizioni meteo potenzialmente pericolose. Per tali attività il Centro si avvale di sistemi di elaboratori ad altissime prestazioni, installati presso la sede principale dell'organizzazione.
Nel 2015 il Consiglio del Centro ha deciso di procedere ad una competizione internazionale per stabilire dove ospitare il nuovo centro dati, il più grande del mondo, dopo aver ritenuto insoddisfacenti le proposte di localizzazione avanzate dal Regno Unito, e che il concorso è stato vinto nel dicembre 2016 dalla società consortile ASTER dell'Emilia-Romagna, tra i cui soci figurano la Regione, gli atenei della regione, gli enti di ricerca come CNR, ENEA e Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha individuato la nuova sede del centro nel Tecnopolo di Bologna, sito nell'area dell'ex Manifattura tabacchi.

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Attacco al Bar Caffè Oro Bianco

     

Verona, 7 Novembre 2017 Il deputato veronese Zardini interviene in aula. Presenterà un’interrogazione
Le violenze dei tifosi napoletani che domenica hanno assalito e distrutto il bar Oro Bianco nel centro di Verona saranno oggi all’attenzione del Parlamento. Il deputato veronese Diego Zardini interverrà in aula per riferire quanto accaduto prima della partita Chievo Napoli e si appresta a presentare un’interrogazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti. «E’ stato un fatto gravissimo», afferma Zardini. «Desidero esprimere la mia solidarietà al titolare e agli avventori del locale, ma non voglio che ci fermiamo alle dichiarazioni. Bene ha fatto il sindaco Sboarina a chiedere immediatamente un incontro al Prefetto per capire quanto sia successo e per modificare le misure di sicurezza durante le partite di calcio, soprattutto quando sono in programma gare delicate».
Questo il video dell'intervento in aula durante la seduta alla Camera dei Deputati

Queste le dichiarazioni di Alan Ceruti, il gestore del Bar Caffe Oro Bianco. [video mp4="http://diegozardini.it/wp-content/uploads/2017/11/Dichiarazioni-Alan-Ceruti-Gestore-Bar-Oro-Bianco.mp4"][/video] Secondo le testimonianze dei presenti, sembra l’assalto fosse organizzato e messo in atto da un gruppo di circa 40 persone che hanno bloccato la via con auto e furgoni. Molte le chiamate al 112 e al 113 da parte degli avventori, ma le forze dell’ordine sono arrivate sul posto quando ormai i delinquenti si erano dileguati. «Già oggi chiederò al ministro dell’Interno di riferire in Parlamento sull’accaduto e presenterà un’interrogazione», assicura Zardini. «Molte persone in città hanno visto già nella mattina di domenica che c’erano gruppi di tifosi napoletani che giravano armati e immagino siano arrivate segnalazioni alle forze dell’ordine ben prima dell’assalto al bar Oro Bianco. Dobbiamo sapere se ci sono stati ritardi nell’intervento delle forze dell’ordine e dobbiamo capire perché non è scattato il divieto di trasferta per i tifosi del Napoli. Si conoscono da decenni le ruggini tra le tifoserie del Napoli e dell’Hellas e pur essendo l’incontro con il Chievo, era facilmente prevedibile che le frange più violente della tifoseria napoletana avrebbero colto l’occasione per scagliarsi contro i luoghi di ritrovo dell’Hellas».
Fonte articoli L'Arena e Corriere di Verona

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