Diego Zardini

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  1. Elezioni: centrosinistra sconfitto, la destra ora dimostri di saper governare

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    Elezioni: centrosinistra sconfitto, la destra ora dimostri di saper governare


    Verona, 26 settembre 2022

    «L’esito del voto è chiaro. Ma prima di tutto voglio ringraziare tutte e tutti i militanti per tutto il sostegno di questi anni ed il Partito Democratico per avermi dato l’opportunità di rappresentare il Paese in Parlamento». Sono le prime parole del deputato veronese Diego Zardini, il giorno successivo le elezioni.

    «Ha vinto il centrodestra, hanno vinto la Meloni e il suo partito ed ora dovranno dimostrare cosa sanno davvero fare, perché governare è cosa diversa dal fare opposizione», prosegue il deputato. «Hanno perso il Pd e il centrosinistra. Non solo la coalizione, ma tutta l’area culturale. Ha perso perché divisa, perché con una legge elettorale maggioritaria chi si divide regala la vittoria agli avversari. La regala. Perché la somma dei voti al proporzionale dell’area culturale di Centrosinistra era maggiore di quella del centrodestra. Ovvero col campo largo che il Pd ha provato a costruire avremmo vinto noi. Con la stessa maggioranza, che a Verona ha fatto vincere Tommasi, la Meloni avrebbe perso».

    «Da questo punto tornerei a lavorare e costruire» conclude Zardini. «Perché possiamo dire quel che si vuole ma non esistono terzi poli, rette vie, con una legge maggioritaria c’è un bipolarismo di fatto; possiamo chiamare i due poli come si crede, sovranisti-europeisti, conservatori-progressisti, ma ci sono sempre la destra e la sinistra. Se non vince la sinistra, vince la destra. Ora faremo un’opposizione seria con nostre proposte forti, determinata sui nostri valori, con in testa il bene comune e l’interesse degli italiani. Cercheremo di ricostruire un campo più competitivo, capace di guardare di più a ciò che unisce da ciò che divide. Non sarà facile ma personalmente su questo terreno spenderò ancora, tutte le mie energie».

  2. Autonomia: Ora ripartire dalle 7 materie proposte dal Partito Democratico

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    Autonomia: Ora ripartire dalle 7 materie proposte dal Partito Democratico.

    Verona, 13 settembre 2022

    «Il percorso dell’autonomia del Veneto riparta immediatamente con la nuova legislatura prendendo come base le proposte avanzate in primavera dal Partito Democratico del Veneto». A chiederlo il deputato veneto Diego Zardini che, ricorda, «come gli unici passi avanti su questo tema siano stati fatti grazie ai governi del centrosinistra, Gentiloni e Conte II».

    «Il Veneto deve lavorare per ottenere le funzioni e le risorse su alcune materie chiave, non su tutte, per la struttura sociale ed economica della nostra regione, deve avviare un confronto con cittadini, istituzioni locali e imprese degli effetti del trasferimento di competenze e, infine, istituire una commissione speciale del Consiglio regionale a supporto delle iniziative della giunta nella trattativa con lo Stato».

    Le competenze richieste non sono mai state oggetto, funzione per funzione, di un dibattito pubblico con i diversi portatori di interesse per misurarne il valore, la stessa utilità o eventuali criticità. Per questo, dice Zardini, «è necessario concentrare l’iniziativa su alcune competenze proprio in funzione delle esigenze di crescita e rafforzamento della struttura produttiva regionale».

    Queste le sette competenze richieste dal PD del Veneto: politiche attive del lavoro; integrazione tra politiche attive e politiche passive; organizzazione delle fondazioni ITS; sistema integrato di istruzione professionale e di istruzione e formazione professionale; internazionalizzazione delle imprese; governo del territorio in funzione della rigenerazione urbana; prevenzione del rischio sismico

    Tra le altre iniziative il Pd propone l’avvio di una consultazione e di un confronto con le forze economiche e sociali, le categorie produttive e i portatori di interesse sulle esigenze per migliorare il rapporto tra la Regione e istituzioni locali, enti, cittadini e imprese alla luce dell’eventuale trasferimento di competenze.

    «Le risorse devono essere conseguenti alle scelte fatte», conclude il deputato. «Le competenze richieste su specifiche materie e per determinate funzioni comportano il trasferimento su scala regionale delle relative risorse umane, materiali logistiche e finanziarie. L’obiettivo non può che essere il miglioramento della vita dei cittadini e un rapporto più semplice con la pubblica amministrazione».

    Rimangono valide le ragioni di fondo a sostegno di un’attuazione equilibrata del regionalismo differenziato, vale a dire la valorizzazione, all’interno della cornice unitaria dello Stato, delle diverse capacità dei diversi livelli di governo in modo che i cittadini possano ottenere, nel rispetto del principio di sussidiarietà, i migliori servizi dal livello di governo più adeguati ed efficiente in quel settore.

  3. Pnrr e politiche innovative salveranno la montagna veronese

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    Pnrr e politiche innovative salveranno la montagna veronese.

    Verona, 8 settembre 2022

    Nel nostro Paese e anche nel Veronese emergono progetti innovativi come quello della scuola di San Mauro riportato da L’Arena che possono rilanciare la montagna.

    Nel programma del Pd una matrice di fondo è il superamento dei divari. Anche per quelli territoriali noi crediamo che possa essere fondamentale l’uso delle risorse del Pnrr per favorire questo processo di sviluppo sostenibile che possa ripopolare le terre alte. La sfida del cambiamento climatico farà tornare competitive queste aree perché nelle città coaotiche, surriscaldate e inquinate, la qualità della vita calerà. Sarà compito delle istituzioni sostenere questa sfida e dare opportunità a chi la montagna non l’ha mai lasciata, la ama e vorrebbe viverci. Servizi essenziali e innovazione digitale, unite a politiche coraggiose possono darci un meritato rilancio. Ecco perché il Pd ha messo nel suo programma questa priorità.

    Sostenere la capacità di gestione degli investimenti per i comuni è fondamentale perché dopo la realizzazione delle opere finanziate dal Pnrr ci sono le spese correnti collegate alla gestione dei servizi che quelle opere consentono di erogare.

    Per questo dobbiamo metterci in una logica di gestione integrata dei servizi, soprattutto per quei territori delle aree interne dove stanno i comuni più piccoli per dimensione demografica. Il che significa pensare a un ambito ottimale in cui le opere pubbliche vanno realizzate, magari utilizzando i contenitori già esistenti. In primis le province, ma mi vengono in mente anche le unioni dei comuni e le unioni montane, perché è chiara l’impossibilità di pianificare l’intero ciclo della rete scolastica o quello della sanità sul singolo comune da mille, tremila o cinquemila abitanti. Però la risposta non può essere che in quei territori non eroghiamo i servizi formativi o collegati alla salute, ma lavorare per ambiti ottimali. Attraverso il Pnrr possiamo ripensare l’articolazione dei servizi in queste zone e deve essere un processo che riguarda non solo lo stato centrale ma anche le regioni.

    Diego Zardini

  4. Elezioni: partita aperta, ce la giochiamo anche in Veneto

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    Elezioni: partita aperta, ce la giochiamo anche in Veneto.
    Il deputato Diego Zardini al termine della Direzione nazionale del PD


    Roma, 26 luglio 2022

    «Il Partito Democratico affronterà a viso aperto la sfida elettorale, con rispetto degli avversari, ma determinati a convincere gli elettori casa per casa, strada per strada. Siamo di fronte a un bivio della storia italiana e dobbiamo scegliere quale Italia vogliamo. In Veneto la caduta del governo sta alimentando forti tensioni e un crescente malcontento soprattutto tra le rappresentanza produttive. Il favore ottenuto da Draghi, soprattutto in Veneto è frutto dell’approccio pragmatico del presidente del Consiglio: poche parole, zero annunci e l’interesse del Paese al primo posto, senza pensare a elezioni e sondaggi. Per questo il rammarico pubblico per la sua caduta è tanto forte: é la richiesta di stabilità, di una politica che pensa a governare.
    Le nostre proposte guardano alle emergenze attuali e future, per prima quella ambientale come tema centrale delle politiche di sostenibilità, che hanno riflessi diretti sugli aspetti sociali ed economici. Con noi l’Italia giocherà un ruolo strategico nelle democrazie liberali, europee e occidentali. Dobbiamo portare entusiasmo e speranza alle future generazioni di poter vivere nel pieno delle loro aspettative». Lo afferma il deputato veneto Diego Zardini al termine della direzione nazionale del Partito democratico.

  5. Con la caduta del Governo affossata l’Autonomia

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    Governo. Zardini: «Affossata l’autonomia»
    La sfiducia al governo porta al definitivo stop del dossier
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    Roma, 21 luglio 2022

    «La scelta di affossare il governo risponde a interessi meramente elettorali della destra. È certificato che sia contro gli interessi degli italiani. Tra i tanti provvedimenti che saranno bloccati, dal salario minimo alla sicurezza energetica ce n’è uno in particolare che interessa molto al Veneto. Il dossier autonomia ancora una volta si ferma a un passo dall’approvazione. Con la prossima legislatura dovremo ripartire da zero, o quasi. Sono certo che i tanti veneti che speravano dopo tanto tempo di veder riconosciute forme particolari di autonomia e la gestione di alcune materia, sapranno chi ringraziare». Lo afferma il deputato veneto Diego Zardini.

  6. Sfiduciare il governo è sfiduciare l’Italia

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    Zardini: «Sfiduciare il governo è sfiduciare l’Italia»
    Il deputato accoglie l’appello delle forze produttive e dei sindaci del Veneto

    Roma, 20 luglio 2022

    «Negare la fiducia al governo è negare stabilità all’Italia. Il nostro paese rimane in forte difficoltà per il post pandemia, per gli aumenti dei prezzi di energia e materie prime, per la guerra in Ucraina. Abbiamo estrema necessità di dare continuità all’azione col governo, come chiedono migliaia di imprenditori, sindaci e associazioni di categoria moltissimi dei quali dalle aree più produttive d’Italia, in particolare dal Veneto e dalla provincia di Verona. Draghi al Senato ha fatto oggi un discorso serio rivolto agli italiani. Occorre rinnovare il patto di fiducia tra le forze politiche per un governo di unità nazionale con larga maggioranza parlamentare che sappia e possa affrontare le riforme necessarie. Ora è il momento di rispondere positivamente alla larga mobilitazione sociale e istituzionale. Chi dicesse no al governo direbbe no all’Italia». Lo afferma il deputato veneto Diego Zardini.

  7. Tommasi ha intercettato forte desiderio di cambiamento: non ci saranno rivoluzioni; un passo alla volta con i Veronesi.

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    Tommasi ha intercettato forte desiderio di cambiamento: non ci saranno rivoluzioni; un passo alla volta con i Veronesi.

    Verona, 27 giugno 2022

    «I veronesi avevano un desiderio di cambiamento che è stato espresso chiaramente dal risultato delle elezioni amministrative. I complimenti vanno fatti innanzi tutto a Damiano Tommasi che ha saputo interpretare al meglio la voglia della maggioranza dei veronesi di scrollarsi di dosso il passato e l’etichetta di città chiusa, retrograda poco aperta all’Europa e all’innovazione. La sua campagna elettorale è stata esemplare: costantemente rivolta al futuro non ha mai utilizzato modi o parole denigratori nei confronti degli avversari. Civiltà, educazione e progetti seri pagano, oltre a costringere tutti a misurarsi sui contenuti anziché cercare la polarizzazione dei tifosi. Una considerazione va fatta anche sul Partito Democratico: abbiamo fatto un percorso straordinario sia nella costruzione del programma sia nella tenuta della coalizione. La meta era chiara fin dall’inizio, oltre un anno e mezzo fa, volevamo provare a governare Verona per un semplice motivo: l’amministrazione Sboarina è stata a nostro avviso largamente insufficiente. Nelle piccole e nelle grandi questioni Verona è rimasta isolata, con punte di degrado e con gran parte dei suoi nodi irrisolti. Sapevamo di non essere autosufficienti e per questo abbiamo cercato alleanze ampie con cui condividere idee e progettualità. I cartelli elettorali non ci interessavano e lo abbiamo chiarito da subito. È stato un bene, perché l’unità si cementa se si condividono gli obiettivi, così come è stato positivo che, tutti insieme, siamo riusciti a convincere Damiano Tommasi all’impegno diretto. Verona era e resta una città difficile per il centrosinistra. Abbiamo preferito una figura che potesse unire e che potesse rappresentare la maggioranza dei veronesi oltre le appartenenze partitiche. Piantare bandierine non ci interessava prima e non ci interessa ora. Adesso è il tempo della responsabilità e di mettersi al lavoro per attuare i cambiamenti attesi. Non ci saranno rivoluzioni e non ci saranno stravolgimenti. Faremo un passo alla volta, lo faremo assieme alle cittadine e ai cittadini di Verona. Nessuno escluso». Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini.

  8. Morti sul lavoro: potenziare la prevenzione

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    Morti sul lavoro
    Zardini: «Potenziare la prevenzione»
    Il deputato sugli infortuni nel veronese: «Vicinanza alle famiglie delle vittime»



    Verona, 21 giugno 2022

    «A Verona muoiono ogni anno 20 persone ogni milione di occupati. Tutte le istituzioni, le categorie datoriali, le rappresentanze sindacali si mettano attorno ad un tavolo per contrastare un fenomeno ormai endemico nel tessuto produttivo. Non possiamo assuefarci ad una tragedia quotidiana come questa, occorre reagire con forza ed azioni concrete. Massima vicinanza alle famiglie così gravemente colpite da questa tragedia». Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini.

  9. AGSM: Giusti i premi, non i tempi

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    AGSM: Giusti i premi, non i tempi
    Maldestro tentativo di un sindaco disperato di ingraziarsi i voti dei dipendenti


    Verona, 2 giugno 2022

    «Sincera la mia soddisfazione per un doveroso, seppur tardivo, riconoscimento ai dipendenti di Agsm. Certamente lo meritavano, anche prima dell’ultimo scampolo, speriamo davvero ultimo, di questa amministrazione. Da chiedersi il perché però di pompose dichiarazioni alla stampa. Forse perché siamo a pochi giorni dal voto e Sboarina con la sua squadra temono una bocciatura? Inutile dire che i lavoratori sapranno giudicare l’operato del sindaco uscente al netto del premio che parrebbe essere stato annunciato a tutta la città solo per motivi elettorali. Per farlo sapere ai lavoratori bastava una comunicazione interna». Così commenta il deputato veronese Diego Zardini, segretario di presidenza del gruppo Pd alla Camera con delega al lavoro e alle attività produttive.

  10. Caporalato: cancellare legislazione leghista contro i lavoratori

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    Caporalato: cancellare legislazione leghista contro i lavoratori
    Di lavoro si continua a morire. Colpite le persone più deboli e senza tutele



    Verona, 24 maggio 2022

    «Chiedo al mio partito, il Partito democratico e al suo segretario Enrico Letta, un immediato salto di qualità nell’eliminare tutta legislazione leghista contro i lavoratori. Sono leggi e regolamenti che consentono lo sfruttamento e la morte di lavoratori senza la minima tutela sindacale, normativa e senza neppure un briciolo di solidarietà umana. Lo sappiamo, per la Lega il caporalato non è un vero problema poiché coinvolge persone che non sono nate in Italia, il lavoro nero ‘c’è sempre stato’ quindi è inutile contrastarlo e le misure per il controllo del lavoro sono genericamente ‘burocrazia’ in più per le imprese. Lo ha ribadito il presidente della Provincia di Verona commentando con disumana superficialità la morte di quattro persone in un incidente stradale venerdì scorso. Di lavoro infatti si continua a morire e la Lega quando è stata al governo del Paese ha varato ogni provvedimento utile a ridurre le tutele dei più deboli, cioè gli immigrati, e li ha messi nelle condizioni perfette per essere sfruttati». Lo chiede il deputato veronese Diego Zardini, segretario di presidenza del gruppo Pd alla Camera con delega al lavoro e alle attività produttive.

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