Diego Zardini

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  1. Lavoratori dello spettacolo: aiuti solo dal governo. Zero dalla Regione.

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    Lavoratori dello spettacolo: aiuti solo dal governo. Zero dalla Regione.
    Zardini e Rotta: «20 misure specifiche dallo Stato, non una dalla giunta»


    Verona, 18 settembre 2020

    I lavoratori del comparto spettacolo sono stati tra quelli che più hanno sofferto della crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria. Il settore è caratterizzato da precariato diffuso e occupazioni intermittenti e le misure restrittive che il governo ha dovuto prendere per fermare la pandemia hanno reso ancora più evidenti le problematicità di questi lavoratori.

    «Nel tentativo di arginare gli effetti negativi della crisi», ricorda il deputati veronesi del Partito democratico Diego Zardini e Alessia Rotta, «il governo italiano ha varato fin da marzo scorso, un serie di provvedimenti con misure economiche specifiche per questi lavoratori».

    Sono state autorizzate integrazioni salariali con risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo, misure di sostegno al reddito con le risorse frutto della riscossione dei diritti d’autore pari a 13,5 milioni di euro, due mensilità di indennità speciale di 600 euro e una di 1000 euro per i lavoratori intermittenti e professionisti dello spettacolo; introduzione della cassa integrazione ordinaria e in deroga per i lavoratori dello spettacolo dal vivo, prorogata fino al 31 dicembre; decontribuzione al 100 per cento per sei mesi dei costi del personale assunto a tempo indeterminato e per quattro mesi del personale rientrato dalla cassa integrazione; esenzione della seconda rata IMU per teatri, sale da concerto e spettacoli; riconoscimento dello stesso contributo del 2019 agli enti dello spettacolo; quota FUS ripartita sulla base della media delle percentuali assegnate nel triennio 2017-2019 per le fondazioni liriche; l’anticipo fino all’80 per cento del contributo FUS per gli organismi dello spettacolo; fondo di emergenza da 26,8 milioni di euro per gli operatori dello spettacolo esclusi dal contributo FUS; fondo di emergenza da 5 milioni di euro per gli operatori dello spettacolo viaggiante; fondo di emergenza da 10 milioni per i teatri privati e le piccole sale; fondo di emergenza da 12 milioni per i concerti annullati o sospesi; fondo di emergenza da 10 milioni per i live club e gli organizzatori di concerti; estensione dell’Art Bonus a complessi strumentali, società concertistiche e corali, circhi e spettacoli viaggianti; 10 milioni di euro per realizzare una piattaforma digitale per la cultura e lo spettacolo italiano; recupero dei 60 milioni di euro di residui attivi dell’IMAIE per sostenere artisti, interpreti ed esecutori; voucher di 18 mesi o ristoro monetario per il rimborso per concerti e rappresentazioni annullati causa Covid-19; incremento delle risorse previste dalla legge Bacchelli.

    «Dispiace sottolineare», conclude Rotta, «che alle risorse nazionali non siano state aggiunte risorse regionali, per lo meno in Veneto, che avrebbero contribuito ad alleviare le sofferenze di migliaia di lavoratori. Purtroppo la giunta Zaia, impegnata altrove, non ha messo un euro per i lavoratori dello spettacolo e della cultura del Veneto».

  2. Maurizio Martina a sostegno di Anna Maria Bigon

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    Elezioni a Verona:Maurizio Martina a sostegno di Anna Maria Bigon

    Verona, 15 settembre 2020

    «Dentro le istituzioni abbiamo bisogno di persone con alle spalle esperienze di vita reale perché i cambiamenti che dovremo avviare, a livello nazionale e a livello europeo, possono avere successo solo con politici che sanno come funziona la vita reale delle persone». Lo ha detto l’esponente del Partito democratico, Maurizio Martina, intervenuto a Verona nel corso di un’iniziativa elettorale a sostegno della candidata Anna Maria Bigon.

    I cambiamenti a cui andremo incontro, ha ribadito Martina, saranno epocali e avranno l’Europa al centro. «L’unica possibilità di uscire dalla crisi dovuta alla pandemia e di migliorare le nostre condizioni di vita è affidata al progetto europeo. Oggi lo riconoscono tutti. E le tante risorse impegnate per il nostro Paese devono esprimere l’idea di un modello e di una visione del Paese che riparta dalle persone e dai territori».

    «Che viviamo una fase diversa della storia lo testimonia la riorganizzazione in atto della manifattura lungo l’asse lombardo veneto, nella dorsale che da Milano porta a Venezia. Sta cambiando e molto velocemente, il modo di lavorare, di produrre, di vivere. Abbiamo la possibilità di orientare questa trasformazione perché sia a servizio delle persone. Per questo, lo ribadisco, ciascuno di noi deve fare il suo pezzettino di lavoro, dal segretario di circolo, al parlamentare europeo. Passando ovviamente dai consigli regionali che sono lo snodo di attuazione delle politiche comunitarie e nazionali», ha concluso Martina.

    All’incontro hanno partecipato oltre all’ex segretario del PD, l’eurodeputata Alessandra Moretti e i deputati Alessai Rotta e Diego Zardini.

  3. EMERGENZA ABITATIVA: mai più persone senza casa e case senza inquilini

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    EMERGENZA ABITATIVA
    Zardini, mai più persone senza casa e case senza inquilini


    Verona, 10 settembre 2020


    «La provincia di Verona condivide con Treviso il poco felice primato del numero di comuni ad “alta tensione abitativa”. A Bussolengo, Legnago, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Verona e Villafranca di Verona la mancanza di case è da anni un problema irrisolto. E la giunta regionale della Lega ha persino tentato di aggravarlo».


    Il deputato veronese del Partito democratico, Diego Zardini, snocciola i dati di quella che è, ogni anno di più, un’emergenza nascosta «dalle favolette secondo cui il Veneto è sempre primo in tutto». È sufficiente andarsi a leggere i dati del Sunia, il sindacato degli inquilini per sapere, «prendiamo un anno a caso», dice Zardini, «il 2017, che a fronte di 14.748 domande di alloggi popolari ammesse, in tutta la Regione ne sono stati assegnati 971, mentre sono rimaste in attesa di assegnazione 13.777 domande, pari al 93,42 per cento del totale».


    Proprio quell’anno la maggioranza leghista ha tentato di far passare una legge che prevedeva il raddoppio dei canoni ai nuclei familiari che hanno presentato un Isee-erp superiore a 20 mila euro l’anno. Grazie all’opposizione del Partito democratico, la legge è stata corretta, «ma l’emergenza rimane», dice Zardini. «Ammesso che gli inquilini con Isee superiore a 20 mila euro – in tutto 5.823, cioè il 14,66 per cento del totale – lasciassero le proprie abitazioni, mancherebbero comunque circa 8 mila alloggi per far fronte alla domanda. Senza contare la possibilità, per chi esce dai parametri, di acquistare il proprio alloggio Ater a prezzo calmierato».


    A Verona e provincia il patrimonio immobiliare della Regione Veneto è costituito da 5.103 a cui vanno aggiunti gli oltre 4000 alloggi, di proprietà del Comune di Verona. «Nel nostro territorio sono centinaia dunque le persone interessate dal problema del raddoppio dell’affitto. Ma sono migliaia quelle che attendono di vedersi affidato un alloggio».


    La soluzione della destra, conclude il deputato, «è mettere le persone meno abbienti le une contro le altre, generando conflitti sociali devastanti. Per noi è umanamente inaccettabile. I governi negli ultimi anni hanno messo centinaia di milioni per i nuovi piani di edilizia popolare, cioè per costruire nuove case. Quella è la strada maestra e, dove non è possibile ricordo che ci sono decine di migliaia di case sfitte. La Regione si faccia carico di piani di riqualificazione, così peraltro non consumeremo nuovo suolo. Entro 5 anni non devono più esserci persone senza casa e case senza persone».


    Leggi l’articolo su TgVerona (clicca qui)

  4. Su sanità e ambiente è urgente una svolta

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    L’incuria del territorio e delle città, il consumo di suolo e politiche di ostacolo allo sviluppo della mobilità pubblica ci presentano il conto sotto forma di fragilità, inquinamento e una qualità della vita che peggiora di anno in anno. Bastano fenomeni meteo poco più intensi della normalità per causare allagamenti, distruzioni e decine di milioni di danni, come abbiamo tristemente sperimentato in queste settimane a Verona. L’autunno e poi l’inverno riproporranno a Verona il triste primato delle polveri sottili, perché la Regione non ha pensato ad investimenti su un moderno sistema di trasporto intermodale e di massa per ridurre il traffico privato.
    Serve un cambio di registro nel più breve tempo possibile e i candidati del PD sapranno mettere finalmente l’ambiente al centro di una politica regionale disattenta a queste tematiche.
    Gli obiettivi del Pd per i prossimi 5 anni con Anna Maria Bigon e con Enzo Righetti sono, in estrema sintesi:
    Ambiente e sostenibilità
    Fondi regionali straordinari per la sistemazione idraulica di Verona. Entro 5 anni mai più allagamenti.
    MobilitàMeno traffico, meno inquinamento, meno tempi persi. Entro 5 anni raddoppiamo i mezzi di trasporto e connettiamo la città con la fibra ottica

  5. Zalando, Pd: su situazione Verona serve intervento urgente governo

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    Con la Presidente della Commissione Lavoro Debora Serracchiani e della Commissione Ambiente Alessia Rotta abbiamo chiesto un intervento urgente del ministro del Lavoro che verifichi come mai ci sia stato un cambiamento di strategia cosi radicale all’interno del polo logistico della società Zalando di Nogarole Rocca a Verona, e che prenda subito iniziative in tal senso
    La situazione è molto preoccupante poiché sia dal punto di vista contrattuale e delle assunzioni che delle condizioni di lavoro e delle libertà personali sembrerebbe che la realtà sia molto diversa dal progetto che era stato presentato dalla società agli enti territoriali e ai comuni della zona interessati.

  6. Autostrade: per la prima volta i beni e gli interessi pubblici difesi dal governo

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    Autostrade: per la prima volta i beni e gli interessi pubblici difesi dal governo

    Verona, 16 luglio 2020

    Per la prima volta nella storia repubblicana lo Stato italiano, cioè la collettività, tutti noi, è riuscito ad affermare un principio finora solo enunciato e mai applicato. I beni pubblici, tra cui le infrastrutture sono un bene prezioso e devono essere gestite in modo responsabile, offrendo servizi efficienti e garantendo la piena sicurezza di chi le utilizza. Per la prima volta lo Stato si è dimostrato fermo pur avendo di fronte un interlocutore potentissimo.

    Al netto delle responsabilità penali per il crollo del ponte Morandi di Genova, di cui si sta facendo carico la magistratura, il Governo ha chiesto e ottenuto l’uscita da Aspi del gruppo di riferimento. Le palesi violazioni contrattuali hanno comportato anche l’accettazione del risarcimento da 3,4 miliardi di euro e la rinuncia alla rivalsa sugli anni per i mancati guadagni per tutta la durata della concessione (circa 23 miliardi).

    Autostrade per l’Italia diventerà una public company, aperta a investitori istituzionali e focalizzata nel portare maggiori investimenti in manutenzione e sicurezza sulla rete. Saranno inoltre rimodulate le tariffe, basandosi sulle nuove indicazioni dell’autorità regolatoria (ART).

    L’intervento dello Stato tutela i posti di lavoro e in una prospettiva di lungo periodo offre anzi una visione occupazionale di ampia portata.

    Ora, io auspico che si riveda anche il sistema di controlli e vigilanza per tutte le concessioni, non solo stradali, perché se c’è una cosa che ci insegna questa vicenda è che lo Stato può derogare la gestione, ma deve mantenere salde le funzioni di pianificazione degli interventi e di controllo. Altrimenti l’interesse dei cittadini continuerà ad essere a rischio.

  7. Amministrazioni: Belfiore è un esempio

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    Amministrazioni: Belfiore è un esempio
    Il Comune veronese riduce le tasse alle attività per il lockdown



    Verona, 7 luglio 2020

    «La volontà degli amministratori, nel rispetto delle regole e delle norme, può permettere a tutti i titolari di utenze non domestiche di essere esentati dal pagamento della TARI per i mesi di lockdown. Invito tutti gli amministratori locali come ha fatto il sindaco Alessio Albertini, ad andare incontro alle attività dei loro territori che sono la benzina del nostro Paese».

    Il deputato Diego Zardini plaude l’iniziativa del sindaco e dell’amministrazione di Belfiore, grazie alla quale le attività produttive del comune veronese beneficeranno di una riduzione della TARI pari a 80 giorni nell’anno 2020. Quasi tre mesi, corrispondenti al periodo di chiusura obbligatorio a causa dell’emergenza sanitaria.

    «L’esempio di Belfiore», afferma Zardini, «è la prova che la volontà politica e la capacità amministrativa sono le armi più efficaci per agevolare le imprese e le attività produttive in un contesto estremamente difficile come quello che stiamo vivendo. Albertini conferma inoltre che la politica è utile a tutti quando crea compartecipazione e coesione, non quando divide e tenta di scaricare le proprie responsabilità individuando nemici immaginari. Auspico che tutti gli amministratori veronesi, a cominciare dal sindaco della città capoluogo, evitino di attaccare genericamente il governo e studino quanto nelle rispettive possibilità per andare incontro ai settori del commercio e della produzione, anche utilizzando le ingenti risorse messe a disposizione dallo Stato. In questo momento abbiamo bisogno di coesione e concretezza, non di lagne».

  8. Famiglia: il Governo finanzia i centri estivi

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    Famiglia: il Governo finanzia i centri estivi
    Rotta e Zardini: «Per i Comuni veronesi aderenti quasi 2 milioni»


    Roma, 26 giugno 2020

    Il potenziamento dei centri estivi organizzati dai Comuni sarà sostenuto dallo Stato. Il Dipartimento della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri sta erogando i 135 milioni previsti dal decreto Rilancio (art. 105) ai Comuni che hanno offerto la disponibilità di organizzare attività per i minori tra i 3 e i 14 anni nei mesi da giugno a settembre 2020.

    In provincia di Verona i Comuni aderenti sono 88 e riceveranno in tutto 1 milione 935 mila euro. A questi fondi si aggiungerà un successivo riparto destinato al contrasto della povertà educativa e ad aumentare le opportunità culturali e educative dei minori.

    «L’iniziativa del governo», sottolineano i deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini, «risponde a più esigenze: consentire ai genitori di riprendere a lavorare dopo molte settimane di chiusura; alleggerire i costi dei centri estivi sia per chi li organizza, i Comuni, sia per chi ne usufruisce, le famiglie; aumentare il numero di centri disponibili, in considerazione delle precauzioni e dell’impossibilità di frequentazione dello stesso numero di bambini previsto negli anni precedenti».

    Ma è soprattutto il primo punto su cui i rappresentanti si concentrano: «Abbiamo sacrificato due mesi di lavoro che si traducono in diversi punti di Pil, con un aumento significativo del debito. Adesso, prima torniamo tutti a lavorare, prima recuperiamo produttività, più veloce saranno le nostre capacità di recupero. È importante dunque che le famiglie vengano sostenute, perché il contributo di lavoratrici e lavoratori alla ripresa sarà decisivo».

    «Ricordiamo poi che le famiglie possono richiedere il bonus baby sitter o per il centro estivo stabilito dal governo con il decreto Rilancio e che ogni nucleo familiare può vedersi riconosciuto un contributo fino a 2.000 euro».

    Le attività potranno essere realizzate al più presto e gli interventi saranno attuati dai singoli Comuni anche in collaborazione con enti pubblici e con enti privati, con particolare riguardo a servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia paritarie, a scuole paritarie di ogni ordine e grado, a enti del terzo settore, a imprese sociali e a enti ecclesiastici e di culto dotati di personalità giuridica.

    I criteri di ripartizione dei finanziamenti sono basati sulla popolazione di bambini e minori tra i 3 e i 14 anni presente in ciascun Comune.

  9. Manutenzione viaria: dal MIT 5,2 milioni per le strade provinciali

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    Manutenzione viaria: dal MIT 5,2 milioni per le strade provinciali

    Roma, 15 giugno 2020

    Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha stanziato oltre cinque milioni e 200 mila euro per la messa in sicurezza della rete viaria della provincia di Verona per il periodo 2019 – 2033. Lo rendono noto i deputati veronesi del Partito democratico Alessia Rotta e Diego Zardini. «L’intervento», spiegano i deputati, «rientra nel quadro di un programma straordinario di manutenzione delle infrastrutture stradali. Le risorse garantiranno la messa in sicurezza delle nostre strade e potranno essere utilizzate prioritariamente su ponti, viadotti e gallerie e per monitorare anche attraverso dispositivi tecnologici e sensori la stabilità delle strutture».

    Il piano straordinario di manutenzioni stradali era stato deciso dai precedenti governi a guida Pd e potrà rappresentare uno strumento fondamentale per contrastare e prevenire il degrado della rete stradale e gli incidenti.

    Le risorse saranno trasferite alla Provincia di Verona entro il 30 giugno di ogni anno in base al programma quinquennale di interventi che la stessa Provincia dovrà redigere.

    I fondi del 2019 saranno invece trasferiti entro il 30 giugno 2020 e saranno utilizzati per interventi di manutenzione straordinaria ritenuti urgenti e non necessitano di preventiva programmazione.

    Il trasferimento delle risorse relative alle successive annualità è effettuato sulla base del Programma quinquennale 2020 – 2024 che la Provincia deve presentare alla Direzione generale per le strade e le autostrade e per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture stradali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti inderogabilmente entro il 31 ottobre 2020, data di scadenza della presentazione del programma 2021 – 2024.

  10. CONTRIBUTI STATALI: agli enti locali subito 1 miliardo

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    CONTRIBUTI STATALI


    Agli enti locali subito 1 miliardo
    Zardini: «Il governo in soccorso di Comuni e Province. Entro l’estate in totale saranno erogati 6 miliardi di euro». Riepilogo delle misure nazionali ed europee


    Verona, 2 giugno 2020


    «La prima tranche di 1.150 milioni di euro erogata la settimana scorsa ai Comuni e alle Province in tutta Italia è la risposta del governo alle esigenze degli amministratori locali». Il deputato veronese Diego Zardini ricorda che gli enti locali negli oltre due mesi di blocco dovuto al Coronavirus hanno subito un calo drastico di entrate tra cui tributi, rette scolastiche, abbonamenti di impianti sportivi e altro.


    Il governo, grazie anche al lavoro del sottosegretario all’Interno Achille Variati, ha stanziato la settimana scorsa 3,5 miliardi di euro come contributo straordinario per consentire agli enti locali di esercitare le proprie funzioni e continuare a fornire servizi ai cittadini. I fondi anticipati venerdì sono circa un terzo del totale stanziato. «Entro la fine di giugno a Comuni e Province arriverà il saldo e c’è l’impegno della maggioranza in Parlamento e del Governo per stanziare ulteriori 3 miliardi di euro, sempre per gli enti locali, entro l’estate. Per i Comuni e le Province del Veneto sono dunque subito disponibili 84,5 milioni di euro e ne arriveranno altri 169 alla fine di questo mese. Dall’inizio della pandemia si tratta della terza misura decisa dal governo a sostegno degli enti locali, dopo il contributo a sostegno dei fabbisogni alimentari (400 milioni in Italia, 28 milioni in Veneto) e l’anticipo del contributo di solidarietà avvenuto nel corso di maggio».


    Il riepilogo di tutte le misure finanziarie decise a livello europeo e nazionale a sostegno dell’occupazione, delle imprese, del commercio.


    IL DECRETO cd CURA ITALIA (D.L. 17 MARZO 2020, N. 18)


    Prevede un insieme organico di misure fiscali e di politica economica volte ad assicurare il necessario supporto economico ai cittadini e alle imprese di tutto il Paese agendo lungo quattro linee principali di intervento.
    1. il potenziamento del sistema sanitario.
    2. la protezione del lavoro e dei redditi con misure volte a proteggere i redditi e il lavoro ed evitare l’aumento delle disuguaglianze e della disoccupazione attraverso l’estensione della platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali esistenti (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, il Fondo di Integrazione Salariale e la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga); la riduzione in toto o in parte l’orario di lavoro dei dipendenti e la sospensione dei licenziamenti per motivi economici durante il periodo di emergenza.
    3. la liquidità delle imprese e delle famiglie: dispone lo slittamento delle scadenze fiscali relative a oneri tributari e contributivi; prevede l’obbligo di mantenimento delle linee di credito delle banche per rispondere all’eccezionalità̀ e urgenza di liquidità soprattutto delle piccole e medie imprese (PMI); riconosce garanzie dello Stato su finanziamenti ed esposizioni assunte dalla Cassa Depositi e Prestiti in favore di banche e intermediari finanziari che eroghino finanziamenti alle imprese colpite dall’emergenza e operanti in specifici settori.
    4. la sospensione delle scadenze per il versamento delle imposte: prevede aiuti settoriali per comparti danneggiati, quali turistico-alberghiero, trasporti, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport e istruzione.


    IL DECRETO cd. LIQUIDITÀ (D.L. 8 APRILE 2020, N. 23)


    Rafforzate le misure per il sostegno della liquidità di famiglie e imprese assicurando un’erogazione di credito all’economia per 400 miliardi, che si sommano ai 350 miliardi previsti dal decreto Cura Italia.


    1) un ulteriore rinvio di adempimenti fiscali da parte di lavoratori e imprese;
    2) il potenziamento delle garanzie concesse sui prestiti delle imprese colpite dall’emergenza, a condizione che i finanziamenti siano destinati alle attività produttive localizzate in Italia;
    3) una maggiore celerità dei pagamenti della Pubblica amministrazione verso i propri fornitori;
    4) l’estensione del Golden power, ovvero dello strumento che consente allo Stato di autorizzare preventivamente operazioni societarie in imprese operanti in settori strategici per il sistema Paese, quali quello creditizio, assicurativo, acqua, energia, al fine di bloccare scalate ostili.


    IL DECRETO cd. RILANCIO


    – Integrato di 1.500 milioni di euro per l’anno 2020 il Fondo per le emergenze nazionali istituito presso la Protezione civile, di cui 1.000 milioni di euro da destinare agli interventi di competenza del commissario straordinario.
    – Aiuti di stato: introdotta la possibilità di beneficiare di aiuti di stato in deroga al c.d. principio Deggendorf, per sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia di coronavirus.
    – Istituito un Fondo di 1,5 miliardi di euro per l’anno 2020 per l’esercizio delle funzioni in materia di sanità, assistenza e istruzione delle Regioni e delle Province autonome.
    – Istituito un Fondo di 200 milioni di euro per l’anno 2020 in favore dei comuni ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza e i comuni dichiarati zona rossa.
    – Previsto uno stanziamento fondo aggiuntivo di 40 milioni di euro per le emittenti locali che sono in prima linea nell’informazione di emergenza, al fine di garantire che sia veicolata l’informazione riguardante l’emergenza Covid-19 dell’autorità governativa nazionale, del parlamento e della protezione civile, all’interno degli spazi informativi delle emittenti locali stesse.
    – Previste ulteriori misure a tutela della salute e della sicurezza, a sostegno alle imprese e all’economia, tra le quali rientrano specifiche previsioni per gli aiuti di Stato, misure in favore dei lavoratori, per la disabilità e la famiglia.
    – Previste misure fiscali e disposizioni per la tutela del risparmio nel settore creditizio, nonché misure di settore riguardanti tutti gli ambiti istituzionali: per il turismo e la cultura, per l’editoria, per le infrastrutture e i trasporti, per lo sport, per l’agricoltura, per l’ambiente, in materia di giustizia, istruzione, università e ricerca, per l’innovazione tecnologica, per la coesione territoriale.
    – Introdotte disposizioni per accelerare i concorsi e alla disciplina in materia di lavoro agile e di personale delle pubbliche amministrazioni


    LA RISPOSTA DELL’EUROPA


    1 Stop al patto di stabilità. Gli Stati membri possono utilizzare maggiori risorse in deficit per fare fronte alla crisi.
    2 SURE. Strumento di sostegno al reddito e di protezione dei lavoratori. Finanziato con 100 miliardi di euro e attivo non appena gli stati membri avranno fornito le loro garanzie sui prestiti.
    3 Liquidità per le piccole e medie imprese. Investimenti BEI (Banca europea per gli investimenti) di 20 miliardi di euro, più 1 miliardo dal bilancio UE.
    4 Aiuti di stato. La Commissione ha adottato norme temporanee sugli aiuti di Stato che consentono ai governi di fornire liquidità all’economia per sostenere i cittadini e le imprese, in particolare le PMI, e salvaguardare i posti di lavoro nell’UE
    5 La Banca Centrale Europea ha programmato l’acquisto di 750 miliardi di euro di titoli pubblici e privati durante la crisi, in aggiunta al programma da 120 miliardi di euro stabilito in precedenza.
    6 La Commissione europea ha varato un piano di rilancio che comprende la rimodulazione del bilancio pluriennale 2021-2028 pari a 1.100 miliardi di euro e il reperimento di ulteriori 750 miliardi di euro raccolti sul mercato obbligazioni che finanzieranno 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di possibili prestiti agli Stati membri. La ripartizione vede l’Italia come primo beneficiario con 81,807 miliardi di euro in sovvenzioni e la possibilità di richiedere prestiti agevolati fino a 90,938 miliardi, per un totale di finanziamenti pari a 172,745 miliardi di euro.