Separare violenti da proteste legittime

     

Separare violenti da proteste legittime
Zardini: «Non confondere disagio di commercianti e gestori di locali con chi tenta di destabilizzare il Paese. Prime vittime delle violenze sono gli esercenti pubblici»


Verona, 30 ottobre 2020

«Isolare, denunciare e colpire i violenti. Chi rompe vetrine dei negozi, sfascia i plateatici e crea un clima da guerriglia danneggia in primo luogo le persone e i lavoratori che vivono in città». Il deputato veronese Diego Zardini chiede alle autorità di perseguire con forza i gruppi e i movimenti che stanno tentando, anche a Verona, di approfittare delle enormi difficoltà causate dalla pandemia per alimentare tensioni sociali.

«Le proteste pacifiche dei commercianti e dei gestori dei locali non solo sono legittime, ma vanno ascoltate e prese in considerazione», afferma Zardini. Queste categorie di lavoratori stanno sopportando con grande senso di responsabilità un carico enorme per arginare la circolazione del virus. Le manifestazioni violente danneggiano soprattutto loro: materialmente, distruggendo i loro luoghi di lavoro e strategicamente, poiché molti rischiano di confondere gli oggettivi disagi di una categoria con la violenza eversiva di individui collaterali a movimenti politici. C’è, e deve restare evidente e ben distinto, il confine netto tra questi due aspetti. Chiedo di collaborare con le forze dell’ordine per segnalare e denunciare comportamenti violenti».

Ai commercianti, ai gestori di bar, ristoranti e locali Zardini si rivolge infine con un appello: «Capiamo le enormi difficoltà a cui siete sottoposti. Purtroppo i dati sui contagi sono in vertiginoso aumento e i rischi per la salute di tutti, per la tenuta del sistema sanitario e di conseguenza per l’economia italiana, in questo momento sono altissimi. Non ci sono alternative alle chiusure, che però sono state limitate proprio in considerazione delle esigenze economiche delle categorie. Il governo ha predisposto una serie di ristori che saranno erogati direttamente dal’Agenzia delle Entrate entro pochi giorni nella misura che va dal 200 al 400 per cento del fatturato perso. Inoltre, chi non ha già fatto domanda nei mesi primaverili, può farne richiesta in modo semplice e diretto. Infine, se i gestori, i commercianti e i lavoratori della ristorazione, anche attraverso i rispettivi rappresentanti di categoria, hanno idee e proposte per garantire il loro lavoro e allo stesso tempo assicurare il contrasto alla diffusione del virus, penso che dovrebbero esprimerle apertamente. A noi il dovere di ascoltarle. Questo è il momento di lavorare insieme e di stare tutti dalla stessa parte per sconfiggere la pandemia».

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