DISCARICA PESCANTINA: soldi al Veneto in estate 2020, ma i lavori non cominceranno prima di fine 2021. Sollecitano il Ministero a intervenire.

     




DISCARICA PESCANTINA
Soldi al Veneto in estate 2020, ma i lavori non cominceranno prima di fine 2021
Rotta e Zardini sollecitano il Ministero a intervenire. L’inquinamento avanza e le bonifiche sono in ritardo


Roma, 4 maggio 2021


«I soldi sono stati stanziati nel 2017 e versati alla Regione da quasi un anno, ma i lavori a Pescantina non cominceranno, al meglio, prima della fine del 2021». I deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini hanno sollecitato con un’interrogazione il MInistero della Transizione Ecologica ad adottare iniziative di vigilanza nei confronti della Regione e del Comune di Pescantina per evitare ulteriori ritardi nei lavori e l’espandersi dell’inquinamento.


Da quello che sappiamo, affermano i due deputati, «l ministero della Transizione Ecologica riunirà entro breve tempo il Comitato d’indirizzo e controllo dell’Accordo di Programma, allo scopo di verificare lo stato di attuazione degli interventi per la bonifica della discarica di Ca’ Filissine di Pescantina e tutelare la salute dei cittadini».


«Nonostante la disponibilità dei fondi da parte dell’allora MInistero dell’Ambiente risalga alla metà del 2017, la Regione ha perso quasi due anni per stipulare un accordo con il Comune di Pescantina siglandolo solo a fine 2019. L’anno scorso, in attuazione dell’accordo di programma, il Ministero ha trasferito alla Regione Veneto oltre metà della somma necessaria agli interventi di bonifica», ricordano i deputati. «In tutto 35 milioni 408 mila e 369 euro su un totale di oltre 64 milioni di finanziamento. Quelle risorse servono per dare immediata realizzazione alle attività nella discarica. La lentezza burocratica della Regione Veneto ancora una volta sta purtroppo ritardando l’esecuzione delle opere, alcune delle quali hanno carattere di emergenza in quanto il sito continua a inquinare».


Come in molti altri settori, concludono Rotta e Zardini, «verifichiamo che la reale difficoltà di questo paese rimane la capacità di utilizzare le risorse, cioè di spendere e spesso dipende dalla moltiplicazione dei livelli burocratici, decisionali e di potere. Le Regioni, e il Veneto in particolare, da questo punto di vista sono un formidabile ‘rallentatore’ degli investimenti pubblici».

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