CONTRIBUTI STATALI: agli enti locali subito 1 miliardo

     

CONTRIBUTI STATALI


Agli enti locali subito 1 miliardo
Zardini: «Il governo in soccorso di Comuni e Province. Entro l’estate in totale saranno erogati 6 miliardi di euro». Riepilogo delle misure nazionali ed europee


Verona, 2 giugno 2020


«La prima tranche di 1.150 milioni di euro erogata la settimana scorsa ai Comuni e alle Province in tutta Italia è la risposta del governo alle esigenze degli amministratori locali». Il deputato veronese Diego Zardini ricorda che gli enti locali negli oltre due mesi di blocco dovuto al Coronavirus hanno subito un calo drastico di entrate tra cui tributi, rette scolastiche, abbonamenti di impianti sportivi e altro.


Il governo, grazie anche al lavoro del sottosegretario all’Interno Achille Variati, ha stanziato la settimana scorsa 3,5 miliardi di euro come contributo straordinario per consentire agli enti locali di esercitare le proprie funzioni e continuare a fornire servizi ai cittadini. I fondi anticipati venerdì sono circa un terzo del totale stanziato. «Entro la fine di giugno a Comuni e Province arriverà il saldo e c’è l’impegno della maggioranza in Parlamento e del Governo per stanziare ulteriori 3 miliardi di euro, sempre per gli enti locali, entro l’estate. Per i Comuni e le Province del Veneto sono dunque subito disponibili 84,5 milioni di euro e ne arriveranno altri 169 alla fine di questo mese. Dall’inizio della pandemia si tratta della terza misura decisa dal governo a sostegno degli enti locali, dopo il contributo a sostegno dei fabbisogni alimentari (400 milioni in Italia, 28 milioni in Veneto) e l’anticipo del contributo di solidarietà avvenuto nel corso di maggio».


Il riepilogo di tutte le misure finanziarie decise a livello europeo e nazionale a sostegno dell’occupazione, delle imprese, del commercio.


IL DECRETO cd CURA ITALIA (D.L. 17 MARZO 2020, N. 18)


Prevede un insieme organico di misure fiscali e di politica economica volte ad assicurare il necessario supporto economico ai cittadini e alle imprese di tutto il Paese agendo lungo quattro linee principali di intervento.
1. il potenziamento del sistema sanitario.
2. la protezione del lavoro e dei redditi con misure volte a proteggere i redditi e il lavoro ed evitare l’aumento delle disuguaglianze e della disoccupazione attraverso l’estensione della platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali esistenti (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, il Fondo di Integrazione Salariale e la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga); la riduzione in toto o in parte l’orario di lavoro dei dipendenti e la sospensione dei licenziamenti per motivi economici durante il periodo di emergenza.
3. la liquidità delle imprese e delle famiglie: dispone lo slittamento delle scadenze fiscali relative a oneri tributari e contributivi; prevede l’obbligo di mantenimento delle linee di credito delle banche per rispondere all’eccezionalità̀ e urgenza di liquidità soprattutto delle piccole e medie imprese (PMI); riconosce garanzie dello Stato su finanziamenti ed esposizioni assunte dalla Cassa Depositi e Prestiti in favore di banche e intermediari finanziari che eroghino finanziamenti alle imprese colpite dall’emergenza e operanti in specifici settori.
4. la sospensione delle scadenze per il versamento delle imposte: prevede aiuti settoriali per comparti danneggiati, quali turistico-alberghiero, trasporti, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport e istruzione.


IL DECRETO cd. LIQUIDITÀ (D.L. 8 APRILE 2020, N. 23)


Rafforzate le misure per il sostegno della liquidità di famiglie e imprese assicurando un’erogazione di credito all’economia per 400 miliardi, che si sommano ai 350 miliardi previsti dal decreto Cura Italia.


1) un ulteriore rinvio di adempimenti fiscali da parte di lavoratori e imprese;
2) il potenziamento delle garanzie concesse sui prestiti delle imprese colpite dall’emergenza, a condizione che i finanziamenti siano destinati alle attività produttive localizzate in Italia;
3) una maggiore celerità dei pagamenti della Pubblica amministrazione verso i propri fornitori;
4) l’estensione del Golden power, ovvero dello strumento che consente allo Stato di autorizzare preventivamente operazioni societarie in imprese operanti in settori strategici per il sistema Paese, quali quello creditizio, assicurativo, acqua, energia, al fine di bloccare scalate ostili.


IL DECRETO cd. RILANCIO


– Integrato di 1.500 milioni di euro per l’anno 2020 il Fondo per le emergenze nazionali istituito presso la Protezione civile, di cui 1.000 milioni di euro da destinare agli interventi di competenza del commissario straordinario.
– Aiuti di stato: introdotta la possibilità di beneficiare di aiuti di stato in deroga al c.d. principio Deggendorf, per sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia di coronavirus.
– Istituito un Fondo di 1,5 miliardi di euro per l’anno 2020 per l’esercizio delle funzioni in materia di sanità, assistenza e istruzione delle Regioni e delle Province autonome.
– Istituito un Fondo di 200 milioni di euro per l’anno 2020 in favore dei comuni ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza e i comuni dichiarati zona rossa.
– Previsto uno stanziamento fondo aggiuntivo di 40 milioni di euro per le emittenti locali che sono in prima linea nell’informazione di emergenza, al fine di garantire che sia veicolata l’informazione riguardante l’emergenza Covid-19 dell’autorità governativa nazionale, del parlamento e della protezione civile, all’interno degli spazi informativi delle emittenti locali stesse.
– Previste ulteriori misure a tutela della salute e della sicurezza, a sostegno alle imprese e all’economia, tra le quali rientrano specifiche previsioni per gli aiuti di Stato, misure in favore dei lavoratori, per la disabilità e la famiglia.
– Previste misure fiscali e disposizioni per la tutela del risparmio nel settore creditizio, nonché misure di settore riguardanti tutti gli ambiti istituzionali: per il turismo e la cultura, per l’editoria, per le infrastrutture e i trasporti, per lo sport, per l’agricoltura, per l’ambiente, in materia di giustizia, istruzione, università e ricerca, per l’innovazione tecnologica, per la coesione territoriale.
– Introdotte disposizioni per accelerare i concorsi e alla disciplina in materia di lavoro agile e di personale delle pubbliche amministrazioni


LA RISPOSTA DELL’EUROPA


1 Stop al patto di stabilità. Gli Stati membri possono utilizzare maggiori risorse in deficit per fare fronte alla crisi.
2 SURE. Strumento di sostegno al reddito e di protezione dei lavoratori. Finanziato con 100 miliardi di euro e attivo non appena gli stati membri avranno fornito le loro garanzie sui prestiti.
3 Liquidità per le piccole e medie imprese. Investimenti BEI (Banca europea per gli investimenti) di 20 miliardi di euro, più 1 miliardo dal bilancio UE.
4 Aiuti di stato. La Commissione ha adottato norme temporanee sugli aiuti di Stato che consentono ai governi di fornire liquidità all’economia per sostenere i cittadini e le imprese, in particolare le PMI, e salvaguardare i posti di lavoro nell’UE
5 La Banca Centrale Europea ha programmato l’acquisto di 750 miliardi di euro di titoli pubblici e privati durante la crisi, in aggiunta al programma da 120 miliardi di euro stabilito in precedenza.
6 La Commissione europea ha varato un piano di rilancio che comprende la rimodulazione del bilancio pluriennale 2021-2028 pari a 1.100 miliardi di euro e il reperimento di ulteriori 750 miliardi di euro raccolti sul mercato obbligazioni che finanzieranno 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di possibili prestiti agli Stati membri. La ripartizione vede l’Italia come primo beneficiario con 81,807 miliardi di euro in sovvenzioni e la possibilità di richiedere prestiti agevolati fino a 90,938 miliardi, per un totale di finanziamenti pari a 172,745 miliardi di euro.

Rispondi