Garda: firmata convenzione per nuovo collettore

     



GARDA
Firmata convenzione per nuovo collettore
Verona, 20 Dicembre 2017
È stato firmato pochi minuti fa al ministero dell’Ambiente la convenzione operativa per la realizzazione del nuovo collettore del Garda. Con l’intesa, il ministero mette a disposizione 100 milioni di euro per le opere e stabilisce la suddivisione dei compiti tra enti locali e aziende pubbliche. L’accordo è stato siglato dai rappresentanti del ministero e delle regioni Veneto e Lombardia, dall’ufficio d’ambito di Brescia, dal consiglio di bacino “Veronese” e dall’associazione temporanea di scopo “Garda Ambiente”. Alla firma hanno partecipato anche i deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini, artefici di un’opera di convincimento e di pressione nei confronti del governo durata anni e risolta positivamente la scorsa estate.
Il sindaco Giovanni Peretti, presidente di Ats rileva il «grande risultato. L’obiettivo comincia a essere in vista. Come Ats ci siamo impegnati perché tutti i sindaci compartecipino alla spesa. Ora dovremo decidere insieme quali saranno le ripartizioni, ma intanto sottolineiamo che è un tavolo di regia che ha funzionato».
«La firma del protocollo è il riconoscimento dell'importanza del lago di Garda», afferma la deputata veronese Alessia Rotta. «Il lago è un sito di interesse nazionale, cui sono destinate risorse, interesse e opere. Ringrazio in particolare il ministro Luca Lotti - che per primo da segretario del Cipe ci ha ascoltati – il ministro Gianluca Galletti e la direttrice Gaia Checcucci per averci con pazienza seguito. Ma il pensiero non può non andare ad Alberto Tomei che ha tanto lavorato per ottenere questo risultato e che oggi ci manca più che mai».
«Una giornata storica per il Garda», afferma il deputato veronese Diego Zardini. «che premia anni di lavoro fatti insieme con la collega Alessia Rotta. Ma, al di là della soddisfazione personale, il risultato più importante è per l’ambiente, per il lago e per tutti cittadini. Con il rifacimento del sistema di depurazione e di convogliamento delle acque bianche e nere, metteremo in sicurezza l’intero bacino».
Grazie all’accordo il ministero dell’Ambiente mette a disposizione 100 milioni di euro 60, per coprire i lavori sulla sponda bresciana e 40 per coprire quelli sulla sponda veronese. Sempre il ministero anticiperà 700 mila euro per la progettazione esecutiva dell’opera.

Fonte foto articolo: L'Arena

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Antenne Torricelle: incontro a Roma

     

Il servizio del TgVerona di Telenuovo
Al Ministero delle Comunicazioni per affrontare il tema delle antenne sulla torricella Massimiliana. Nel rispetto del ruolo di ciascuna amministrazione, occorre sbloccare la situazione per salvaguardare tutti gli interessi in campo: dei cittadini al rispetto delle regole, delle emittenti di poter trasmettere, dell'informazione di svolgere il suo ruolo democratico. La politica può e deve contemperare le esigenze di tutti e ieri abbiamo fatto un passo avanti.

Fonte foto articolo: L'Arena

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Scuola: assicurare i finanziamenti alle scuole dell’infanzia paritarie

     


SCUOLA Zardini: «Assicurare i finanziamenti alle scuole dell’infanzia paritarie» Servono 50 milioni di euro. A Verona interessate 204 materne con quasi 18 mila bambini
Verona, 19 Dicembre 2017
Salvare il totale dei finanziamenti per le scuole dell’infanzia non statali. È l’obiettivo del deputato veronese Diego Zardini che ha presentato con alcuni colleghi un emendamento alle legge di stabilità 2018 chiedendo di mantenere le coperture finanziarie previste per le scuole paritarie.
«Stiamo lavorando per cercare la copertura di circa 50 milioni di euro», afferma Zardini durante una pausa dei lavori parlamentari. «Per il Veneto e per Verona il supporto offerto alle famiglie dalle scuole dell’infanzia non statali è fondamentale».
Le scuole paritarie, gestite da Comuni, parrocchie o associazioni, coprono i buchi di un’offerta largamente insufficiente, favoriscono l’inserimento lavorativo delle donne e, di conseguenza, l’incremento del reddito familiare e infine fanno risparmiare allo stato oltre mezzo miliardo di euro l’anno solo per il Veneto. La spesa pubblica per ogni bambino iscritto a una scuola dell’infanzia paritaria, compreso il contributo regionale, non supera i 600 euro l’anno, mentre per ogni bambino iscritto alla scuola statale è di oltre 6.500 euro l’anno.
«Sono quasi 18 mila i bambini iscritti nelle 204 scuole paritarie di Verona e provincia, oltre il 70 per cento del totale degli iscritti», ricorda Zardini. «Con i colleghi del Partito Democratico in commissione bilancio stiamo lavorando col Ministero delle Finanze perché trovi le coperture per assicurare questo indispensabile servizio alle famiglie».

Fonte foto articolo: L'Arena

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Piccoli Comuni: aumentano i fondi a disposizione

     


Verona, 16 Dicembre 2017
Piccoli Comuni. Aumentano i fondi a disposizione. La legge di bilancio stanzia altri 60 milioni per lo sviluppo dei borghi.
Sessanta milioni di euro in più per sostenere lo sviluppo dei piccoli Comuni. L’aumento della dotazione è stato deciso dalla Commissione Bilancio della Camera in fase di discussione della legge di Bilancio. Le aree oggi in condizioni di maggior difficoltà potranno usufruire di uno specifico stanziamento di 160 milioni per il periodo dal 2017 al 2023. A beneficiarne, in particolare, i Comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; caratterizzati da marcata arretratezza economica; nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento generale della popolazione effettuato nel 1981; caratterizzati da condizioni di disagio insediativo, sulla base di specifici parametri definiti in base all’indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all’indice di ruralità. «La legge Realacci», afferma il deputato veronese Diego Zardini, «offre una serie di strumenti legislativi che consentono finalmente alle amministrazioni di avviare iniziative concrete per lo sviluppo di itinerari turistici, di tutela ambientale e di valorizzazione delle attività produttive. La dotazione finanziaria originariamente prevista in 100 milioni di euro per investimenti di tutela ambientale e altre iniziative ora arriva a 160 milioni. A questi si aggiungono 54 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione del sistema nazionale di ciclovie turistiche. I finanziamenti saranno erogati dal Ministero degli Interni per quel che riguarda alcune attività e, soprattutto, dal Ministero per gli Affari Regionali con parametri che terranno conto dell’effettivo svantaggio del comune beneficiario». «Un passo avanti importante», continua Zardini «anche se ci batteremo perché ci siano in futuro ulteriori risorse aggiuntive. E soprattutto perché siano effettivamente attuate tutte le importanti misure previste dalla legge per valorizzare i Piccoli Comuni e farne una chiave per il futuro di un’Italia che scommette sulle comunità, sulla qualità, sul territorio e sulla cultura. Come è già accaduto per lo stop alla chiusura degli Uffici Postali».
Queste le misure principali della legge Realacci per la valorizzazione dei Piccoli Comuni: - diffusione della banda larga e misure di sostegno per l’artigianato digitale; - semplificazione per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento anche per la loro conversione n alberghi diffusi; - interventi di manutenzione del territorio con priorità per la tutela dell’ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico; - messa in sicurezza di strade e scuole e interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico; - acquisizione e riqualificazione di terreni e edifici in abbandono; - possibilità di acquisire case cantoniere da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo; -

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PFAS: la plasmaferesi è altamente sconsigliata

     

Il Ministero della Salute e l’istituto superiore di Sanità non sono mai stati interpellati dalla Regione Veneto che ha deciso in solitudine un trattamento invasivo e probabilmente inutile
Padova, 13 Dicembre 2017
“Il Ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità non sono mai stati formalmente interessati dalla regione Veneto circa l’utilizzo” della plasmaferesi terapeutica. La risposta del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al question time di oggi a un’interrogazione dei parlamentari veneti (prima firmataria Alessia Rotta) sulle attività della Regione in merito alla contaminazione da Pfas, è un atto d’accusa. La Regione Veneto ha infatti deciso di sottoporre migliaia di cittadini nelle zone contaminate da Pfas a una terapia, la plasmaferesi che consiste nella separazione della componente liquida del sangue da quella cellulare. Lo ha fatto senza consultare il ministero né la comunità scientifica.

Un’azione unilaterale grave soprattutto perché, come ricorda Lorenzin, “non esistono evidenze scientifiche, né raccomandazioni specifiche in ordine alla possibilità di rimuovere i Pfas e i Pfoa attraverso l’uso della plasmaferesi. Anzi, le più recenti linee guida in materia non includono detti contaminanti tra gli agenti inquinanti che possono essere rimossi con tale tecnica; il ricorso alla plasmaferesi è infatti altamente sconsigliato proprio in quelle situazioni, particolari e rare – ed è questo il caso dell’inquinamento da Pfas e Pfoa presente nella sola regione del Veneto – in cui si registra una specifica tipologia di inquinamento ambientale”. Proprio in base a queste considerazioni, continua Lorenzin, “e in considerazione che la plasmaferesi è una terapia fortemente invasiva, la Regione Veneto, prima di sottoporre le persone a tale trattamento, avrebbe dovuto procedere ad una preventiva sperimentazione in particolare nei confronti dei bambini e degli adolescenti, maggiormente esposti a possibili conseguenze dannose per la salute”.
«Siamo di fronte a un fatto gravissimo», sottolineano Alessia Rotta, Giulia Narduolo e Diego Zardini. «La Regione sta giocando con la salute dei cittadini. Invece di raccogliere tutte le risorse scientifiche a disposizione, ha deciso di intraprendere una via solitaria priva di ogni ragione. La risposta del Ministro purtroppo fa chiarezza, ma abbiamo chiesto a Beatrice Lorenzin di impegnare il ministero a raccordarsi con la Regione Veneto per individuare ogni soluzione e ogni iniziativa per tutelare la salute dei cittadini».

Come parlamentari veneti del Partito Democratico «abbiamo chiesto chiarimenti alla ministra Lorenzin in merito alla decisione della Regione Veneto di mettere a disposizione dei cittadini con alte concentrazioni di Pfas nel sangue il trattamento della plasmaferesi. Come emerso anche dalla risposta delle ministra, si tratta di una terapia che non ha un protocollo scientifico adeguato e che risulta molto invasiva soprattutto se praticata su adolescenti e ragazzi. Abbiamo espresso alla ministra tutta la nostra preoccupazione per la salute dei cittadini delle zone contaminate da Pfas e chiesto con forza un intervento del ministero e dell'Iss al fine di dare risposte

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Pua Via Mameli: tutte le risorse al territorio

     


Verona 12/12/2017
La vicenda del Pua Mameli per la riqualificazione dell’ex area Bam si inscrive in una lunga parabola politico-amministrativa che comincia nell’ultimo anno della prima amministrazione Tosi - vedendo il centrodestra unito votare compattamente per questa lottizzazione pesantissima per la città e il quartiere, sordo alle richieste di mitigazione dei cittadini – e arriva agli ultimissimi giorni della seconda amministrazione Tosi, quando vengono dati gli ultimi superficiali ritocchi al piano senza alternane la sostanza.
Sappiamo tutto delle contraddizioni del suo iter travagliato: l’abuso originario dell’abbattimento della facciata storica dell’ex Bam, passato in sanatoria; la sorprendente ammissione delle macerie al Piano Casa per l’ampliamento degli immobili; le altezze eccessive (11 piani poi ridotti a 10) che con ogni evidenza compromettono lo skyline; i numerosi passaggi di proprietà dell’area; la mancata tutela archeologica della strada romana; le complicazioni viabilistiche, sistemate sulla carta con la previsione di un semaforo; le problematiche della rete fognaria.
Sappiamo tutto perché nel 2011 siamo stati noi, come Pd, con l’allora consigliere Diego Zardini, a raccogliere tra i cittadini le firme e a presentare le osservazioni. Tutte bocciate dalla giunta, tranne che per la riduzione delle altezze massime di un piano, da 11 a 10.
Oggi come ieri intendiamo portare avanti, nella maniera più realistica ed efficace possibile, questa linea di contrasto dell’impatto e di riduzione del danno. Essere realistici significa comprendere che il fulcro delle mitigazioni possibili sono i 230 mila euro delle opere compensative, fortunatamente svincolati da un’opera non urgente come la copertura della pista di pattinaggio e monetizzati. Si tratta dunque di recuperare queste risorse dalle pieghe del bilancio comunale con un’azione congiunta in Consiglio comunale e in Circoscrizione per metterle a disposizione delle esigenze della Seconda Circoscrizione.
Inoltre si tratta di vedere se e come sono stati concretamente impegnati i 600 mila euro complessivi delle opere di urbanizzazione. Memori delle parole pronunciate nelle passate amministraziono, quando veniva promesso “1 milione di euro per le casse della seconda Circoscrizione” (dichiarazione del 20.12.2011), pretendiamo che rimanga sul territorio fino all’ultimo centesimo.
Il comunicato

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