Presentazione libro Maurizio Martina

     


Maurizio Martina: “Dalla Terra all’Italia” Il 25 novembre alle 11 a Verona la presentazione del libro del ministro
Verona, 22 Novembre 2017
Sabato 25 novembre il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina sarà a Verona per presentare il libro “Dalla Terra all’Italia”, edito da Mondadori. L’appuntamento è in programma alle 11 alla Società Letteraria di Verona in piazzetta Scalette Rubiani 1. Alla presentazione prenderanno parte il sindaco Federico Sboarina, la presidente della Società Letteraria, Daniela Brunelli, il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese e il preside Antonio Benetti. Modera l’incontro il giornalista esperto di agricoltura e ambiente Giorgio Vincenzi. «Agricoltura e alimentazione saranno sempre più questioni geopolitiche di primaria importanza», afferma il deputato veronese Diego Zardini, promotore dell’incontro. «L’Italia ha una serie di eccellenze che costituiscono de facto un vantaggio competitivo formidabile e una forza attrattiva. Siamo già un player globale nell’agrifood, ma i margini di miglioramento sono altissimi. Basti pensare che una regione come il Veneto o una provincia come Verona hanno varietà di prodotti sia nelle materie prime - dal vino alla frutta – sia nella trasformazione inimmaginabili per molti altri Paesi». Il libro di Martina, è in questo senso uno stimolo a investire nella sostenibilità dello sviluppo e della democrazia del cibo in quanto “chiavi fondamentali per interpretare il domani. Attorno al lavoro della terra e del cibo capiremo le nuove traiettorie del mondo”. Nella stesura, Martina si è concentrato sulle scelte. “Sono innanzitutto le scelte dei giovani”, scrive il ministro nella prefazione. Ragazzi “che hanno deciso di scommettere su progetti innovativi, recuperando sementi antiche o trasformando processi produttivi in imprese moderne; testimoni globali che realizzano nuovi modi di fare agricoltura. Faticano, studiano, progettano, rischiano. Cambiano l’Italia a partire dalla terra. Ma sono anche le scelte di chi investe portando il Paese nel mondo, grazie alla nostra grandiosa cultura enogastronomica. Sono le scelte di chi prova a resistere nonostante la fatica di tenere in equilibrio costi e ricavi di fronte alla volatilità dei prezzi e alle troppe distorsioni del mercato. Sono le scelte di chi ha fatto della lotta allo spreco alimentare una formidabile esperienza di cittadinanza. Quelle di quanti migrano, in particolare dai Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo, per arrivare da noi a reinventare legami di comunità e di lavoro”.
Fonte immagine articolo: L'Arena

Leggi tutto

PFAS: Perché la Regione non vuole gli 80 milioni del governo?

     

Rotta e Zardini: per gli acquedotti serve la compartecipazione della Regione Padova, 18 Novembre 2017
«Leggo con stupore quanto riportato questa mattina sulla stampa in merito al finanziamento di 80 milioni previsto dal governo per affrontare l'emergenza PFAS in Veneto». La deputata veneta Alessia Rotta denuncia «l'ennesimo goffo tentativo di Zaia e della sua giunta di fare melina e prendere tempo per nascondere ciò che hanno negato finora: non hanno i progetti (né preliminari, né tanto meno definitivi) per i nuovi acquedotti e no hanno un piano di azione. Al contrario, i soldi del governo ci sono e sono già disponibili, ma senza i progetti non possono essere impiegati. Anche i comitati No PFAS che sono venuti al ministero dell'Ambiente hanno potuto constatare con i loro occhi il ritardo della Regione Veneto». «Il modello ‘prendi i soldi e scappa’ che la Lega ha in mente non ha alcuna speranza di essere messo in atto», assicura Rotta: «per poter impiegare i fondi il Veneto deve fare la sua parte, che significa anche adempiere all'obbligo di cofinanziare la costruzione dei nuovi acquedotti. A questo proposito rinnovo la domanda: per i nuovi acquedotti il Governo mette sul piatto 80 milioni, quante risorse ci mette la Regione? Ad oggi nulla. La Regione deve cofinanziate l'intervento, altrimenti abbia il coraggio di dire che non vuole farlo». Rispetto alla dichiarazione dello stato di emergenza, continua Rotta, «viene invocato a vanvera, non risolve il problema di cui stiamo discutendo: anche in presenza di poteri speciali, senza i progetti gli 80 milioni non possono essere utilizzati». «I finanziamenti pubblici che abbiamo orgogliosamente messo a disposizione con l'aiuto del governo, 80 milioni di euro a cui vanno sommati i 23 milioni dell'accordo sul Fratta, devono essere integrati», conferma il deputato Diego Zardini. «Queste risorse dovrebbero in primis essere messe dalla Regione Veneto e, solo in via residuale, come previsto dalla legge, finanziate dalle tariffe idriche, ovviamente su scala regionale quindi anche da coloro che abitano in comuni diversi da quelli colpiti. Nell’eventualità stiamo parlando di un rincaro inferiore all’1 per cento, circa 4 centesimi di euro». «La lettera inviata dal ministero non rallenta il percorso», spiegano Rotta e Zardini. «Anzi vuole dare un'accelerazione, richiamando i nostri amministratori a muoversi per non perdere i fondi. Si tratta dello stesso iter già seguito per la costruzione del Collettore del Garda: il cofinanziamento del servizio idrico è indispensabile perché contrariamente l'intervento si configurerebbe come aiuto di stato, illecito per un settore in cui i cittadini pagano una tariffa. La concorrenza tariffaria non determina nessun automatismo nell'aumento delle tariffe. E, anche su questo, la Regione potrebbe intervenire. Perché non lo fa? Perché invece di perdere tempo non predispone correttamente i progetti per gli acquedotti? E perché non vuole investire neanche un euro per la progettazione e la realizzazione delle nuove condutture per dare ai cittadini l'acqua pulita a cui hanno diritto? Attendiamo risposte».
Prima pagina Corriere di Verona Articolo Corriere di Verona Articolo Giornale di Vicenza Articolo Il Mattino di

Leggi tutto

Il treno PD fa tappa a Verona

     


Il Treno PD ha fatto tappa a Vicenza e a Verona. Nel tragitto con Matteo Renzi abbiamo incontrato un comitato delle mamme NoPfas, questione che ci vede impegnati da tempo, con le quali il Segretario ha preso l'impegno di seguire mensilmente lo stato di avanzamento dei lavori per risolvere il più grande e terribile inquinamento che il Veneto ricordi. Durante la fermata a Verona abbiamo visitato, ad Avesa, a pochi passi da dove sono cresciuto, lo stabilimento di Progetto QUID, impresa sociale che assume lavoratrici e lavoratori di categorie fragili e svantaggiate, che recupera stoffe eccellenti ma di scarto realizzando abiti di qualità. Una realtà forte, che cresce, che merita ammirazione e sostegno.

Leggi tutto

Disagi sulla tratta Verona-Rovigo

     


Cambio gestione e rimborso ai pendolari Lo chiedono i deputati del PD Crivellari, Narduolo e Zardini
Verona, 17 Novembre 2017
«Se Servizi Territoriali Spa non è in grado di gestire il pur esiguo traffico ferroviario sulla tratta Verona – Rovigo, la Regione imponga a Trenitalia di riprendere la gestione diretta». Tre parlamentari del Partito democratico, a fronte dei continui disagi a cui sono sottoposti lavoratori e studenti che abitualmente utilizzano la linea, chiedono alla giunta regionale di intervenire. Inoltre, sottolineano, Diego Zardini, Giulia Narduolo e Diego Crivellari, «i pendolari devono essere rimborsati con abbonamenti gratuiti». Come riportato dagli organi di informazione nei giorni scorsi, i pendolari che utilizzano la linea ferroviaria tra Legnago e Verona, sono stati lasciati senza mezzi di trasporto nelle mattine di martedì 7 e giovedì 9 novembre. Senza informazioni e senza corse sostitutive, decine di persone hanno dovuto fare affidamento all’improvvisazione per raggiungere la scuola, l’università o il posto di lavoro. La cancellazione di treni a causa di guasti e carenza di materiale rotabile si protrae da ormai molti anni. I treni utilizzati sono vecchi e molto spesso insufficienti a soddisfare la domanda giornaliera. Anche per questo nel 2015 Legambiente ha inserito la tratta tra le 10 peggiori d’Italia. «Sistemi territoriali è partecipata al 99,83 per cento da Veneto Sviluppo», ricordano i deputati, quindi è della Regione Veneto. «Dal 2010 gestisce il traffico sulla Rovigo – Verona per conto di Trenitalia, ma problemi che risalgono alla fine degli anni Novanta non sono mai stati né affrontati né risolti. Anzi, in alcuni casi sono addirittura peggiorati». «Le difficoltà sono denunciate quotidianamente dai pendolari», affermano i deputati Zardini, Crivellari e Narduolo. «La Regione tolga alla propria partecipata la fallimentare gestione della ferrovia e, soprattutto proceda velocemente a rimborsare i titolari di abbonamento (mensile, trimestrale e annuale) offrendo a partire da gennaio 2018 altrettanti abbonamenti con sconti variabili dal 70 al 30 per cento in considerazione dei disagi e dei costi sostenuti dai viaggiatori a causa delle perduranti inefficienze nella gestione della ferrovia». L'Articolo di Rovigo Oggi
Fonte foto L'Arena

Leggi tutto

Una colata di cemento incombe su Costermano

     



Previsti nuovi 40 mila metri cubi di edificazioni in aree di pregio e dissestate Il deputato Zardini coinvolge il Ministro dell’Ambiente Galletti

Verona, 30 luglio 2017

Una nuova colata di cemento su Costermano. Il comune veronese ha appena approvato due piani di intervento edilizio per 40 mila metri cubi di nuove costruzioni in aree di pregio ambientale e paesaggistico, ma anche sottoposte a dissesto idrogeologico. «Gli speculatori non si fermano neppure davanti alle zone pericolose», denuncia il deputato Diego Zardini, autore in settimana di un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Galletti chiedendo di tutelare le aree interessate.
«Sembra che i palazzinari abbiano messo le mani sul Comune», accusa il deputato veronese. «Posso comprendere, anche se ovviamente non lo approvo, che di fronte alla prospettiva di realizzare un guadagno immediato, i costruttori non si facciano troppi scrupoli ambientali e relativi alla sicurezza. Ma che l’amministrazione comunale avalli questi piani è contro ogni interesse dei cittadini: l’aumento delle volumetrie è di tali proporzioni da svalutare irrimediabilmente e per diversi decenni il valore commerciale degli immobili esistenti; sono poi esterrefatto dalla leggerezza con cui si permette di costruire in aree sottoposte a dissesto idrico e geologico dove, anche solo il buon senso suggerirebbe di evitare l’edificazione di nuovi insediamenti; infine, le nuove costruzioni distruggeranno per sempre suolo pregiato, essendo previste all’interno di Siti di Interesse Comunitario (zone Sic) come terreni agricoli, zone boschive, naturalistiche e punti paesaggistici di valore, in barba agli esistenti vincoli di destinazione forestale, paesaggistici e idrogeologici».
«Distruggere l’ambiente, depauperarlo e cementificarlo è il modo migliore per affossare una delle principali risorse economiche del territorio, ovvero il turismo», ricorda Zardini. «Mi auguro che il ministro Galletti e il Ministero facciano luce su quanto sta accadendo a Costermano e intervengano almeno per mitigare il devastante impatto ambientale previsto da decine e decine di nuove inutili costruzioni».

Testo Interrogazione

Leggi tutto

Sbloccate migliaia di assunzioni nei corpi di polizia

     


SICUREZZA Sbloccate migliaia di assunzioni nei corpi di polizia
Verona, 19 Ottobre 2017
Dopo dieci anni di blocco forzato dalle spending review dei governi Berlusconi e Monti, la Pubblica amministrazione torna ad assumere dipendenti. A beneficiarne saranno in questa prima fase soprattutto le forze dell’ordine. Nei prossimi mesi andrà a regime la riforma del pubblico impiego. Abbiamo lavorato l’intera legislatura per raggiungere questo obiettivo. Uno dei pilastri della riforma è lo sblocco delle assunzioni, ferme da dieci anni. Nelle scorse settimane, i ministri Madia e Padoan hanno firmato i decreti che consentono l’assunzione di 7.903 persone. 5.590 saranno fatte in modo diretto, mentre 2.313 posti saranno messi a concorso. La maggior parte dei nuovi posti è riservata ai corpi di polizia e sono tutte assunzioni dirette che non devono passare da un concorso (pescheranno dalle graduatorie dei concorsi già fatti gli anni scorsi) e quindi saranno avviate nelle prossime settimane o, al massimo, mesi. A beneficiarne saranno i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, la Polizia penitenziaria e i Vigili del Fuoco per un totale di 5.149 nuovi posti in tutta Italia. Per quanto ci riguarda è un risultato molto importante perché il blocco delle assunzioni, combinato con i pensionamenti di questi anni, ha avuto come effetto la diminuzione del personale disponibile nel comparto sicurezza. Ora che il governo è riuscito a trovare gli spazi finanziari e le modalità per ridare equilibrio agli organici è importante che la giunta comunale, la Questura, la Prefettura e i sindacati interessati rappresentino ai ministeri le proprie esigenze di personale. Da più parti arrivano segnalazioni di uffici, stazioni di polizia e comandi in deficit di personale. Verona ha estremo bisogno di incrementare gli organici delle forze di polizia e dei vigili del fuoco. Potremmo anche pensare di raccogliere segnalazioni dalle Circoscrizioni che hanno un contatto diretto con le forze presenti sul territorio, a far emergere le esigenze, le specificità e le rispettive necessità di copertura del personale. Sarà decisivo muoversi velocemente perché le ripartizioni verranno decise dai rispettivi ministeri. E’ un lavoro che va fatto ora, portando all’attenzione del governo numeri e dati e, credo, elaborando un progetto sulla sicurezza che guardi al lungo periodo. Anche perché nei prossimi sei anni il personale a disposizione complessivamente nella pubblica amministrazione cambierà molto. Dal 2018 al 2024 andranno in pensione e dovranno essere sostituiti 450 mila dipendenti in tutta Italia. E’ indispensabile affrontare con preparazione e cognizione di causa questo periodo.

Leggi tutto

Il Centro meteo europeo trasferito a Bologna

     


Il Centro meteo europeo trasferito a Bologna La commissione Ambiente ha ratificato l’accordo del governo italiano
Roma, 8 Novembre 2017
Dal 2019 il data centre del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) sarà trasferito dalla Gran Bretagna a Bologna. Oggi la commissione Ambiente della Camera ha ratificato l’accordo tra il governo italiano e il Centro che prevede lo spostamento da Reading (UK) alla ex manifattura tabacchi di Bologna.
«Un importante passo avanti per un tema strategico per il futuro», commenta soddisfatto il relatore del provvedimento, il deputato Diego Zardini. «È un arricchimento per l'Italia che potrà dare un impulso alla ricerca scientifica in campo ambientale e sui cambiamenti climatici. In particolare gli effetti di eventi atmosferici estremi saranno monitorati dal nostro paese, interpretando anche un'opportunità in più per i nostri giovani».
il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine è un'organizzazione intergovernativa con sede nel Regno Unito, istituita nel 1975, e attualmente sostenuto da 22 Stati membri europei, fra cui l’Italia, e da 12 Stati osservatori. Il suo compito principale consiste nel fornire previsioni meteorologiche globali a medio termine ai servizi nazionali di previsioni, per finalità strategico-militari e civili, ed in particolare per segnalare il possibile verificarsi di condizioni meteo potenzialmente pericolose. Per tali attività il Centro si avvale di sistemi di elaboratori ad altissime prestazioni, installati presso la sede principale dell'organizzazione.
Nel 2015 il Consiglio del Centro ha deciso di procedere ad una competizione internazionale per stabilire dove ospitare il nuovo centro dati, il più grande del mondo, dopo aver ritenuto insoddisfacenti le proposte di localizzazione avanzate dal Regno Unito, e che il concorso è stato vinto nel dicembre 2016 dalla società consortile ASTER dell'Emilia-Romagna, tra i cui soci figurano la Regione, gli atenei della regione, gli enti di ricerca come CNR, ENEA e Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha individuato la nuova sede del centro nel Tecnopolo di Bologna, sito nell'area dell'ex Manifattura tabacchi.

Leggi tutto

Attacco al Bar Caffè Oro Bianco

     

Verona, 7 Novembre 2017 Il deputato veronese Zardini interviene in aula. Presenterà un’interrogazione
Le violenze dei tifosi napoletani che domenica hanno assalito e distrutto il bar Oro Bianco nel centro di Verona saranno oggi all’attenzione del Parlamento. Il deputato veronese Diego Zardini interverrà in aula per riferire quanto accaduto prima della partita Chievo Napoli e si appresta a presentare un’interrogazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti. «E’ stato un fatto gravissimo», afferma Zardini. «Desidero esprimere la mia solidarietà al titolare e agli avventori del locale, ma non voglio che ci fermiamo alle dichiarazioni. Bene ha fatto il sindaco Sboarina a chiedere immediatamente un incontro al Prefetto per capire quanto sia successo e per modificare le misure di sicurezza durante le partite di calcio, soprattutto quando sono in programma gare delicate».
Questo il video dell'intervento in aula durante la seduta alla Camera dei Deputati

Queste le dichiarazioni di Alan Ceruti, il gestore del Bar Caffe Oro Bianco. [video mp4="http://diegozardini.it/wp-content/uploads/2017/11/Dichiarazioni-Alan-Ceruti-Gestore-Bar-Oro-Bianco.mp4"][/video] Secondo le testimonianze dei presenti, sembra l’assalto fosse organizzato e messo in atto da un gruppo di circa 40 persone che hanno bloccato la via con auto e furgoni. Molte le chiamate al 112 e al 113 da parte degli avventori, ma le forze dell’ordine sono arrivate sul posto quando ormai i delinquenti si erano dileguati. «Già oggi chiederò al ministro dell’Interno di riferire in Parlamento sull’accaduto e presenterà un’interrogazione», assicura Zardini. «Molte persone in città hanno visto già nella mattina di domenica che c’erano gruppi di tifosi napoletani che giravano armati e immagino siano arrivate segnalazioni alle forze dell’ordine ben prima dell’assalto al bar Oro Bianco. Dobbiamo sapere se ci sono stati ritardi nell’intervento delle forze dell’ordine e dobbiamo capire perché non è scattato il divieto di trasferta per i tifosi del Napoli. Si conoscono da decenni le ruggini tra le tifoserie del Napoli e dell’Hellas e pur essendo l’incontro con il Chievo, era facilmente prevedibile che le frange più violente della tifoseria napoletana avrebbero colto l’occasione per scagliarsi contro i luoghi di ritrovo dell’Hellas».
Fonte articoli L'Arena e Corriere di Verona

Leggi tutto

PFAS: dall’emergenza alle bonifiche

     

 
IL VIDEO DELL'INCONTRO PUBBLICO DI LEGNAGO DEL 6 NOVEMBRE

PFAS
Zardini: «Dall’emergenza alle bonifiche»
Lunedì 6 novembre a Legnago incontro promosso dal Pd con il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci
Verona, 4 Novembre 2017
Il presidente della commissione Ambiente della Camera dei deputati, Ermete Realacci, parteciperà lunedì 6 novembre a Legnago a un incontro con cittadini, istituzioni e associazioni sull’inquinamento da Pfas. L’appuntamento, organizzato dal Partito democratico, sarà utile per chiarire “chi fa cosa” nel passaggio dalla fase di emergenza a quella delle bonifiche.
«Grazie alla commissione Ambiente della Camera e al suo presidente», ricorda il deputato veronese Diego Zardini, «l’inquinamento delle falde acquifere del basso veneto è diventata un’emergenza nazionale. Per questo, insieme con la collega Alessia Rotta siamo riusciti a muovere la commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e impegnare il ministero dell’Ambiente a stanziare 80 milioni di euro per le bonifiche».
«Negli ultimi due anni», sottolinea Zardini, «non vanno dimenticate le segnalazioni e i contributi - anche di ricerca - arrivati in Parlamento e al governo grazie alla mobilitazione di semplici cittadini, dei Comuni, di associazioni come Legambiente e di comitati civici. Ora però, la vicenda è tutt’altro che conclusa e quindi ci sarà ancora bisogno dell’attenzione e del supporto di tutti coloro che sono in prima fila per contrastare l’inquinamento. I nuovi fronti su cui saremo chiamati a impegnarci riguardano le bonifiche e la celerità con cui le faremo e la catena alimentare».
Lunedì a Legnago, una delle zone del Veronese maggiormente colpite dall’inquinamento da Pfas, accanto a Ermete Realacci, ci saranno infatti il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, il sindaco di Legnago Clara Scapin, il deputato Diego Zardini, la deputata della commissione Lavoro, Alessia Rotta e il segretario regionale del PD Alessandro Bisato; a moderare l’incontro sarà l’assessore all’Urbanistica e Ambiente Claudio Marconi.


  Fonte articoli L'Arena

Leggi tutto

BONIFICA CA’ FILISSINE: ARRIVA IL FINANZIAMENTO!

     

25 Ottobre 2017 FINANZIAMENTO BONIFICA DISCARICA CA' FILISSINE La competenza non era statale, non eravamo obbligati, ma la politica deve dare le risposte necessarie ai problemi reali. La soddisfazione è grande poichè è stato un percorso complesso, lungo il quale in pochi ci hanno creduto, ma noi ci abbiamo messo la faccia e ci siamo riusciti. Un grazie a tutti e soprattutto a chi ci è stato vicino.

Leggi tutto

REFERENDUM AUTONOMIA: NON C’È SPAZIO PER AVVENTURE

     

24 Ottobre 2017
REFERENDUM
«Non c’è spazio per pericolose avventure catalane in Veneto. Zaia non tradisca il mandato degli elettori che domenica hanno affermato la propria richiesta di autonomia all’interno dell’unità nazionale e nell’alveo delle regole della Costituzione». Il deputato veronese Diego Zardini è allarmato dalla presa di posizione del presidente regionale il giorno successivo al referendum. «Chiedere lo statuto speciale o di trattenere i nove decimi dei tributi è semplicemente una provocazione per farsi respingere dal governo e dal parlamento qualsiasi proposta e continuare la personale campagna elettorale ideata da Zaia per prenotare una poltrona da ministro se non, addirittura, la candidatura a premier del centrodestra», afferma Zardini. «Domenica sulla scheda c’era scritta tutt’altra cosa. C’era l’autonomia differenziata scritta in Costituzione nel 2001 dal centrosinistra a cui la Lega Nord è arrivata dopo sedici anni di travaglio, superando fasi secessioniste padane, fantasiose macroregioni del nord e inattuabili devoluzioni. La campagna referendaria è stata condotta dalla Lega in modo irresponsabile, condita di menzogne e promesse irrealizzabili come lo statuto speciale, il residuo fiscale e modifiche tributarie. Nulla di tutto ciò è previsto dalla Costituzione e soprattutto non era quesito proposto. Queste bugie hanno contribuito ad abbassare l’affluenza, prevista al 70 per cento e fermatasi al 58, con picchi negativi in quasi tutti i capoluogo delle province venete. Anche lo spreco di danaro, 15 milioni di euro, che con una linea già adottata dall’Emilia Romagna avrebbe potuto essere evitato, ha tenuto decine di migliaia di cittadini lontano dalle urne». Ora, conclude Zardini, «non si perseveri nell’errore. Siamo in ritardo di sedici anni sulla tabella di marcia, e la classe politica al governo della Regione ha già mostrato imbarazzanti limiti proprio dove ha avuto spazi reali di autonomia (Mose, banche, Pedemontana solo per citare i più evidenti). Zaia dimostri di essere in grado di passare dalle promesse ai fatti e intavoli una trattativa seria con lo stato per ottenere le deleghe sulle materie previste dalla Costituzione. Nulla di più hanno chiesto i veneti con il referendum. Qualsiasi altra fantasia rischia di allontanare l’obiettivo e di tradire il mandato dei cittadini»

Leggi tutto

245 milioni per la provincia di Verona

     




È arrivato il tanto atteso via libera della Corte dei Conti per lo stanziamento dei soldi messi a disposizione nella legge di stabilità per far fronte alle più urgenti questioni ambientali nella nostra provincia. Una notizia che stavamo aspettando e che accogliamo con soddisfazione: 80 milioni per la bonifica da Pfas, 65 per la discarica di Pescantina, che si aggiungono ai 100 milioni che finanziano la realizzazione del nuovo depuratore per le acque del Garda per un totale che ammonta a quasi un quarto di miliardo di euro. È il risultato di un grande lavoro fatto in questi anni, partito dell'ascolto dei territori e dei bisogni veri delle comunità. Un lavoro che è continuato, costante e silenzioso, anche di fronte alle polemiche sterili di chi ha preferito agitare spettri e paure, non facendo di certo un buon servizio ai cittadini. Noi abbiamo preferito la strada dell'impegno serio nel trovare soluzioni. Non senza difficoltà certo, seguendo un iter scrupoloso ma necessario, viste le ingenti risorse di cui parliamo. Un grazie sentito va ai sindaci e agli amministratori attenti e pazienti. Senza la loro solidità e la costante presenza non avremmo avuto le credenziali per chiedere l'enorme stanziamento che siamo riusciti ad ottenere. Siamo convinti che questo traguardo sia la migliore dimostrazione che alle volte più dell'autonomia serve il buon governo. Ora ci aspettiamo soddisfazione e tripudio dalla Regione Veneto, che porta a casa tutte queste risorse. E soprattutto ci aspettiamo che faccia la sua parte per il collettore, perché non possiamo perdere un finanziamento tanto importante. Con l'ok della Corte dei Conti non c'è più spazio per le strumentalizzazioni di chi insinuava che i soldi non sarebbero arrivati. Mancava un ultimo passo, che ora si è compiuto mettendo il timbro e la parola fine a tutte le polemiche.

Leggi tutto

CICLO DEI RIFIUTI: LEGALITÁ ED EFFICIENZA

     

Il resoconto dell'iniziativa dello scorso venerdì 10 aprile sul tema dei rifiuti. *rifiuti iniziativa

Leggi tutto

Passi carrai sulle strade ANAS, verso la soluzione

     

Schermata 2014-10-24 alle 12.44.30
Da anni cittadini ed imprese che accedono alle abitazioni o alle attività della Strada Statale SS12 hanno avviato un conflitto con ANAS perché si sono visti recapitare richieste di un canone annuale stratosferico con aumenti che dal 1997 sono aumentati fino all’8000 % nel compartimento del Veneto. Si è costituito il Comitato Passi Carrai che ha rappresentato in tutte le sedi istituzionali le legittime istanze dei cittadini e che ha potuto partecipare ad un tavolo di lavoro istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, a seguito di una iniziativa legislativa avviata dai deputati del Partito Democratico del Veneto in sede di approvazione della legge di stabilità nel Dicembre scorso. Ora nel decreto Sblocca-Italia gli stessi deputati hanno presentato un emendamento che raccoglie i risultati del lavoro fatto nei mesi scorsi, ottenendo la condivisione dell’intero gruppo PD e del Governo, con approvazione nella seduta della Commissione Ambiente della Camera del 17 ottobre scorso. La norma approvata elimina i canoni a partire dall’1 gennaio 2015. Per i canoni maturati e non pagati viene consentito di eliminare ogni contenzioso mediante pagamento del 30% di quanto maturato, ovvero del 60% qualora si intenda ricorrere alla rateazione fino a nove rate annuali. Entro il 28 febbraio 2015 ANAS chiederà a tutti i titolari degli accessi esistenti di chiudere il contenzioso in atto entro due mesi. Per il futuro è previsto il pagamento di una somma una tantum all’atto del rilascio della autorizzazione commisurata al canone previsto nel 1996 indicizzato ISTAT ed in tal modo si evita che si riproponga situazione analoga a quella vissuta in questi anni. Commenta Zardini: "Il voto di oggi rappresenta un ottimo risultato del lavoro di squadra dei deputati PD del Veneto che hanno costruito una ampia condivisione in sede parlamentare".
Leggi qui l'articolo su L'Arena: *passi carrai_SS12 .

Leggi tutto